Istituto Nazionale Tumori Regina Elena: pubblicati su Embo Reports i risultati di uno studio sostenuto da AIRC.

Nuovo ruolo di hMena nei meccanismi coinvolti nella resistenza alla immunoterapia.


Roma, 15 Settembre 2020

Continuano le scoperte sul ruolo della proteina hMena quale marcatore di progressione dei tumori del polmone e del pancreas. I risultati di uno studio del gruppo di Paola Nisticò, dell’Unità di Immunologia e Immunoterapia dell’IRCCS Regina Elena, appena pubblicati su Embo Reports, hanno svelato un nuovo meccanismo per cui hMena e una sua forma proteica (hMena deltav6) caratterizzano tumori del polmone e del pancreas a maggiore aggressività e peggiore prognosi. Questo perché hMena attiva una “comunicazione pericolosa” tra cellule tumorali e cellule presenti nel microambiente, i fibroblasti, favorendo aggressività e resistenza all’ immunoterapia

Abbiamo isolato – spiega Paola Nisticò – da tessuti tumorali di pazienti operati nel nostro Istituto, fibroblasti che, quando esprimono hMena, aiutano il tumore a essere invasivo. Contemporaneamente hMena presente sulle cellule tumorali le mette in comunicazione con i fibroblasti, stimolando questi ultimi ad allearsi con il tumore. Studiando con varie metodologie queste cellule abbiamo identificato che la ‘cattiva comunicazione’ avviene attraverso la produzione di un fattore solubile (GAS-6) da parte dei fibroblasti, che è intercettato dalle cellule tumorali grazie al recettore AXL regolato da hMena. La proteina partecipa quindi al programma di invasione tumorale agendo in maniera reciproca sulle cellule tumorali e sui fibroblasti associati al tumore”. 

Le neoplasie polmonari e del pancreas sono ricche di quel tessuto che sostiene, nutre e protegge le cellule tumorali, chiamato componente stromale. I fibroblasti sono molto abbondanti proprio nello stroma del tumore. “Quindi – precisa Roberta Melchionna, primo autore della pubblicazione – l’identificazione di hMENA come marcatore di fibroblasti con attività pro-tumorali è di notevole importanza soprattutto per lo sviluppo di terapie mirate contro i più temuti big killer tumorali, quello del pancreas e del polmone”. 

Lo studio è importante e potrà avere rilevanza prognostica e terapeutica – dichiara Gennaro Ciliberto, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – dal momento che il recettore AXL è coinvolto nei meccanismi di resistenza a terapie a bersaglio molecolare e alla immunoterapia con inibitori dei regolatori immunologici, i cosiddetti check-point”. 

Stiamo lavorando – conclude Paola Nisticò – per capire come bloccare il dialogo nocivo tra fibroblasti e tumore, e identificare il ruolo di HMena sulle proprietà immunosoppressive di queste cellule protagoniste del microambiente tumorale”. 

Grazie a Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, che ha sostenuto lo studio. 

LO STUDIO

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