Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 28 giugno e il 4 luglio 2021.
Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

Roma, 9 Luglio 2021

Questa settimana assistiamo ad una lieve inversione di tendenza e l’incidenza, che era di 9 per 100.000 casi la scorsa settimana, sale a leggermente a 11 per 100.000. Anche l’Rt tende a salire leggermente, siamo intorno a 0,66, comunque ben al di sotto dell’unità. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di Area medica e di Terapia Intensiva siamo intorno al 2%, quindi anche in questo caso molto al di sotto di quella che viene definita come soglia critica. La circolazione di varianti ad alta trasmissibilità però fa si che sia necessario continuare a vaccinare a grande ritmo e soprattutto, anche in previsione della partita di domenica sera, continuare a mantenere dei  comportamenti ispirati alla massima prudenza“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

Punti chiave:

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 28 giugno – 4 luglio 2021. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella prima metà di giugno.

Cessa il calo nell’incidenza settimanale a livello nazionale (9 per 100.000 abitanti (28/06/2021-04/07/2021) vs 9 per 100.000 abitanti (21/06/2021-27/06/2021) dati flusso ISS) con evidenza di aumenti in diverse Regioni/PPAA. L’incidenza è ancora sotto il valore di 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni in tutto il territorio. Prosegue la campagna vaccinale e l’incidenza è attualmente ad un livello che potrebbe consentire il contenimento dei nuovi casi.

Nel periodo 16 giugno–29 giugno 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,66 (range 0,62– 0,85), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, sebbene si mantenga sotto l’uno anche nel limite superiore. La elevata proporzione di soggetti asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sono otto le Regioni/PPAA classificate a rischio moderato e 13 a rischio basso secondo il DM del 30 Aprile 2020 questa settimana.

Nessuna Regione/PPAA supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 240 (29/06/2021) a 187 (06/07/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (2%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 1.676 (29/06/2021) a 1.271 (06/07/2021).

Cinque Regioni riportano una allerta di resilienza, nessuna Regione riporta molteplici allerte.

Si mantiene stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (1.539 vs 1.578 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (32,6% vs 37,4% la scorsa settimana). Aumenta la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (40,3% vs 35,8%). Infine, il 27,2% è stato diagnosticato attraverso attività di screening.

La circolazione della variante delta è in aumento in Italia. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi.

È necessario raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità.

Sulla base dei dati e delle previsioni ECDC, della presenza di focolai causati dalla variante virale delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale.

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