Oltre mille bambini e adolescenti sono stati sottoposti negli ultimi sette anni a interventi di chirurgia percutanea fibrotomica presso l’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Si tratta di una tecnica mini-invasiva che consente di correggere retrazioni muscolo-tendinee e rigidità articolari attraverso microincisioni di appena un millimetro, riducendo significativamente i tempi operatori, il dolore post-operatorio e la durata della degenza.
La metodica viene eseguita mediante un microbisturi che permette di intervenire sulle strutture muscolari e tendinee senza ricorrere alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”. Le incisioni non richiedono punti di sutura e consentono al chirurgo di trattare contemporaneamente più sedi anatomiche, favorendo una ripresa funzionale più rapida.
Originariamente introdotta per il trattamento della spasticità nei bambini affetti da paralisi cerebrale infantile, la tecnica ha progressivamente ampliato il proprio campo di applicazione. Oggi viene infatti utilizzata anche nei pazienti con distrofia muscolare di Duchenne, negli esiti ortopedici conseguenti a tumori cerebrali, in diverse malattie rare con interessamento neuromotorio e muscolo-scheletrico e, in casi selezionati, nei disturbi della deambulazione in punta.
Secondo l’esperienza maturata dall’équipe del Bambino Gesù, la chirurgia percutanea fibrotomica consente una riduzione superiore al 60% dei tempi operatori rispetto alle procedure tradizionali. Questo si traduce in una minore esposizione all’anestesia, una riduzione del rischio di complicanze infettive e una più rapida ripresa del percorso riabilitativo.
«Per i pazienti che possono beneficiare di questa metodica i vantaggi sono molteplici – spiega Pier Francesco Costici, responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Bambino Gesù –. I risultati funzionali sono sovrapponibili a quelli ottenuti con la chirurgia tradizionale, ma con un impatto significativamente inferiore sul bambino. Si registra infatti una riduzione del dolore post-operatorio, un minor ricorso ai farmaci analgesici, una mobilizzazione più precoce e tempi di ricovero più contenuti».
Un ulteriore beneficio riguarda anche l’aspetto estetico. Le microincisioni non lasciano infatti le cicatrici estese tipiche della chirurgia tradizionale, contribuendo a rendere meno traumatico il percorso terapeutico sia per il bambino che per la sua famiglia.
L’esperienza sviluppata dall’ospedale si inserisce all’interno del progetto “Ospedale Senza Dolore”, iniziativa che promuove la valutazione sistematica e il trattamento del dolore in tutte le fasi dell’assistenza pediatrica. L’obiettivo è ridurre al minimo l’impatto fisico ed emotivo dell’ospedalizzazione attraverso l’utilizzo di procedure sempre meno invasive e tecnologie innovative.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il dolore rappresenta un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno reale o potenziale. Per questo motivo, strategie che permettono di limitarne l’intensità non migliorano soltanto il recupero clinico, ma contribuiscono anche al benessere psicologico del piccolo paziente e della sua famiglia.
I risultati ottenuti in oltre sette anni di attività confermano come la chirurgia percutanea fibrotomica rappresenti oggi una delle principali innovazioni nell’ambito dell’ortopedia pediatrica mini-invasiva, con benefici concreti in termini di sicurezza, qualità delle cure e recupero funzionale.




