Fascicolo sanitario elettronico, gli esperti: “Serve riforma urgente”

L’appello lanciato da SIT (Società Italiana di Telemedicina e Salute Digitale), ANORC (Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali), CNR-IRPPS (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) e SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva)

Roma, 29 Aprile 2021

Sul Fascicolo sanitario elettronicoserve una riforma urgentissima perché così come è oggi lo strumento pone molti problemi operativi” risultando poco utile ai cittadini e al Ssn quando potrebbe invece contribuire ad “abbattere le ospedalizzazioni, anche nelle terapie intensive, in misura rilevante“. E’ l’appello congiunto di SIT (Società Italiana di Telemedicina e Salute Digitale), ANORC (Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali), CNR-IRPPS (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) e SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), lanciato oggi con una conferenza stampa. Società scientifiche e associazioni hanno deciso di unire le forze perché l’FSE è una delle chiavi della Telemedicina, “che con un sistema informativo funzionante e dati di qualità – si legge in una nota congiunta – può abbattere le ospedalizzazioni, anche nelle terapie intensive, in misura rilevante“. Può essere insomma una delle armi per affrontare la crisi di sistema resa ancor più evidente dalla pandemia, e che si manifesterà ulteriormente nei prossimi mesi per il sommarsi delle cronicità post-Covid con le altre cronicità trascurate in questi due anni a seguito dell’emergenza sanitaria.

Per creare una sanità migliore – ha detto il Presidente SIT, Antonio Gaddiservono informazioni sanitarie fruibili e corrette. L’attuale Fascicolo Sanitario Elettronico non solo non consente di realizzare questi obiettivi, ma non ha ancora dimostrato di essere scevro di possibili effetti indesiderati e rischia di bloccare molte delle progettualità del Pnrr“. La maggiore criticità, come ha spiegato Fabrizio L. Ricci, former Director LAVSE-Consiglio Nazionale Ricerch, è che “oggi in Italia vi sono 21 FSE, uno per ogni Regione (in realtà 22 con il Fse jolly della Sogei) per l’autonomia delle Regioni con conseguente diversi contenuti e funzioni, oltre a quelle richieste a livello nazionale“. Per questo, suggerisce il Presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, “è necessario un cambiamento culturale che metta al centro i dati. Serve una metadatazione standardizzata. E su quei dati a livello centrale vanno garantiti i principi di interoperabilità, accessibilità, minimizzazione, usabilità, condivisione, garantendo naturalmente una applicazione rigorosa del Gdpr“.

L’importanza della reingegnerizzazione dell’FSE, l’ha ricordata anche Flavia Petrini, Presidente SIAARTI: “Le nuove tecnologie digitali – ha detto – sono indispensabili anche per ridurre la pressione sulle strutture di ricovero ed in parte quella sul personale sanitario. Sia per la Medicina Perioperatoria, le Reti di Terapia Dolore e Cure Palliative ed a maggior ragione per le Cure Intensive e l’assistenza alle criticita’ in emergenza“. Secondo la presidente, il Fascicolo Sanitario Elettronico può essere “l’anello di congiunzione nella progettualità digitale fra Medici di medicina generale, pediatri e specialisti del SSN“.

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