Negli ultimi giorni si è diffuso un allarme ingiustificato, alimentato da notizie mediatiche riguardanti un presunto episodio di deficit visivo comparso dopo l’uso di un farmaco indicato per il trattamento dell’obesità e delle sue principali comorbidità. Secondo alcune fonti, un noto artista statunitense avrebbe attribuito alla terapia un improvviso peggioramento della vista. Al momento, tuttavia, tali affermazioni non sono supportate da dati clinici verificati né da evidenze ufficiali che confermino un legame causale tra l’evento descritto e l’assunzione del farmaco.
La letteratura scientifica ha già segnalato, negli ultimi mesi, rari casi di neuropatia ottica anteriore ischemica non arteritica (NAION), una condizione dovuta a una riduzione improvvisa del flusso sanguigno nella porzione anteriore del nervo ottico. Le prime segnalazioni hanno riguardato un numero molto limitato di pazienti trattati con semaglutide. È comunque importante ricordare che la NAION è più frequente nelle persone con malattie metaboliche, in particolare con diabete mellito, indipendentemente dai farmaci utilizzati.
Diversi contributi scientifici – tra cui uno studio pubblicato su JAMA Ophthalmology nel marzo 2025 e un successivo editoriale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – hanno evidenziato una possibile associazione tra l’uso di semaglutide e l’insorgenza di NAION nei pazienti con diabete di tipo 2. Gli stessi autori sottolineano però che i dati non sono conclusivi e che l’eventuale aumento del rischio rimane molto contenuto, soprattutto se confrontato con i consolidati benefici del farmaco su controllo glicemico, peso corporeo e protezione cardiovascolare.
Ulteriori elementi provengono da uno studio pubblicato su JAMA Network Open nell’agosto 2025 da Wang e colleghi, secondo cui nei pazienti con diabete di tipo 2 privi di precedenti patologie oculari l’impiego di semaglutide o tirzepatide risulta associato a un incremento del rischio di NAION e di altri disturbi del nervo ottico. Anche in questo caso, tuttavia, il rischio assoluto rimane basso. Gli autori ribadiscono la necessità di un monitoraggio clinico attento, soprattutto nelle persone con ulteriori fattori di rischio.
Alla luce delle evidenze disponibili, EMA e AIFA – su indicazione del PRAC – hanno già stabilito, nel giugno 2025, che la NAION debba essere riportata come effetto indesiderato molto raro nei medicinali contenenti semaglutide, con una frequenza stimata fino a 1 caso su 10.000. Al momento non emergono segnali simili per tirzepatide, mentre i dati dei trial clinici indicano un lieve aumento del rischio anche per dulaglutide rispetto al placebo.
Per questo motivo, l’EMA ha raccomandato l’aggiornamento continuo delle informazioni sui farmaci contenenti semaglutide, includendo la NAION come evento avverso “molto raro”.
Nonostante queste segnalazioni, il profilo di beneficio di semaglutide e tirzepatide nel trattamento del diabete e dell’obesità resta ampiamente consolidato, così come il loro impatto positivo sulle comorbidità associate (OSAS, scompenso cardiaco, malattia renale cronica, patologie vascolari e osteoarticolari). Gli eventuali effetti indesiderati rari devono quindi essere interpretati con equilibrio e contestualizzati rispetto all’efficacia complessiva delle terapie.
Per questo motivo, è potenzialmente dannoso diffondere allarmismi ingiustificati riguardo a farmaci che stanno dimostrando una notevole efficacia clinica. L’uso di queste terapie deve sempre avvenire sotto controllo medico, così da valutare adeguatamente il rapporto rischio–beneficio e monitorare eventuali effetti avversi, come avviene per qualsiasi trattamento farmacologico.
La Endocommunity – CREW, con questa comunicazione, prende fermamente le distanze da modalità di diffusione delle informazioni che generano timori immotivati. La valutazione dei benefici e dei rischi dei trattamenti deve basarsi sui dati scientifici e sulle indicazioni delle autorità regolatorie (FDA, EMA, AIFA), ed essere affidata esclusivamente a professionisti qualificati. Interpretazioni o divulgazioni da parte di soggetti non competenti possono risultare imprecise, distorsive e potenzialmente dannose per le persone con diabete e/o obesità.




