Studio IVI sulla fertilità: più del 20% delle donne tra i 30 e i 34 anni presenta una bassa riserva ovarica

Delle oltre 3.000 donne coinvolte nello studio condotto da IVI, un 10% ha scelto di effettuare un trattamento riproduttivo

Roma, 28 Novembre 2019

Al giorno d’oggi la donna affronta i trent’anni con energia, molteplici sfide nei diversi ambiti della propria vita e piena capacità fisica e mentale. Sfortunatamente la biologia non la accompagna quando si parla di fertilità dato che, a partire dai 35 anni, quando la maggior parte delle donne si trova nel proprio momento più vitale, inizia il declino della propria fertilità. Basti pensare che in Italia l’età media delle donne che si sottopongono a fecondazione in vitro è di 36.7, mentre sale a 42.4 per la donazione di ovociti1.

La società è cambiata, si è evoluta, ma l’orologio biologico della donna continua ad essere governato dalle stesse regole di secoli fa, stabilendo l’età ideale per avere un bambino da un punto di vista medico nella seconda decade della vita e fino ai 35 anni, qualcosa che si scontra totalmente con il ritmo di vita che la donna di oggi si trova ad affrontare”, spiega il Dottor Antonio Requena, Direttore Medico di IVI.

Questa realtà è evidenziata dagli ultimi dati che emergono dallo studio sulla fertilità che IVI ha condotto nel 2018. Durante lo scorso anno, le clinche spagnole di IVI hanno offerto un’analisi gratuita in modo che le donne potessero conoscere la propria riserva ovarica; una campagna per determinare l’Ormone Antimülleriano (AMH) rivolta alle donne tra i 25 e i 38 anni interessate a conoscere a che punto fosse la propria fertilità.

Il risultato principale che emerge da questo studio è che un 24% delle donne di età compresa tra i 30 e i 34 anni presenta livelli di Ormone Antimülleriano ritenuti correlabili a una ridotta riserva ovarica, un dato quanto meno allarmante”, aggiunge il Dottor Requena. “D’altro canto, delle donne di età inferiore a 30 anni un 12% ha presentato bassa riserva ovarica e di quelle maggiori di 35 anni la percentuale di bassa riserva è salita al 33%”.

In questo studio sono state coinvolte più di 3.000 donne, il 10% delle quali ha scelto di effettuare un trattamento riproduttivo (preservazione della fertilità o Fecondazione in vitro).

Attualmente, il maggior numero di donne che si rivolgono alle cliniche IVI per conoscere il proprio AMH ha più di 34 anni (43,5% delle donne che hanno partecipato lo studio).

Con l’aumentare dell’età della donna diminuisce il suo numero di ovociti –  afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma. Per questo è importante incoraggiare le donne a controllare la propria riserva ovarica dopo i 30 anni, poiché lo stato della fertilità costituisce un parametro importante che ogni donna dovrebbe conoscere e del quale avere cura, così come sono importanti i controlli generali di salute che si dovrebbero effettuare ogni anno. Noi di IVI siamo coscienti di questa necessità e per questo motivo la campagna gratuita per conoscere la riserva ovarica durerà per tutto il 2019”.

Prevenzione, la miglior risposta alla realtà inarrestabile del trascorrere del tempo

La donna ha la liberà assoluta di decidere ogni aspetto della propria vita, ma l’effetto dell’età sulle possibilità di essere madre ha esercitato storicamente una pressione sociale sulla donna stessa, che ha spesso affrontato in numerose occasioni il dilemma di scegliere come pianificare la propria vita e se rinunciare o meno a qualcosa che dovrebbe essere un diritto.

L’infertilità associata all’età materna avanzata rappresenta la maggioranza dei casi di infertilità femminile che si presentano nelle nostre cliniche. E noi, consci di questa realtà che pesa sulla donna, abbiamo voluto offrire un’alternativa incentrata sulla libertà di scelta e decisione: la preservazione della fertilità”, indica il Dottor Requena.

La vitrificazione di ovuli, com’era la pillola contraccettiva, è stata una rivoluzione femminile, che ha permesso alla donna di decidere il momento migliore per diventare madre.


1. Relazione Ministero Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in material di procreazione medicalmente assistita (Legge 19 Febbraio 2004, n. 40)

IVI-RMA Global

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna completamente specializzata nella riproduzione umana. Da allora ha aiutato a nascere più di 160.000 bambini, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecnologie di riproduzione assistita. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMANJ, diventando così il più grande gruppo di riproduzione assistita del mondo. Attualmente conta più di 65 cliniche in tutto il mondo ed è leader nel campo della medicina riproduttiva.

https://ivitalia.it/ – http://www.rmanj.com/

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