Grande partecipazione e confronto scientifico multidisciplinare per la seconda edizione del Congresso Interregionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa – sezioni Sicilia, Calabria e Sardegna – dedicato al tema “Ipertensione arteriosa: opportunità e sfide per il futuro”, ospitato al Four Points by Sheraton Catania Hotel.
L’evento ha riunito specialisti, medici di medicina generale, ricercatori e professionisti sanitari provenienti da tutta Italia, confermando il ruolo centrale della prevenzione cardiovascolare, della medicina personalizzata e della gestione integrata del paziente iperteso.
A coordinare i lavori è stato il dottor Antonino Di Guardo, che ha sottolineato come oggi l’ipertensione non possa più essere considerata soltanto un aumento dei valori pressori, ma debba essere interpretata all’interno del rischio cardiovascolare globale del paziente.
Ampio spazio è stato dedicato alle nuove metodiche diagnostiche, come il monitoraggio pressorio delle 24 ore e la misurazione domiciliare della pressione arteriosa, strumenti fondamentali per individuare forme di ipertensione mascherata o notturna e personalizzare la terapia.
Tra i temi affrontati anche il ruolo della polipillola per migliorare l’aderenza terapeutica, le connessioni tra obesità, infiammazione e rischio cardiovascolare, il rapporto tra ipertensione e decadimento cognitivo, oltre alle nuove prospettive terapeutiche legate ai farmaci che agiscono sull’aldosterone e alle innovazioni basate sul silenziamento dell’RNA messaggero.
Durante il congresso è stato inoltre evidenziato come l’ipertensione arteriosa continui a rappresentare una delle principali cause di mortalità nel mondo, spesso ancora sottovalutata nonostante la disponibilità di nuove strategie terapeutiche.
Secondo gli esperti intervenuti, il controllo efficace della pressione richiede un approccio integrato che coinvolga specialisti, medicina territoriale e paziente, con particolare attenzione alla prevenzione, agli stili di vita e alla continuità terapeutica.
L’iniziativa ha confermato il ruolo di Catania come punto di riferimento nazionale per il confronto scientifico sulle malattie cardiovascolari e sulle nuove frontiere della medicina personalizzata.




