Ipertrofia prostatica benigna: operativo il Greenlight laser all’Urologia del Gravina di Caltagirone

Abate: «Grazie alla lungimiranza della Direzione strategica, ci siamo dotati di uno strumento innovativo che ci aiuta a migliorare i nostri standard assistenziali e li allinea a quelli dei più qualificati centri nel trattamento dell’ipertrofia prostatica».

Caltagirone (CT), 21 Giugno 2019

Operativo, all’UOC di Urologia dell’Ospedale “Gravina” di Caltagirone, il Greenlight laser. Si tratta di un dispositivo chirurgico, altamente tecnologico e innovativo, che consente il trattamento endoscopico dell’ipertrofia prostatica benigna, patologia assai diffusa che colpisce individui di sesso maschile di norma sopra i 55 anni.

«È una metodica sicura, mininvasiva – spiega il Dr. Francesco Abate, Direttore dell’UOC di Urologia -, consolidata con successo nei centri di eccellenza urologica, che offre notevoli vantaggi ai pazienti, della quale, grazie alla lungimiranza della Direzione strategica, ci siamo dotati per migliorare i nostri standard assistenziali e allinearli con quelli dei più qualificati centri nel trattamento dell’ipertrofia prostatica».

L’aumento di volume della prostata (tecnicamente: ipertrofia o iperplasia prostatica benigna) è una delle patologie più diffuse tra la popolazione maschile, strettamente legata all’invecchiamento.

Con il Greenlight laser viene vaporizzato, con precisione millimetrica, l’eccesso di tessuto prostatico. L’istantanea coagulazione dei vasi evita, inoltre, il sanguinamento post operatorio.

«Gli interventi che abbiamo già eseguito con il Greenlight laser – conclude il Dr. Abate ci hanno già permesso di apprezzare la rapidità di ripresa dei pazienti, dimessi 24 ore dopo il trattamento, e la diminuzione di complicanze. È stata immediata la risoluzione dei sintomi e dei problemi connessi alla minzione».

La metodica rappresenta lo strumento d’elezione nel trattamento di pazienti:

  • che non acconsentono all’eventuale emotrasfusione per motivazioni culturali/religiose;
  • sottoposti a terapia anticoagulante, antiaggregante… (senza che la terapia sia sospesa);
  • con pacemaker (poiché non viene utilizzata energia elettrica);
  • sottoposti a cateterismo a permanenza (riducendo per loro i disagi e i costi secondari).

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