Al Istituto Nazionale Tumori Regina Elena si è svolto il 5th International Summit on Lung Cancer, evento internazionale dedicato alle nuove frontiere nella cura del tumore del polmone. Al centro del confronto tra gli esperti è emersa una strategia terapeutica sempre più orientata ad anticipare immunoterapia e terapie mirate prima dell’intervento chirurgico.
Secondo quanto discusso durante il congresso, iniziare il trattamento oncologico prima della chirurgia può ridurre del 30-40% il rischio di recidiva e aumentare significativamente le risposte complete alla terapia, portando il tumore a una condizione di controllo già prima dell’operazione.
“Non basta più intervenire localmente – ha spiegato Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia Medica 2 IRE – dobbiamo trattare la malattia come sistemica fin dall’inizio”.
Il tumore del polmone resta una delle neoplasie più diffuse e aggressive. Secondo i dati AIRTUM riportati durante il summit, nel 2025 in Italia sono stati stimati oltre 43 mila nuovi casi tra uomini e donne.
Tra i temi affrontati anche la medicina personalizzata, i biomarcatori molecolari, la biopsia liquida e l’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi e alla scelta terapeutica.
“La vera innovazione oggi è integrare dati clinici, molecolari e tecnologici per prendere decisioni sempre più precise”, ha sottolineato Giovanni Blandino.
Secondo gli specialisti, la possibilità di individuare precocemente eventuali tracce residue di malattia attraverso la biopsia liquida rappresenta una delle prospettive più promettenti per migliorare la gestione clinica e aumentare le probabilità di guarigione.
Il summit ha confermato il ruolo centrale dell’approccio multidisciplinare e della diagnosi molecolare nella lotta al tumore del polmone, con l’obiettivo di personalizzare sempre più le cure e intervenire nelle fasi più precoci della malattia.




