Covid: in Sicilia 6.099 i nuovi positivi, 24 i morti

I ricoveri nell’ospedale dell’Isola sono in aumento

15 marzo 2022

Sono 6.099 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 31.025 tamponi processati in Sicilia. Ieri i nuovi positivi erano 2.516. Il tasso di positività sale al 19,6% ieri era al 14,4%. L’isola è al settimo posto per contagi. Gli attuali positivi sono 233.395 con un incremento di 3.293 casi. I guariti sono 3.919 mentre le vittime sono 24 portano il totale dei decessi a 9.767.

Sul fronte ospedaliero sono 941 ricoverati con 16 casi in più rispetto a ieri, in terapia intensiva sono 59, sei casi in meno rispetto a ieri.

Questi i dati del contagio nelle singole province: Palermo con 1.349 casi, Catania 756, Messina 1.385, Siracusa 702, Trapani 487, Ragusa 662, Caltanissetta 452, Agrigento 1.244, Enna 179.

 

Inversione di tendenza in tutta Italia

La curva epidemica mostra un’inversione di tendenza, come rilevato dall’Istituto superiore di sanità nell’ultimo monitoraggio settimanale, anche in Italia. Dopo una prima fase di discesa della curva epidemica anche in Sicilia, ora a preoccupare maggiormente sono i dati relativi alle ospedalizzazioni, mentre continuano a salire contagi e decessi nelle ultime 24 ore, come evidenzia il bollettino giornaliero del ministero della Salute.

Sono infatti 85.288 i nuovi casi in un giorno (ieri erano stati 28.900), mentre le vittime sono 180 (ieri erano state 129). Il tasso di positività, su 587.015 tamponi effettuati, è al 14,5%, in leggero aumento. Sono invece 502 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 16 in meno rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 8.473, ovvero 5 in più rispetto a ieri.

Attualmente, secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 14 marzo, l’occupazione dei posti nei reparti di area non critica da parte di pazienti Covid è stabile al 13%, a livello nazionale, ma a livello giornaliero cresce in 10 regioni: Calabria (al 29%), Campania (14%), Liguria (16%), Lombardia (8%), Marche (16%), Molise (14%), Sardegna (20%), Sicilia (23%), Toscana (13%), Umbria (25%). Anche l’occupazione delle intensive è stabile al 5% a livello nazionale, mentre esattamente un anno fa era in crescita, arrivando a quota 34%. Pesa, inoltre, il rallentamento della campagna vaccinale, soprattutto tra i più piccoli. In Italia infatti, ha sottolineato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli, quasi il 50% dei bambini nella fascia d’età 5-12 anni non ha ancora ricevuto la vaccinazione anti Covid-19, segno che probabilmente, ha commentato, “la comunità scientifica non è stata abbastanza efficace nel convincere i genitori dei benefici derivanti dal vaccino“.

Una annotazione nei confronti del nostro Paese arriva infine dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc): in Italia i dati sul tracciamento dei casi Covid sono stati raccolti in formati differenti e questo ha allungato i tempi di analisi e creato diverse incongruenze nella raccolta, è la valutazione fatta dall’Ecdc dopo aver esaminato il tracciamento in Spagna, Irlanda e Italia.

 

E in Cina SarsCov2 spaventa ancora

In Italia i reparti ospedalieri ricominciano a riempirsi in varie Regioni e la situazione è analoga in molti Paesi europei, ma è in Cina che il virus SarsCoV2 spaventa maggiormente per una recrudescenza dei contagi che ha fatto scattare un nuovo lockdown per 42 milioni di persone.

La Cina ha infatti registrato lunedì altri 5.280 nuovi casi di Covid, più che raddoppiando i 2.343 contagi di domenica, un dato che aggiorna i massimi degli ultimi due anni, dalla crisi di Wuhan.

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