SINdem, SIMG e SIN intendono affermare la necessità di espressione del consenso da parte dei pazienti affetti da demenza e ribadire il ruolo del medico che ha in carico la persona con demenza e dei suoi familiari.

Roma, 2 Febbraio 2021

In un momento in cui l’iter da seguire per la vaccinazione contro il Covid 19 delle persone affette da demenza non riguarderà solo i pazienti ospiti delle RSA ma anche coloro che vivono a domicilio, la SINdem (Associazione autonoma aderente alla Società Italiana di Neurologia per le demenze), la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) e la SIN (Società Italiana di Neurologia) intendono affermare la necessità di espressione del consenso da parte dei pazienti stessi e ribadire il ruolo del medico che ha in carico la persona con demenza e dei suoi familiari.

A seguito dell’emanazione del Decreto Legge del 5 gennaio 2021  “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” che contiene all’art. 5 “Manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti Covid-19 per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite”, la SINdem e la SIMG, entrambe componenti del Tavolo Nazionale per il monitoraggio ed implementazione del Piano Nazionale delle Demenze  istituito dal Ministero della Salute in seguito all’emanazione del Piano Nazionale Demenze (G.U.n.9 del 13 gennaio 2015), al fianco della SIN,  ribadiscono importanti indicazioni (statement) sul tema del consenso informato per la vaccinazione anti-Covid19  delle persone con demenza:

PRIMO STATEMENT – Firma della persona con demenza ritenuta in grado di poter esprimere un consenso secondo le procedure riportate nel Documento del Tavolo Nazionale per il monitoraggio ed implementazione del Piano Nazionale delle Demenze  denominato “Raccomandazioni per la governance e la clinica nel settore delle demenze. Riflessioni su alcune implicazioni etiche”.

SECONDO STATEMENT – Firma del rappresentante legale di una persona con demenza, qualora formalmente nominato sulle questioni sanitarie.

TERZO STATEMENT – Per una persona con demenza incapace di poter esprimere il consenso, il medico che ritiene vi sia una situazione di urgenza indifferibile può procedere in base all’art. 1 comma 7 della l. 219/20171. Il modulo di consenso verrà firmato, laddove possibile per presa visione, anche dal Familiare della persona con demenza o dall’Amministratore di Sostegno (AdS) senza poteri in merito ad attività sanitarie o assistenza necessaria. Il Familiare verrà scelto secondo l’ordine preferenziale previsto dalla Legge 6 del 2004 sull’amministrazione di sostegno.

QUARTO STATEMENT – In caso di persone con demenza che non hanno un familiare vivente o rintracciabile il medico agisce in base all’art. 1 comma 7 della Legge. 219/2017 .

QUINTO STATEMENT – In caso di contenzioso tra i familiari, tra i familiari e i medici, tra i familiari e AdS e tra i medici e AdS si farà ricorso con una procedura d’urgenza all’intervento di un Giudice Tutelare.

SESTO STATEMENT – I Professionisti sanitari che effettueranno la vaccinazione in collaborazione con il medico che ha in carico la persona con demenza valuteranno secondo le indicazioni incluse nella circolare del Ministero della Salute del 24.12.2020 la specificità del singolo paziente nel   proporre la vaccinazione anti – COVID-19.

Le suddette indicazioni riguardano sia persone con demenza che si trovano nelle RSA sia quelle che risiedono a domicilio.


Note:

1. Nelle situazioni di emergenza o di urgenza il medico e i componenti dell’equipe sanitaria assicurano le cure necessarie, nel rispetto della volontà del paziente ove le sue condizioni cliniche e le circostanze consentano di recepirla

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