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Revocate le sospensioni di medici e infermieri. Una vittoria per tutto il comparto della sanità che adesso chiede il rinnovo dei contratti

Revocate le sospensioni di medici e infermieri. Una vittoria per tutto il comparto della sanità che adesso chiede il rinnovo dei contratti ed una migliore programmazione della spesa sanitaria e del personale in vista soprattutto del PNRR. Ne parliamo con Salvatore Vaccaro vice segretario nazionale Nursind.

 

La richiesta, più volte reiterata anche al Governo regionale, al Governo nazionale, di far ritornare a lavorare tutto il personale che era stato sospeso durante la fase Covid.

La fase acuta dell’epidemia è passata non dico che sia sparita perché direi un’inesattezza ma in qualche maniera è controllata anche dalla vaccinazione.

I provvedimenti di espulsione dal lavoro erano stati presi lo ricordiamo non solo il personale che in qualche maniera viene definito NO VAX cioè quelli che hanno rifiutato qualsiasi dose vaccinale ma anche per coloro che ne avevano fatte solo 2 dosi di vaccino e avevano magari preso anche il covid e non volevano effettuare la terza dose.

Più volte abbiamo scritto al Governo comunicandogli che procedendo con questo tipo di sistema deleterio sia per la coesione sociale perché creava anzi crea divisione.

Questo perché ci sono stati parecchi errori che provocavano queste discrasie che se non prontamente corrette creavano veramente delle situazioni di squilibrio  sociale.

Fortunatamente tutto questo  è stato superato e il nuovo Governo ha deciso a livello nazionale di reintegrare nel mondo del lavoro tutto il personale sanitario.

 

C’è stato un cambiamento per quanto riguarda le risorse dal punto di vista economico?

Purtroppo no. Abbiamo infatti indetto una manifestazione in cui chiediamo al Governo maggiori risorse economiche per avere più personale all’interno degli ospedali.

Chiediamo di  mettere in legge di bilancio ulteriori risorse e cambiare alcune norme modificando gli assetti organizzativi soprattutto per quanto riguarda il personale di supporto, per esempio gli OSS.

Questi professionisti hanno lavorato con noi durante la fase acuta del Covid ma sono stati oggetto anche di licenziamenti da parte dell’azienda una volta che hanno il ciclo pandemico è terminato.

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