L’antimicrobico-resistenza (AMR) rappresenta una delle emergenze sanitarie più gravi e sottovalutate del nostro tempo. Non è più un problema confinato alle terapie intensive o agli ospedali ad alta complessità: oggi i batteri multiresistenti colpiscono sempre più spesso anche nella medicina di comunità, con un impatto crescente sulla mortalità, soprattutto tra anziani, pazienti fragili e immunodepressi.
A lanciare l’allarme è la comunità degli infettivologi italiani, riunita a Riccione in occasione del XXIV Congresso della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), in corso fino al 19 dicembre. Al centro del confronto: infection control, antimicrobial stewardship e i risultati concreti del progetto nazionale “Insieme”, che fotografa lo stato reale della prevenzione delle infezioni negli ospedali italiani.
Il Global Antibiotic Resistance Surveillance Report 2025 dell’OMS, basato su dati 2023, segnala che mediamente il 17% dei microrganismi responsabili di infezioni è resistente alle terapie antimicrobiche, con una media del 10% in Europa occidentale. Particolarmente preoccupante è l’aumento delle resistenze tra il 2018 e il 2023:
- +15% di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi
- +6% di Escherichia coli resistente
- +14% di Salmonella resistente alla ciprofloxacina
- quasi +30% di Shigella resistente alla ciprofloxacina
Un segnale chiaro che l’AMR non è più solo un problema ospedaliero, ma riguarda sempre più le infezioni acquisite in comunità.
In questo scenario si inserisce il progetto “Insieme”, promosso da SIMIT in collaborazione con il Ministero della Salute nell’ambito del PNCAR, e coordinato dalla prof.ssa Cristina Mussini, vicepresidente SIMIT. Il primo studio, pubblicato nel 2025 su Scientific Reports, ha coinvolto 38 ospedali italiani, fornendo la prima fotografia nazionale post-pandemica sull’implementazione dei programmi di Infection Prevention and Control (IPC) e Antimicrobial Stewardship (AMS).
Il Congresso SIMIT di Riccione rappresenta un momento chiave di confronto per la rete infettivologica nazionale, con oltre 1.200 specialisti da tutta Italia impegnati in corsi, simposi e presentazioni di dati originali.
Un appuntamento che ribadisce un messaggio chiaro: l’antimicrobico-resistenza è una sfida complessa, ma contrastabile, a patto che le buone pratiche diventino parte integrante e strutturale del sistema sanitario, a tutela non solo dei pazienti più fragili, ma della salute collettiva.





