Atrofia Muscolare Spinale, Roche annuncia i dati a 2 anni su risdiplam emersi dallo studio SUNFISH e i nuovi ottenuti nello studio JEWELFISH

La Parte 1 dello studio SUNFISH ha evidenziato che risdiplam ha prodotto un miglioramento significativo della funzione motoria dopo 24 mesi di trattamento in soggetti di età compresa tra 2 e 25 anni con SMA di tipo 2 o 3.
I dati preliminari a 12 mesi dello studio JEWELFISH in pazienti precedentemente trattati hanno messo in luce aumenti rapidi e sostenuti dei livelli di proteina SMN.
La sicurezza negli studi SUNFISH e JEWELFISH è risultata coerente con il profilo di sicurezza osservato finora e non sono stati identificati nuovi segnali in merito.

Monza, 15 Giugno 2020

Roche (SIX: RO, ROG; OTCQX: RHHBY) ha presentato i dati a due anni emersi dalla Parte 1 della sua sperimentazione registrativa SUNFISH in soggetti di età compresa tra 2 e 25 anni con Atrofia Muscolare Spinale (SMA) di tipo 2 o 3 alla conferenza annuale virtuale Cure SMA tenutasi tra l’8 e il 12 giugno 2020. I risultati di un’analisi esplorativa di efficacia evidenziano che risdiplam ha prodotto un miglioramento significativo della funzione motoria dopo 24 mesi di trattamento rispetto ai dati relativi alla storia naturale. Inoltre, i dati preliminari a 12 mesi dello studio JEWELFISH, una sperimentazione su soggetti con SMA di qualsiasi tipo di età compresa tra 6 mesi e 60 anni precedentemente trattati con altre terapie per questa malattia, hanno dimostrato che il trattamento con risdiplam ha determinato aumenti rapidi e sostenuti dei livelli di proteina SMN. Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza e il profilo globale di eventi avversi si è rivelato in linea con quello dei pazienti che non sono mai stati sottoposti a trattamento.

L’importanza di questi dati esplorativi a 24 mesi è data dalla loro coerenza con i risultati clinicamente significativi registrati dopo un anno nella Parte 2 dello studio SUNFISH, concepito per rappresentare l’ampia popolazione affetta da SMA nella realtà”, ha dichiarato Levi Garraway, M.D., Ph. D., Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “Anche l’aumento dei livelli di proteina SMN sia nella Parte 1 dello studio SUNFISH sia nello studio JEWELFISH è incoraggiante. Questi dati rafforzano la possibilità che risdiplam faccia davvero la differenza nelle vite di molte persone che convivono con la SMA”.

Lo studio SUNFISH è uno studio internazionale su larga scala (n = 231) costituito da due parti, condotto su bambini e adulti. La Parte 1 di determinazione della dose dello studio SUNFISH (n = 51) include un’ampia popolazione di pazienti, da soggetti non in grado di stare seduti a soggetti in grado di camminare, comprese persone con scoliosi o contratture delle articolazioni.

L’analisi esplorativa di efficacia della Parte 1 dello studio SUNFISH ha valutato la funzione motoria mediante la scala Motor Function Measure (MFM). La scala MFM è una scala validata usata per valutare la motricità fine e grossolana in soggetti con malattie neurologiche, compresa la SMA. Permette di valutare diverse funzioni motorie, dalla capacità di stare in posizione eretta e camminare all’uso delle mani e delle dita. In un’analisi ponderata volta a confrontare i dati con una solida coorte comparativa di storia naturale, la variazione totale sulla scala MFM dal basale al Mese 24 è risultata superiore nei pazienti trattati con risdiplam (differenza di 3,99 punti [intervallo di confidenza {IC} al 95%: 2,34, 5,65]; p < 0,0001). Anche lievi variazioni della funzione motoria possono apportare differenze significative alla vita quotidiana.

I risultati hanno inoltre evidenziato che il trattamento con risdiplam ha determinato un aumento mediano dei livelli ematici di proteina SMN pari a due volte dopo quattro settimane, che si è mantenuto per almeno 24 mesi. Questi dati sono in linea con i risultati riscontrati in precedenza relativi a 12 mesi di trattamento. La proteina SMN è presente in tutto l’organismo ed è fondamentale per mantenere motoneuroni sani, che trasmettono i segnali di movimento dal sistema nervoso centrale ai muscoli.

Tali risultati sono coerenti con quelli emersi dalla Parte 2 registrativa della sperimentazione a 12 mesi in pazienti non deambulanti, i quali hanno dimostrato che la variazione del punteggio MFM32 totale rispetto al basale è stata significativamente superiore nei pazienti trattati con risdiplam rispetto al placebo (differenza di 1,55 punti; p = 0,0156).

