Epatiti pediatriche: le Regioni tenute a segnalare i casi al Ministero

Lo evidenzia una circolare. L’adenovirus la causa più probabile.

24 maggio 2022

Il ministero della Salute ha predisposto una apposita scheda di segnalazione dei casi di epatiti pediatriche di origine sconosciuta, al fine di uniformare la raccolta delle informazioni utili ad indagare e classificare i casi. Lo evidenzia la circolare ministeriale ‘Casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta in età pediatrica. Aggiornamento sulla situazione epidemiologica, sulle definizioni di caso e sulla sorveglianza‘, che definisce anche le modalità di invio.

Le Regioni e Province autonome, si legge, devono inviare le schede di segnalazione al Ministero della salute e all’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Nella circolare si raccomanda inoltre alle regioni di dare “massima diffusione tra i Pediatri di Libera Scelta, i Medici di Medicina Generale e le strutture di assistenza ospedaliera e territoriale, in particolare le Unità gastroenterologiche ed epatologiche pediatriche, delle informazioni disponibili e aggiornate“.

La circolare informa inoltre del fatto che la definizione di caso adottata in un primo momento dall’ECDC e rispondente a quella utilizzata in Uk, è stata rivista. La attuale definizione di caso proposta dall’OMS-ECDC non include “casi confermati” e utilizza il limite di 16 anni e il periodo dal 1 ottobre 2021 come comune criterio per consentire di ampliare il bacino dei casi.

 

L’Adenovirus enterico è il maggiore indagato

Secondo l’ECDC l’infezione da adenovirus enterico umano rimane la causa più probabile dei casi di epatite acuta pediatrica, pertanto, “per quanto al momento non siano stati segnalati cluster di casi, il contatto ravvicinato con una persona infetta dovrebbe essere considerato la via più probabile di esposizione. La trasmissione per via oro-fecale dovrebbe essere considerata quella più probabile, in particolare nei bambini piccoli“.

Tuttavia, afferma il ministero, “poiché al momento le evidenze scientifiche sull’eziologia e la trasmissione sono deboli, le misure raccomandate dovrebbero consistere in una buona pratica igienica generale. Un’accurata igiene delle mani e l’adesione alle pratiche di igiene respiratoria dovrebbero essere implementate nelle strutture educative per l’infanzia in cui si verificano focolai di gastroenterite“. Per il personale che si occupa del cambio di pannolini dovrebbe essere considerato l’uso di guanti monouso, seguito da un’attenta igiene delle mani. Dovrebbe essere intrapresa un’accurata disinfezione delle superfici. Negli ospedali in cui sono presenti casi probabili di epatite acuta, “i trasferimenti di pazienti o la mobilità del personale tra le diverse unità ospedaliere devono essere limitati per evitare la trasmissione“. La circolare segnala che gli adenovirus possono sopravvivere su superfici e non sono facilmente inattivati dai gel per le mani a base di alcol e persino dal lavaggio delle mani. La disinfezione delle attrezzature mediche può richiedere soluzioni di candeggina ad alta concentrazione (es. 10%) o altri prodotti con alto livello di disinfezione.

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