Biocontenimento, il Garibaldi di Catania illustra la sua esperienza e punta a riattivare l’Anello Sanitario

Fabrizio De Nicola
Torna il biocontenimento, dibattito stamattina a Palermo presso presso “Villa Magnisi”, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo.

Palermo, 18 Giugno 2021

Il biocontenimento torna al centro dei riflettori della sanità siciliana in un importantissimo convegno svoltosi stamattina presso “Villa Magnisi”, a Palermo.

L’incontro, organizzato dal Presidente dell’OMCeO del capoluogo siciliano, Salvatore Amato, ha riacceso i riflettori su uno dei temi più rilevanti della sanità internazionale, che proprio qualche anno fa, aveva focalizzato l’interesse di esperti e professionisti, ponendo l’Arnas Garibaldi tra le strutture maggiormente all’avanguardia nella gestione dell’emergenza infettivologica, grazie anche alla implementazione di un anello sanitario capace di coinvolgere contemporaneamente il Pronto Soccorso dell’azienda ospedaliera di Piazza Santa Maria di Gesù, il Porto e l’Aeroporto cittadino.

Nel corso dell’incontro odierno, il “modello Garibaldi” è stato ripreso e illustrato proprio dal direttore generale dell’Ente, Fabrizio De Nicola, il quale non soltanto ha ripercorso l’evoluzione del sistema, ma ha anche evidenziato i vantaggi di una sua eventuale riattivazione.

A prescindere dall’esperienza Covid – ha spiegato il manager – che ha cambiato non poco la prospettiva, Catania resta uno snodo fondamentale per i transiti nel Mediterraneo. Pertanto, la nostra azienda ospedaliera, che opera al centro di una delle città più attive del Paese, non può non attrezzarsi per affrontare con serietà il problema delle malattie infettivo-diffusive, creando percorsi di biocontenimento adeguati e sicuri”.

L’esigenza di rispondere prontamente ed efficacemente ai rischi per la salute pubblica e alle emergenze sanitarie di interesse nazionale, attraverso l’anello sanitario, peraltro è dettata anche dai continui flussi di migranti, di cui si occupa nel “primo miglio” catanese costantemente la Marina Militare e la Guardia Costiera, supportate in questo da associazioni quali, ad esempio, Croce Rossa, 118 e infermieri volontari.  Il sistema, peraltro utilizzato per fronteggiare anche la recente Pandemia del Covid-19, pare quindi pronto a ripartire a pieno regime, magari ottimizzando i risultati derivanti dalla recente esperienza, insieme ad un innovativo processo formativo che involga tutti i protagonisti.

Una sola – ha aggiunto a tal proposito Carmela Puleo nel suo intervento, dirigente medico dell’Arnas Garibaldi di Catania – è stata la parola chiave di tutta la giornata ovvero formazione. Ognuno deve sempre avere un corretto comportamento per la sua e la sicurezza degli altri. La nostra formazione continua e la nostra grande esperienza in biocontenimento ci ha permesso di fronteggiare egregiamente questa grande pandemia”.

Il sistema Paese è un sistema aperto, attivo e funzionale e il rapporto con la Sanità non può che essere importante, considerato che si ha bisogno di strutture in grado di fronteggiare eventuali situazioni a rischio che non possono essere gestite solo dai due punti di riferimento nazionali, ma che altresì è necessaria la presenza anche al Sud di un polo in grado di rispondere a questi frangenti.

L’idea del Garibaldi – ha concluso De Nicolaè soprattutto quella di rafforzare la capacità di rispondere all’emergenza infettivologica, tenendo sempre presente che, a causa della globalizzazione, la diffusione rapida di determinate patologie è meno usuale di quanto poteva accadere in passato. A tal proposito, nel nuovo presidio dell’emergenza del Garibaldi, stiamo realizzando 5 stanze a pressione negativa, da utilizzare proprio per il biocontenimento, e 5 specifici posti letto che, in fase di emergenza e di necessità, potranno anche essere raddoppiati”.

Tra i numerosi ospiti, al dibattito sono intervenuti anche Francesco Bongiorno, Coordinatore scientifico del Progetto Health Biosafety Training, Claudio Pulvirenti, Direttore regionale dell’USMAF SASN, Ulrico Angeloni, dirigente medico Segreteriato Generale del Ministero della Salute e Bruno Cacopardo, direttore dell’UOC di Malattie Infettive dell’Arnas Garibaldi di Catania.

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