Gli eventi avversi più comuni registrati nella Parte 1 dello studio SUNFISH sono stati febbre (55%), tosse (35%), vomito (33%), infezioni delle alte vie respiratorie (31%), rinofaringite; (24%) e mal di gola (22%). L’evento avverso grave più comune manifestatosi in tre dei 51 pazienti esposti a risdiplam è stata la polmonite. Finora non sono stati registrati eventi avversi correlati al trattamento tali da comportare il ritiro di pazienti dallo studio.

L’arruolamento nello studio JEWELFISH, volto a valutare i dati di sicurezza e farmacodinamica in pazienti con SMA precedentemente trattati con altre terapie ed attualmente in terapia con risdiplam, è stato completato (n = 174). Tra i pazienti che hanno completato 12 mesi di trattamento con risdiplam è stato osservato un aumento mediano dei livelli di proteina SMN pari a due volte rispetto al basale (n = 18). Una valutazione precoce della sicurezza ha messo in luce un profilo di sicurezza coerente rispetto ai pazienti che non sono mai stati sottoposti a trattamento.

Dei 174 pazienti arruolati, 76 erano stati precedentemente trattati con nusinersen e 14 con onasemnogene abeparvovec. Gli 83 pazienti restanti erano stati trattati con composti al tempo oggetto di sviluppo da parte di Roche.

Gli eventi avversi più comuni sono stati infezioni delle alte vie respiratorie (13%), mal di testa (12%), febbre (8%), diarrea (8%), rinofaringite (7%) e nausea (7%).

Finora non sono stati registrati eventi avversi correlati al trattamento tali da comportare il ritiro di pazienti dallo studio JEWELFISH e il profilo globale di eventi avversi è simile a quello osservato nelle sperimentazioni condotte con risdiplam su pazienti non precedentemente trattati con una terapia mirata per la SMA.

Il programma completo di sperimentazione clinica di risdiplam (da zero a 60 anni di età) è stato sviluppato in modo da rappresentare l’ampio spettro di persone affette nella realtà da questa malattia e per poter garantire l’accesso a tutti i pazienti idonei. Roche guida lo sviluppo clinico di risdiplam, un farmaco sperimentale per il trattamento della SMA somministrato per via orale che interviene sullo splicing del gene SMN2 (survival motor neuron 2, fattore di sopravvivenza del motoneurone 2), nell’ambito di una collaborazione con la SMA Foundation e con PTC Therapeutics.

A novembre 2019, la Food and Drug Administration statunitense ha accordato a risdiplam la Priority Review (revisione prioritaria), in base alla quale ci si attende l’approvazione entro il 24 agosto 2020. 

 

La SMA

L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una patologia neuromuscolare progressiva, ereditaria e grave che provoca atrofia muscolare e complicanze correlate debilitanti. Rappresenta la causa genetica più comune di mortalità infantile, nonché una delle malattie rare più frequenti: colpisce infatti circa un bambino ogni 11.000. La SMA comporta la perdita progressiva di cellule nervose del midollo spinale che controllano il movimento muscolare. A seconda del tipo di SMA, la forza fisica e la capacità di camminare, mangiare o respirare possono risultare significativamente ridotte o andare perdute.

La SMA è dovuta a una mutazione del gene SMN1 (survival motor neuron 1, fattore di sopravvivenza del motoneurone 1) che determina una carenza della proteina SMN, presente in tutto l’organismo. Risulta sempre più evidente che la SMA è un disturbo multisistemico e che la perdita della proteina SMN può influire su molti tessuti e cellule, impedendo il corretto funzionamento dell’organismo.

 

Risdiplam

Risdiplam è un farmaco sperimentale somministrato per via orale che interviene sullo splicing del gene SMN2 (survival motor neuron 2, fattore di sopravvivenza del motoneurone 2). È concepito per garantire un aumento prolungato dei livelli di proteina SMN a livello centrale e periferico. Viene dunque valutata la sua potenziale capacità di aiutare il gene SMN2 a incrementare la produzione di proteina SMN funzionale in tutto l’organismo.

Risdiplam ha ottenuto la designazione PRIME (PRIority MEdicines) dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) nel 2018 e la Orphan Drug Designation (qualifica di farmaco orfano) dalla Food and Drug Administration statunitense nel 2017. Al momento il farmaco è al vaglio delle autorità regolatorie in Brasile, Cile, Cina, Corea del Sud, Indonesia, Russia e Taiwan.

