Con l’arrivo della primavera e il ritorno alle attività sportive all’aria aperta aumenta anche il rischio di infortuni da sovraccarico. Dopo mesi spesso caratterizzati da sedentarietà o allenamenti ridotti, la ripresa improvvisa può mettere sotto stress muscoli e tendini, in particolare il tendine d’Achille, tra i più sollecitati durante corsa, camminata veloce e movimenti dinamici.
Secondo la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, proprio in questo periodo si registra un incremento delle tendinopatie, condizioni che possono evolvere da una semplice infiammazione fino a forme degenerative più complesse e, nei casi più gravi, alla rottura del tendine.
Il professor Pietro Simone Randelli sottolinea come uno degli errori più frequenti sia quello di voler recuperare rapidamente la forma fisica perduta. Questo approccio espone il tendine a carichi improvvisi eccessivi, favorendo la comparsa di dolore e rigidità, spesso localizzati nella parte posteriore della caviglia e talvolta irradiati al polpaccio. Possono comparire anche difficoltà nella spinta del piede e fastidi nei movimenti più intensi, segnali che non devono essere sottovalutati.
A incidere sono fattori molto comuni: una preparazione fisica insufficiente, l’aumento troppo rapido dell’intensità degli allenamenti, la ridotta elasticità muscolare, l’utilizzo di calzature non adeguate e il cambio di superficie, ad esempio passando dal tapis roulant all’asfalto o a terreni irregolari.
Per ridurre il rischio di tendinopatie, gli specialisti raccomandano di riprendere l’attività fisica in modo graduale, evitando incrementi bruschi dei carichi. È fondamentale non trascurare il riscaldamento e lo stretching, perché preparare muscoli e tendini allo sforzo aiuta a prevenire sovraccarichi. Un ruolo importante è svolto anche dal rinforzo della muscolatura del polpaccio, che contribuisce a proteggere il tendine d’Achille durante il movimento. L’attenzione alle calzature è altrettanto essenziale: devono essere adeguate all’attività praticata e sostituite con regolarità. Infine, il dolore non va mai ignorato, perché continuare ad allenarsi in presenza di fastidio può aggravare il problema e allungare i tempi di recupero.
Quando i sintomi persistono è importante rivolgersi a uno specialista. Nella maggior parte dei casi il trattamento è conservativo e comprende riposo funzionale, fisioterapia ed esercizi specifici, in particolare quelli eccentrici, che aiutano il tendine a migliorare la tolleranza al carico.
Nei casi selezionati si può ricorrere anche a terapie più avanzate come il PRP, ottenuto dal sangue del paziente e infiltrato nella zona interessata per stimolare i processi di riparazione. L’intervento chirurgico resta invece limitato alle forme più complesse o resistenti ai trattamenti conservativi.
La primavera rappresenta un’opportunità per tornare a muoversi e migliorare il proprio benessere, ma la ripresa dell’attività fisica deve essere affrontata con consapevolezza. Proteggere i tendini significa evitare lunghi stop e mantenere nel tempo una pratica sportiva sicura e continuativa.




