Attenzione all’Herpes Zoster come complicanza nella cura dell’artrite reumatoide

Alcuni farmaci biologici contro la cura dell’artrite reumatoide potrebbero provocare l’Herpes zoster. Vediamo di cosa si tratta.

di Melania Sorbera

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica, ad eziologia non definita,  che colpisce le articolazioni, sia piccole, che grandi, in modo sistemico. L’origine è, probabilmente autoimmune, scatenata però da vari fattori, quello genetico prima di tutto. Tra gli altri fattori scatenanti vi sono quelli ambientali, tra i quali alcune infezioni virali come l’Human herpes virus 6 e l’Epstein-barr virus, lo stress, il fumo di tabacco e una cattiva igiene orale, le parodontiti con proliferazione di porphyromonas gingivalis ad esempio. Non è chiaro se bassi livelli di concentrazione della vitamina D nel sangue rappresentino un altro fattore di rischio o una conseguenza stessa della malattia. In questi anni i farmaci biologici utilizzati per la terapia delle patologie più varie hanno rivoluzionato anche la cura dell’artrite reumatoide. Da uno studio condotto diversi anni fa e pubblicato sul Journal of the American Medical Association si è visto, però, che i pazienti che utilizzano farmaci biologici anti-Tnf-alfa sono più a rischio di sviluppare l’Herpes zoster, altrimenti noto come fuoco di Sant’Antonio. Questo virus ha origine dal virus della varicella e si manifesta con una dolorosa eruzione cutanea ricoperta da vescicole. Si calcola che circa il 10-20% delle persone che hanno avuto la varicella nella vita arriva a sviluppare il fuoco di Sant’Antonio, anche a distanza di anni. Il virus, infatti, resta latente nel sistema nervoso periferico, nei gangli sensitivi del cranio e del midollo spinale, contrastato dagli anticorpi prodotti dal sistema immunitario. Poi per le cause più varie, spunta il rash cutaneo. Questo può risolversi in alcune settimane, o produrre complicanze che si protraggono per mesi o anni.

I ricercato del German Rheumatism Research Center di Berlino, titolari dello studio, hanno analizzato i dati relativi alle terapie contro l’artrite reumatoide seguite da più di 5 mila pazienti, osservati per un massimo di tre anni. Hanno verificato la presenza di 86 casi di sviluppo dell’Herpes zoster. In più casi l’infezione si è verificata in pazienti che assumevano farmaci anti-Tnf-alfa o in pazienti, anziani, in terapia con farmaci glucocorticoidi. Proprio per questo occorre fare attenzione ai sintomi dell’Herpes zoster. Il fuoco di Sant’Antonio può provocare: piccole lesioni solitamente di forma allungata, nell’area del torace ma anche in altre parti del corpo, dolore o bruciore persistente nell’area interessata dalla nevralgia post-erpetica e problemi agli occhi come lo sviluppo della cheratite neurotrofica. Inizialmente si sviluppa sotto forma di eritema con macchie a rilievo, tipo lesioni maculo-papulari, che poi diventano simili a bollicine di piccolo diametro, come le vescicole. Nei casi più gravi l’Herpes zoster provoca: polmonite; miocardite; esofagite; pancreatite; ulcera gastrica e infiammazione vascolare.

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