L’azienda arriva in Italia, con una sede a Milano. L’annuncio durante un convegno organizzato presso la Residenza dell’Ambasciatore del Belgio.
L’Italia è considerata un Paese importante, come dimostrano gli accordi di partnership stretti con alcune aziende italiane per la produzione di farmaci e i numerosi studi clinici che coinvolgono i nostri centri di ricerca.
Galapagos porta salute agli italiani con 35 studi clinici in corso e l’attivazione futura di progetti di sostegno ai pazienti e ai loro familiari.

Roma, 7 Ottobre 2020

Un’azienda innovativa, all’avanguardia nella ricerca e sviluppo di farmaci che possano fare la differenza per i pazienti. Questa è Galapagos, biotech nata in Belgio, ma che parla sempre più italiano. Nel 2020 ha infatti aperto una sede a Milano, dove lavorano già quasi una decina di dipendenti ed entro il 2021 diventeranno oltre 50. Non solo, Galapagos è attiva in Italia con numerosi studi clinici condotti in collaborazione con università e centri di ricerca. L’azienda ha inoltre stretto partnership con alcune aziende italiane per la produzione di farmaci.

Siamo molto orgogliosi di poter annunciare l’apertura della nostra sede italiana”, dichiara Onno van de Stolpe, CEO di Galapagos. “Per noi l’Italia significa eccellenza scientifica e produttiva e vogliamo contribuire al miglioramento della qualità di vita dei pazienti italiani offrendo loro nuove possibilità di cura il più rapidamente possibile. Grazie al nostro approccio traslazionale alla ricerca, infatti, possiamo mettere a disposizione della comunità soluzioni innovative e allo stesso tempo sostenibili per il Sistema”.

La presentazione della nuova sede italiana è avvenuta durante il convegno “Galapagos parla italiano: la ricerca biotech di avanguardia sviluppa innovazione in Italia” organizzato presso la Residenza dell’Ambasciatore del Belgio. “Come Ambasciatore del Belgio in Italia questo appuntamento ha rappresentato per me un’occasione speciale per ribadire la collaborazione tra l’Italia e il Belgio” – dichiara S.E. Frank Carruet, Ambasciatore del Belgio in Italia. “È importante sapere che in Italia esistono e continuano ad arrivare realtà come quella di Galapagos che non solo investe sul territorio nazionale, ma vuole anche lasciare un segno e vuole farlo in nome e per conto della scienza.

L’approccio alla ricerca di Galapagos è unico nel suo genere: grazie a una piattaforma di ricerca proprietaria, che lavora sulle cellule umane, vengono individuate le proteine – i “bersagli” – che svolgono un ruolo chiave nello sviluppo delle malattie. La ricerca viene svolta avvalendosi di una “biblioteca” di adenovirus, virus che una volta entrati nelle cellule campione riescono a silenziare un ampio numero di geni – fino a 6000 –, inibendo le proteine corrispondenti e rendendo così evidente se il “target” colpito provoca un rallentamento della malattia oppure no. È questa la base per lo sviluppo di piccole molecole che rallentino o sopprimano l’azione delle proteine bersaglio, ripristinando l’equilibrio e influenzando positivamente il decorso delle patologie. Con questo approccio si affronta il problema alla radice, colpendone le cause anziché limitarsi a trattarne i sintomi.

“Il nostro mantra è “pioneering for patients”. Siamo pionieri perché vogliamo esplorare terreni sconosciuti e sfruttarne le potenzialità per offrire nuove opportunità di cura ai pazienti”, spiega Alberto Avaltroni, VP Country Head Galapagos Biopharma Italy. “Il nostro approccio si fonda sull’identificazione delle proteine che giocano un ruolo cruciale nello sviluppo delle malattie e punta a scoprire meccanismi d’azione che le possano colpire inibendole. Tutto questo è reso possibile dalla nostra piattaforma di ricerca che ci ha reso competitivi e all’avanguardia nel campo delle biotecnologie”.

La piattaforma di ricerca brevettata da Galapagos è un’espressione concreta di medicina traslazionale, la branca della medicina oggi sempre più protagonista, che permette da una parte di accelerare l’accesso ai pazienti alle terapie innovative e dall’altra di migliorare le strategie terapeutiche sulla base delle evidenze cliniche. L’approccio traslazionale è considerato fondamentale per il futuro non solo per poter garantire la migliore cura a tutti i pazienti, ma anche per farlo in maniera sostenibile.

La ricerca traslazionale offre maggiori possibilità per lo sviluppo di terapie innovative. Riuscire a individuare bersagli specifici consente lo sviluppo di farmaci mirati e altamente efficaci. Galapagos interpreta questo obiettivo all’insegna della velocità: vogliamo portare al letto del malato le soluzioni individuate nei laboratori nel più breve tempo possibile”, spiega Daniele D’Ambrosio, Head of Clinical Research Galapagos Biopharma. “Solo così potremo fare la differenza per i Sistemi Sanitari, impegnati ad affrontare l’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, e per i pazienti che ancora non trovano delle soluzioni terapeutiche efficaci”.

