Covid: Commissario Costa, in Sicilia raggiunto picco pandemia

Renato Costa
In Italia cala la corsa ai contagi. Intensive meno piene in 7 regioni Ma +50% morti in 1 settimana.

In Sicilia siamo già nel picco di questa ondata, lo capiamo da alcuni parametri in diminuzione, come i contagi, i tamponi. Gli ospedali sono in una fase di stallo, speriamo che nel giro di una decina di giorni la situazione migliori“.

La pensa così  il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa, che è intervenuto sui contagi a margine della presentazione del documentario “Ovunque tu sia” realizzato dalla Regione siciliana per raccontare l’impegno della struttura commissariale nella vaccinazione soprattutto quella di prossimità.

Nell’ultima settimana l’incremento dei casi di Covid-19 a livello nazionale è stato solo del 3%, e l’occupazione delle terapie intensive è calata in sette Regioni. Di contro, però, nello stesso arco di tempo i decessi sono aumentati del 49,7%, essendo riferiti a ingressi delle settimane precedenti.

 

Aumentano invece le vaccinazioni per effetto del super green pass.

Secondo il presidente Gimbe Nino Cartabellotta c’è stata “una netta frenata dell’aumento dei contagi, mentre i decessi aumentano perché si verificano circa tre settimane dopo il contagio, ma siamo quasi al picco e la prossima settimana dovremmo scendere, verosimilmente, ma avremo ancora un mese di circolazione elevata del virus“.

 

I dati nazionali nel dettaglio

I dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute indicano una lieve diminuzione dei nuovi contagi, pari a 188.797 nelle ultime 24 ore rispetto ai 192.320 di ieri. In aumento, invece, le vittime: sono 385 mentre ieri erano state 380. Il tasso di positività è al 17%, in lieve aumento, su un totale di 1.110.266 tamponi effettuati. Rispetto alle ospedalizzazioni, sono 1.698 i pazienti in terapia intensiva, 10 in più nel saldo tra entrate e uscite, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 19.659 (+159).

Il trend di frenata della crescita epidemica è confermato anche dai dati della Fondazione Gimbe che attestano, appunto, il calo dell’incremento dei casi di Covid, pari al 3% in 7 giorni (dal 12 al 18 gennaio). Pressochè stabili, quindi, i nuovi casi (1.243.789 rispetto a 1.207.689). E rallenta anche l’aumento dei pazienti Covid ricoverati, con un +14% di ricoveri nei reparti ordinari e +2,3% nelle intensive, ma gli ospedali, avverte Gimbe, sono ancora sotto pressione. Anche se l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas evidenzia che la percentuale di terapie intensive occupate da pazienti Covid è stabile al 18% e, in 24 ore, cala in 7 regioni.

Probabilmente, spiega il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani, “ciò è legato al considerevole aumento della prevalenza della variante Omicron, che induce una sintomatologia diversa da Delta con una minore frequenza di polmonite“.

 

Stabilità dei casi “non critici”

La percentuale di posti occupati nei reparti di area non critica resta invece al 30% ed è stabile in 16 regioni. Rimane invece alta la letalità: i decessi in una settimana sono passati da 1.514 a 2.266 (+49,7%). E sul fronte delle vaccinazioni, rileva Gimbe, la recente introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 “spinge le prime dosi“: sempre nella settimana 12-18/1 in questa fascia i nuovi vaccinati sono stati 128.966, +28,1% rispetto alla precedente. Un quadro generale che pare dunque in miglioramento.

RMDN

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