Risdiplam è attualmente oggetto di valutazione in quattro sperimentazioni multicentriche su soggetti affetti da SMA:

FIREFISH (NCT02913482) – una sperimentazione clinica registrativa in aperto su bambini con SMA di tipo 1, di età compresa tra 1 e 7 mesi e costituita da due parti. La Parte 1 consisteva in uno studio con incremento progressivo della dose su 21 bambini.
L’obiettivo primario della Parte 1 era valutare il profilo di sicurezza di risdiplam nei bambini e stabilire la dose per la Parte 2. La Parte 2 consiste in uno studio registrativo a braccio singolo condotto con risdiplam su 41 bambini con SMA di tipo 1 trattati per 24 mesi, seguito da un’estensione in aperto. L’arruolamento nella Parte 2 è stato completato a novembre 2018. L’obiettivo primario della Parte 2 è valutare l’efficacia in base alla percentuale di bambini in grado di stare seduti senza supporto dopo 12 mesi di trattamento secondo la Gross Motor Scale delle Bayley Scales of Infant and Toddler Development, terza edizione (BSID-III) (da intendersi come la capacità di stare seduti senza supporto per 5 secondi).

SUNFISH (NCT02908685) – uno studio registrativo costituito da due parti, in doppio cieco e controllato con placebo, su soggetti di età compresa tra 2 e 25 anni con SMA di tipo 2 o 3. La Parte 1 (n = 51) ha stabilito la dose per la Parte 2 confermativa. La Parte 2 (n = 180) ha valutato la funzione motoria in base al punteggio totale sulla scala Motor Function Measure 32 (MFM-32) a 12 mesi. La scala MFM-32 è una scala validata usata per valutare la motricità fine e grossolana in soggetti con malattie neurologiche, compresa la SMA. Lo studio ha soddisfatto l’endpoint primario.

JEWELFISH (NCT03032172) – una sperimentazione esplorativa in aperto su soggetti con SMA di età compresa tra 6 mesi e 60 anni precedentemente trattati con terapie mirate per la SMA. Lo studio ha completato l’arruolamento (n = 174).

RAINBOWFISH (NCT03779334) – uno studio in aperto, a braccio singolo e multicentrico volto a esaminare l’efficacia, la sicurezza, la farmacocinetica e la farmacodinamica di risdiplam in bambini (~n = 25) tra zero e sei settimane di vita (alla prima dose) ai quali è stata geneticamente diagnosticata la SMA, ma che ancora non presentano sintomi. Lo studio è attualmente in fase di arruolamento.

 

Roche nelle neuroscienze

Le neuroscienze rappresentano un importante ambito di ricerca e sviluppo per Roche. L’obiettivo dell’azienda è sviluppare opzioni terapeutiche basate sulla biologia del sistema nervoso che possano contribuire a migliorare la vita delle persone affette da malattie croniche e potenzialmente debilitanti.

Roche ha attualmente in corso di sviluppo clinico più di una dozzina di farmaci sperimentali per il trattamento di malattie quali la sclerosi multipla, l’atrofia muscolare spinale, il disturbo dello spettro della neuromielite ottica, la malattia di Alzheimer, la malattia di Huntington, la malattia di Parkinson, la distrofia muscolare di Duchenne e l’autismo.

 

Roche

Roche è pioniera a livello internazionale nell’ambito farmaceutico e diagnostico incentrato sui progressi della scienza finalizzati al miglioramento della vita delle persone. L’unione degli elementi di forza della farmaceutica e della diagnostica all’interno della stessa organizzazione ha portato Roche a essere leader nella medicina personalizzata, una strategia che mira a fornire il trattamento più appropriato per lo specifico paziente nel miglior modo possibile.

Roche è la più grande azienda biotecnologica al mondo e produce farmaci altamente differenziati nelle seguenti aree: oncologia, immunologia, malattie infettive, oftalmologia e malattie del sistema nervoso centrale. Roche è anche leader internazionale nella diagnostica in vitro e nella diagnostica oncologica su base tissutale, ed è all’avanguardia nella gestione del diabete.

Fondata nel 1896, Roche è alla ricerca continua di nuovi mezzi per prevenire, diagnosticare e trattare diverse malattie, garantendo un contributo sostenibile alla società. L’azienda mira inoltre a migliorare l’accesso dei pazienti a innovazioni di natura medica attraverso la collaborazione con tutti gli stakeholder interessati. Più di trenta medicinali sviluppati da Roche rientrano nel WHO Model List of Essential Medicines, tra cui antibiotici salvavita, farmaci antimalarici e agenti antitumorali. Inoltre, per l’undicesimo anno consecutivo, Roche è stata riconosciuta come una delle aziende più sostenibili nel settore farmaceutico dai Dow Jones Sustainability Indices (DJSI).

Il Gruppo Roche, con sede a Basilea, in Svizzera, è presente in oltre 100 Paesi e nel 2019 contava circa 98.000 dipendenti in tutto il mondo. Nello stesso anno, Roche ha investito 11,7 miliardi di CHF in ricerca e sviluppo e ha realizzato un fatturato di 61,5 miliardi di CHF. Genentech, negli Stati Uniti, è controllata al 100% dal Gruppo Roche. Roche è l’azionista di maggioranza di Chugai Pharmaceutical, Giappone.

Per maggiori informazioni, visitare il sito internet www.roche.com.

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