Tra le malattie croniche, quelle reumatologiche sono indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la principale causa di morbilità e disabilità che causa enormi spese sanitarie e perdita di lavoro[1]. Ed è proprio in questo campo che la piattaforma di ricerca di Galapagos ha ottenuto il suo primo successo: filgotinib, molecola che agisce inibendo selettivamente la Janus chinasi di tipo 1 (JAK1), target legato allo sviluppo dell’infiammazione, in pazienti affetti da artrite reumatoide. Frutto della collaborazione sottoscritta da Galapagos con Gilead Science, filgotinib è stato recentemente approvato dalla Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti con artrite reumatoide in fase attiva da moderata a severa. La ricerca di Galapagos si concentra principalmente sulle malattie infiammatorie, sulla fibrosi polmonare, sull’artrosi: in pipeline sono presenti tre molecole che hanno dato esiti molto promettenti per i pazienti e che sono attualmente in fase avanzata di sviluppo.


CHI È GALAPAGOS

Sviluppare farmaci innovativi che mirano a migliorare la vita delle persone. È questa la mission di Galapagos, società di biotecnologie belga, con sede a Mechelen, nelle Fiandre. Un obiettivo raggiunto grazie alla scoperta e allo sviluppo di molecole che offrono nuove e migliori opzioni di trattamento ai pazienti in aree terapeutiche in cui vi è un elevato bisogno medico non soddisfatto.

Galapagos nasce nel 1999 dalla joint venture di due biotech, Crucell e Tibotec, con la volontà di creare un’azienda innovativa e competitiva nel settore delle biotecnologie. All’epoca l’azienda contava poco più di una ventina di impiegati; oggi sono più di 1000, di cui il 80% impiegati in R&D. Nel 2020 Galapagos allarga la sua presenza internazionale e aggiunge ai 10 Paesi in cui è presente l’Italia.

L’approccio alla ricerca di Galapagos è unico nel suo genere: da oltre 20 anni è impegnata nella scoperta di farmaci che agiscono grazie a meccanismi d’azione innovativi. La maggior parte delle malattie e dei disturbi cronici sono causati da un’alterazione della modalità di funzionamento di alcune proteine. Grazie alla piattaforma di ricerca proprietaria, che sfrutta le cellule umane, Galapagos individua le proteine – i “bersagli” – che svolgono un ruolo chiave nel causare queste malattie. È questa la base per lo sviluppo di piccole molecole che rallentano o sopprimono l’azione delle proteine bersaglio, ripristinando l’equilibrio e influenzando positivamente il decorso delle patologie. Con questo approccio si affronta il problema alla radice, colpendone le cause anziché limitarsi a trattarne i sintomi.

Il mantra della società è “pioneering for patients”. Il termine “pioneering” sta a indicare la volontà di esplorare terreni sconosciuti e sfruttarne le potenzialità per offrire nuove e innovative opportunità di cura ai pazienti.

La mission “We discover, we dare, we care” racchiude l’impegno nella ricerca caratterizzato da audacia e senza timore del fallimento, per soddisfare le esigenze dei pazienti, prendendosene carico a 360°.

 

Galapagos Biopharma Italy

Fino a oggi Galapagos è stata una società di ricerca e sviluppo, senza alcuna attività commerciale, con sede in pochi paesi. A partire dal 2020 l’azienda è impegnata a costruire un’attività commerciale a livello europeo per offrire al mercato nuovi trattamenti. In Italia, Galapagos vuole contribuire al miglioramento della qualità di vita dei pazienti offrendo loro nuove possibilità di cura il più rapidamente possibile. Dopo aver costruito un solido team, la società sta lavorando al lancio del suo primo farmaco per l’artrite reumatoide e per assicurarne l’accesso ai pazienti.

 

Il modello di ricerca di Galapagos

L’approccio alla scoperta di nuovi farmaci di Galapagos è innovativo e si basa sulla scoperta di nuovi “target”. Per farlo, l’azienda ha sviluppato una piattaforma di ricerca unica nel suo genere capace di acquisire informazioni molto importanti sulla biologia delle malattie.

Il primo passo del processo di ricerca consiste nell’analisi delle cellule estratte dai tessuti umani malati per capire così quali sono gli elementi che causano la patologia. Per esempio, le cellule dei pazienti affetti da malattie reumatiche producono diversi fattori di infiammazione. Per identificare la proteina chiave che causa l’infiammazione, Galapagos usa una tecnologia d’avanguardia: sfrutta la capacità degli adenovirus di entrare dentro le cellule e di silenziare geni specifici. Grazie alla piattaforma e alla biblioteca di adenovirus di cui dispone oggi l’azienda, è possibile studiare 6000 geni umani e capire se, silenziando la proteina prodotta da questi geni, si inibisce l’azione infiammatoria. Nel caso in cui la perdita di una proteina abbia un effetto sul progresso patologico, si avrà a disposizione un nuovo target e sarà quindi possibile sviluppare una molecola, e dunque un potenziale farmaco, che vada a legarsi a quel target e ne inibisca il funzionamento. La produzione di farmaci con meccanismi d’azione innovativi è la chiave per migliorare le prospettive di cura dei pazienti affetti da gravi malattie.

