Un percorso condiviso tra operatori sanitari, Forze dell'Ordine e Autorità Giudiziaria per gestire i casi di abusi su minori 

Varese, 18 Dicembre 2020

Un percorso dedicato al minore con sospetto o dichiarato abuso o maltrattamento che consenta la migliore gestione del piccolo paziente e la sua immediata messa in sicurezza. 

Questo in sintesi il contenuto dell’accordo che ASST Sette Laghi e Procura della Repubblica di Varese hanno presentato oggi insieme alle Forze dell’ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) e al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Varese

Il protocollo prevede di concentrare presso il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Del Ponte tutti i casi di sospetti o dichiarati abusi e maltrattamenti garantendo ai soggetti interessati adeguato sostegno psicologico e specialistico, l’immediata segnalazione dei casi alle FFOO e ai Servizi Sociali per gli eventuali provvedimenti di messa in sicurezza del minore e il rilevamento puntuale (anche con l’acquisizione di immagini fotografiche e/o reperti biologici) di tutti i possibili elementi di prova della violenza subita sia essa fisica che psicologica. 

Fin dal ricevimento in triage il minore verrà seguito da un operatore sanitario specializzato che provvederà ad accompagnarlo fisicamente in tutti i passaggi interni compilando appositi form che in caso di sospetto o dichiarato reato verranno trasmessi in tempo reale alla Procura della Repubblica di Varese che dal canto suo ha predisposto un servizio di reperibilità h 24 con magistrati specializzati e se del caso alla Procura minorile di Milano. Le Forze dell’Ordine si attiveranno per garantire le condizioni di sicurezza al minore abusato sia durante gli accertamenti sanitari sia successivamente nel caso in cui ci sia il rischio di reiterazione del reato in accordo con i Servizi Sociali del comune di residenza del minore interessato. I reati di cui si parla sono diversi e gravissimi: si va dalla violenza sessuale (art 609 bis e ter CP), agli atti sessuali con minorenne (art 609 quater CP), dalla violenza di gruppo (art 609 octies CP) al maltrattamento contro familiari e conviventi (art 572 CP), dagli atti persecutori o stalking (art 612 bis CP) all’abuso di mezzi di correzione o disciplina (art 571 CP), lesioni personali (582 CP), abbandono di minore (art 591 CP). 

La tutela dei minori abusati o maltrattati – dichiara Gianni Bonelli, Direttore Generale di ASST Sette Laghi è un tema delicatissimo che sta ovviamente a cuore a ciascuno di noi sia come operatori sanitari sia come persone, padri e madri di famiglia. La nostra azienda ha all’Ospedale Del Ponte un polo di eccellenza unico nel suo genere in Lombardia con professionisti particolarmente sensibili e competenti in grado di riconoscere rapidamente i casi sospetti che necessitano del coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria. Ringrazio la Dottoressa Borgonovo per la straordinaria sensibilità che ha mostrato nella condivisione di un percorso che garantirà ulteriore tutela ed efficacia nella gestione di questi piccoli pazienti purtroppo non così rari come si vorrebbe.” 

I casi di violenza sui minori – dichiara Daniela Borgonovo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Varesesono in effetti in aumento: violenza fisica, violenza sessuale, soprattutto violenza assistita, che si verifica quando i bambini assistono alla violenza nel contesto familiare, nel luogo in cui il bambino dovrebbe essere più sicuro. Con questo protocollo – e ringrazio il Professor Agosti e la Dottoressa Plebani per la determinazione e l’impegno nella individuazione e condivisione delle soluzioni più efficaci – abbiamo voluto assicurare una rete di assistenza e di tutela per le piccole vittime, delineando modalità di intervento uniformi, per assicurare la miglior cura al paziente e, nel contempo, una tempestiva ricerca e acquisizione degli elementi di prova del reato nell’immediatezza della visita medica, per indirizzare fin da subito le indagini al fine di accertare i fatti e individuare i responsabili  e per porre in essere tutte le azioni utili per la protezione del minore stesso. Del resto, è ormai un principio assodato nelle convenzioni internazionali che la tutela dei diritti del minore è un obiettivo primario e che le Istituzioni hanno il dovere di collaborare e operare efficacemente insieme, per proteggere i minori dalle violenza”.

“La nostra missione di medici pediatri e operatori sanitari – sottolinea il Professor Massimo Agosti, Direttore del Dipartimento della Donna e del Bambino di ASST Sette Laghiè quella di garantire la miglior cura ai minori affetti da patologie di ogni tipo. Nel caso in cui abbiamo il sospetto di trovarci davanti a minori vittime di maltrattamenti fisici e psicologici vuoi perchè li hanno subiti direttamente vuoi perchè ne sono stati involontari spettatori è nostro dovere giuridico e morale raccogliere tutte le prove dei possibili abusi e denunciare immediatamente la cosa alle autorità preposte.” 

“Il Pronto Soccorso – precisa la Dottoressa Annamaria Plebani, Responsabile del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Del Ponte è spesso il bacino di prima accoglienza delle vittime di abuso ma la natura stessa della struttura, dedita alle urgenze e caratterizzata da rapidità nei processi decisionali, fa si che un sospetto può essere difficile da intercettare. Proprio per cercare di superare questa difficoltà, si è creato un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha prodotto questo documento ove si delinea un modello organizzativo e metodologico basato su un sistema integrato tra Ospedale, Procura della Repubblica, Forze di Polizia e servizi territoriali per l’identificazione, la presa in carico e la gestione dei casi di sospetto/accertato maltrattamento e abuso in età pediatrica..La definizione di un protocollo preciso – conclude Plebaniaiuterà noi operatori in prima linea a gestire queste delicate situazioni nel modo più corretto ed efficace attivando immediatamente i corretti referenti esterni“.

1 commento

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  • Dott. MD Franco Bonacina, già Primario di Anestesia e Rianimazione all'Ospedale di Luino ha detto:

    Vi conviene leggere la sentenza della Corte di Appello di Ancona che respinge una richiesta di revisione del processo sui “Diavoli della Bassa”, e contemporaneamente leggere la dichiarazione del BAMBINO ZERO (ormai trentunenne) : MI SONO INVENTATO TUTTO, ero pressato con metodi da Inquisizione dai periti del CISMAI (Piero Foti e compagni), e ho dichiarato quello che loro volevano farmi dichiarare. I giudici si sono bevuto tutto, e innocenti, bambini, parenti e un sacerdote, hanno pagato un prezzo mostruoso sull’altare della incompetenza o della malafede, ma si sa, tutti, tranne i Medici normali, possono sbagliare. Giustizia (?) è fatta.
    Quale è la vostra posizione?

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