Il microbiota potrebbe svolgere un ruolo attivo nello sviluppo della spondiloartrite assiale nelle donne. È quanto emerge da una nuova ricerca sperimentale sostenuta dalla Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia, che apre nuove prospettive verso trattamenti più mirati e personalizzati.
La spondiloartrite assiale è una malattia infiammatoria cronica che interessa la colonna vertebrale e le articolazioni del bacino, coinvolgendo fino a 500 mila persone in Italia. Oggi è sempre più evidente che non si tratta di una patologia esclusivamente maschile: nelle donne presenta caratteristiche specifiche, spesso ancora poco riconosciute.
Lo studio FIRA, in corso di pubblicazione su riviste scientifiche internazionali, è stato finanziato grazie alla prima Borsa di Ricerca FIRA “Carla Fracci”, assegnata nel 2025, ed è stato coordinato dal dottor Matteo Vecellio.
L’indagine, che ha coinvolto diversi centri reumatologici italiani, si è concentrata sul microbiota vaginale, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano naturalmente il tratto genitale femminile e contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio immunitario.
Attraverso un approccio integrato che ha combinato analisi del microbiota, modelli sperimentali in vivo e tecniche avanzate di studio delle cellule immunitarie, i ricercatori hanno rilevato nelle donne affette da spondiloartrite una significativa alterazione dell’equilibrio microbico.
«Abbiamo osservato una riduzione dei batteri protettivi e un aumento di microrganismi associati a uno stato di attivazione immunitaria – spiega Vecellio –. Questo squilibrio potrebbe non essere soltanto una conseguenza della malattia, ma contribuire direttamente al suo sviluppo».
Secondo i dati sperimentali raccolti, le alterazioni del microbiota sarebbero infatti in grado di innescare una risposta infiammatoria progressiva, capace nel tempo di estendersi all’intero organismo e coinvolgere anche le articolazioni.
«I risultati dello studio indicano che l’apparato genitale femminile può assumere un ruolo chiave, finora poco considerato, nei meccanismi della malattia. Comprendere il rapporto tra microbiota e risposta immunitaria apre nuove prospettive per terapie sempre più personalizzate e attente alle differenze di genere», conclude il ricercatore.
Malattie reumatologiche, oltre 5 milioni di italiani colpiti
Le malattie reumatologiche, tra cui artrite, artrosi, osteoporosi, fibromialgia e lupus, sono patologie croniche che compromettono la qualità della vita causando dolore e disabilità. In Italia colpiscono oltre 5 milioni di persone e generano costi per circa 20 miliardi di euro l’anno. Interessano soprattutto le donne e aumentano con l’età, ma possono colpire anche giovani e bambini. Negli ultimi anni la ricerca ha permesso importanti progressi diagnostici e terapeutici.
Arte per la Ricerca
FIRA sostiene ogni anno progetti scientifici attraverso iniziative di raccolta fondi e sensibilizzazione. Tra queste torna il Gala FIRA per la Ricerca sulle Malattie Reumatologiche, in programma domenica 10 maggio 2026 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
La serata unirà arte, musica e solidarietà con la partecipazione dei testimonial FIRA Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, oltre a concerti, visite esclusive e una lotteria benefica con premi offerti da importanti brand. Secondo il presidente FIRA Alberto Cauli, l’evento è fondamentale per sostenere la ricerca e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
La Borsa di Ricerca “Carla Fracci”
Il ricavato del Gala finanzierà la seconda Borsa di Ricerca “Carla Fracci”, dedicata a progetti innovativi sulle malattie reumatologiche e intitolata alla storica testimonial della Fondazione. La partecipazione è aperta al pubblico con donazione a partire da 100 euro, ridotta a 50 euro per gli under 35.
FIRA ETS
La Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia è un ente del Terzo Settore nato nel 2006 su impulso della Società Italiana di Reumatologia. Da anni sostiene la ricerca indipendente, finanziando studi scientifici, borse di studio, premi, corsi di formazione e master universitari dedicati alle malattie reumatologiche.