La piattaforma di ricerca brevettata da Galapagos permette di effettuare questi test su migliaia di target contemporaneamente e dunque consente di acquisire un gran numero di informazioni sulla biologia delle malattie. Ecco perché l’azienda ha una pipeline ricca e diversificata che ha portato ad avviare numerosi studi clinici e ad averne molti altri programmati per gli anni a venire.


ACCELERARE E MIGLIORARE, I DUE OBIETTIVI DELLA MEDICINA TRASLAZIONALE
Che cosa è

La medicina traslazionale trasforma le scoperte scientifiche che emergono dai laboratori, dagli studi clinici e da quelli di popolazione in nuovi strumenti clinici che migliorano la salute umana riducendo l’incidenza, la morbilità e la mortalità delle malattie. Sebbene non esista una definizione ufficiale di questa nuova branca della medicina, questa è sicuramente la più omnicomprensiva e accettata a livello internazionale.

La medicina traslazionale usa il lavoro di laboratorio per rispondere alle domande che emergono dalla pratica clinica, e cioè per migliorare la capacità predittiva, preventiva, di diagnosi e di trattamento.

La medicina traslazionale incoraggia il passaggio di informazioni dal laboratorio alla clinica e viceversa, dalla clinica al laboratorio. È quindi un lavoro bidirezionale:

dal laboratorio al letto – aumenta l’efficienza con cui le nuove strategie terapeutiche che vengono sviluppate attraverso la ricerca sono testate clinicamente.
dal letto al laboratorio – fornisce indicazioni preziose sull’applicazione dei nuovi trattamenti e su come possano essere migliorati.

Il concetto di medicina traslazionale fu introdotto negli anni Novanta dello scorso secolo, ma è solo a partire dagli anni Duemila, dal sequenziamento del genoma umano in poi, che ha acquisito una sempre maggiore centralità nella ricerca medica. Oggi la conoscenza dei sistemi biologici e lo sviluppo di strumenti potenti di indagine genetica offrono possibilità di indagine senza precedenti delle malattie umane. E la medicina traslazionale è lo strumento attraverso cui questa conoscenza può trasformarsi in opportunità terapeutiche per i pazienti: essa facilita la caratterizzazione dei processi patologici e fa emergere di nuove ipotesi basate sull’osservazione diretta dei pazienti.

La rapida crescita dell’aspettativa di vita in tutte le parti del mondo ha portato e porterà a un aumento della prevalenza delle malattie croniche, i cui trattamenti incidono sempre di più sui conti dei singoli Paesi. In più, grazie ad innovativi strumenti diagnostici è stato possibile individuare nuove malattie, spesso rare, per le quali è necessario trovare soluzioni. In questo scenario la medicina traslazionale è lo strumento più adatto per aiutare i pazienti a ottenere un trattamento efficace qualsiasi sia la loro condizione e per permettere che questo avvenga a un costo ragionevole.

 

La rete italiana di medicina traslazionale

In Italia i principali istituti e centri di ricerca impegnati in ambito traslazionale sono riuniti in un’associazione no profit fondata nel 2015 e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità: A_IATRIS (Associazione Italiana Ricerca Avanzata Traslazionale). L’obiettivo della rete è quello di fornire un servizio a utenti nazionali e internazionali per la realizzazione di strategie innovative volte alla prevenzione, diagnosi e cura di malattie di rilevanza sanitaria ed economica attraverso progetti di collaborazione o ricerca commissionata. Gli Istituti che ne fanno parte mettono cioè a disposizione di enti e aziende private le loro competenze e servizi in alcuni dei campi chiave per la medicina traslazionale: ATMP (Advanced Therapy Medical Products), piccole molecole, traccianti per imaging molecolare, biomarcatori e vaccini. La ricerca condotta dalla rete A_IATRIS si concentra in particolar modo su cancro, malattie cardiovascolari, neurologiche, metaboliche, infettive e rare, ma al suo interno si possono trovare esperti anche di malattie del sistema muscolo-scheletrico, malattie psichiatriche, malattie degli epiteli cutanei e oculari, farmacologia, reumatologia, immunologia, farmacogenomica, medicina rigenerativa, ortopedia, trapianti. A_IATRIS è il nodo italiano dell’infrastruttura europea EATRIS-ERIC ideata per promuovere a livello europeo la medicina traslazionale.

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