Speciale gravidanza: cosa fare durante i primi tre mesi

La gravidanza è il momento più delicato della vita di noi donne. Il primo trimestre lo è particolarmente per diversi motivi. L’ansia nei confronti della vita che vorremmo nascesse senza problemi di salute, il corpo che cambia, i dubbi, gli esami da effettuare, il malessere dovuto ai sintomi dell’attesa. Il mondo si trasforma insieme al corpo e alle emozioni della futura mamma. Vediamo come vivere questo periodo al meglio.

di Melania Sorbera

Non appena si scopre di essere in attesa con un test effettuato in laboratorio è necessario contattare il proprio ginecologo per programmare una visita di controllo ed eventuale ecografia. Alcuni ginecologi prima della visita richiedono la ripetizione dell’esame delle beta hcg, una frazione della gonadotropina corionica umana, l’ormone prodotto dalla placenta per garantire l’ambiente idoneo allo sviluppo dell’embrione. La ripetizione dell’esame permette di confermare l’evoluzione della gravidanza nei primissimi giorni.

L’ecografia, subito dopo, servirà a rilevare la presenza del feto e della camera gestionale. In questo periodo i segnali della gravidanza in corso sono diversi e sono molto simili a quelli della sindrome premestruale. Possono variare molto da donna a donna ma in generale, quelli più frequenti sono: le nausee mattutine, la tensione al seno, la stanchezza e la sonnolenza, una maggiore sensibilità agli odori e ai sapori, delle lievi perdite, potrebbero essere anche perdite da impianto, un maggiore appetito, l’ipertensione, la sensazione di gonfiore e il prurito, l’insonnia, i dolori al basso ventre che stimolano la produzione di urina.

Nel caso in cui le perdite da impianto dovessero essere notevoli o preoccupare la futura mamma si potrebbe chiedere al ginecologo di utilizzare, fin dai primi giorni, il progesterone, un ormone steroideo. Le sue funzioni sono fondamentali per: aumentare il flusso sanguigno verso l’utero; prevenire il parto prematuro e le contrazioni; stimolare la mucosa dell’endometrio a produrre la giusta nutrizione per l’embrione; stimolare la crescita del tessuto mammario materno; controllare la crescita regolare del feto e rafforzare i muscoli della parete pelvica, in preparazione al travaglio.

Se i sintomi della gravidanza sono particolarmente aggressivi è possibile chiedere al ginecologo dei rimedi che abbiano l’obiettivo di ridurli. Tra le donne che sperimentano la nausea e il vomito del primo trimestre di gravidanza, circa il 15-20% infatti, può continuare a soffrirne fino al terzo trimestre. I primi 3 mesi di gravidanza, lo abbiamo detto, sono i più delicati.

E’ assolutamente vietato: fumare e bere alcolici, evitare i farmaci a meno che non siano stati prescritti dal medico, evitare i liquidi, soprattutto a colazione e a stomaco vuoto, mangiare cibi non graditi, anche se fanno bene. Bisogna, invece, cercare di mangiare cibi secchi per evitare le nausee, come biscotti, fette biscottate e crackers, cercare di fare pasti piccoli e frequenti e riposarsi il più possibile.

Oltre agli esami di routine che prescriverà il ginecologo ogni mese, tra l’undicesima e la tredicesima settimana, circa, è possibile fare il test della translucenza nucale, l’esame di screening prenatale tra i più diffusi del mondo. Questo esame consente di verificare la probabilità che si possa sviluppare la sindrome di Down, attraverso  la misurazione dello spessore della cute del collo del feto. La misurazione ecografica della translucenza nucale può avvenire per via transaddominale, quando la sonda viene appoggiata esternamente o transvaginale, quando la sonda viene introdotta in vagina. E’ un esame consigliato a qualsiasi età.

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