Confrontarsi sulle strategie di sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani, legate alla donazione del sangue, aprendo un confronto diretto con i direttori dei centri trasfusionali, i rappresentanti delle associazioni di volontariato e i docenti di diversi istituti superiori siciliani, riuniti ieri a Palermo per analizzare i dati eccezionali registrati il 19 luglio in occasione della manifestazione organizzata in occasione della strage di via d’Amelio. Incontro voluto da Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana, affiancato da Maria Luisa Ventura, direttrice del Centro Regionale Sangue.
“Mai, in quarant’anni di carenze estive e appelli accorati, avevamo assistito a un exploit simile. 785 sacche in più rispetto alla media, per un totale di 1.361 unità raccolte in un solo giorno. È un risultato storico – ha dichiarato Scalzo -. Ma ciò che rende questo dato davvero importante è la risposta dei giovani. Parliamo di diciottenni, diciannovenni, ventenni, che hanno scelto consapevolmente di donare sangue pulito, libero da alcol, droghe o altri comportamenti a rischio. Un gesto che è anche una scelta di vita e un rifiuto netto della cultura mafiosa”.
Un confronto quello di ieri a Palermo in cui è emersa anche la necessità di potenziare la raccolta di plasma e piastrine, ancora troppo bassa, di fidelizzare i donatori occasionali e di gestire meglio le agende nei centri trasfusionali.
Il prossimo appuntamento è previsto il 24 settembre ad Agrigento, che rientra nelle tre giornate dedicate alla donazione di sangue e plasma organizzate in concomitanza con gli anniversari degli omicidi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino.
“Donare in quei giorni non è solo un gesto sanitario, è un gesto d’amore verso la nostra terra. Ricordare Livatino così, con i ragazzi, con la vita che scorre e si trasmette, è il modo più vero per dire che la mafia non ha vinto”, ha concluso Scalzo.









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