Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 15 e il 21 marzo 2021.
Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. 

Roma, 26 Marzo 2021

Questa settimana in Italia assistiamo ad un lieve miglioramento della situazione epidemiologica con un Rt che scende a 1,08, la scorsa settimana era intorno a 1,16, e l’incidenza che va al di sotto dei 250, intorno a 240 per 100.000, rimane però decisamente elevata. Per quanto riguarda il tasso di occupazione di area medica e dei posti di Terapia Intensiva, purtroppo, invece abbiamo un aumento dovuto al fatto che, nelle scorse settimane, si sono accumulati molti casi di Covid-19, infatti il tasso di occupazione dei posti di Terapia Intensiva è intorno al 39%, quindi più elevato rispetto alla scorsa settimana. Data la situazione bisogna continuare a mantenere le misure di prevenzione e controllo e soprattutto accelerare la campagna vaccinale per immunizzare quante più persone possibili“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

 

Punti chiave:

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 15-21 marzo 2021. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione tra fine febbraio ed inizio marzo.

Si osserva, dopo varie settimane di aumento, una iniziale diminuzione nella incidenza rispetto alla settimana precedente (240,3 per 100.000 abitanti (15/03/2021-21/03/2021) vs 250,0 per 100.000 abitanti (08/03/2021-14/03/2021), dati flusso ISS. L’incidenza, comunque, resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Nel periodo 3 – 16 marzo 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93–1,21), in diminuzione rispetto alla settimana precedente, anche se ancora sopra uno. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Si osserva un miglioramento complessivo del rischio, sebbene complessivamente ancora alto. Cinque Regioni (Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Tredici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui dieci ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e tre hanno una classificazione di rischio basso (Basilicata, Campania, e la Provincia Autonoma di Bolzano). Tredici Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, una Regione (Valle d’Aosta) ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 4, e un’altra (Calabria) ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Otto Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno.

Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (12 Regioni/PPAA vs 13 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (39% vs 36% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.256 (16/03/2021) a 3.546 (23/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (43%) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 26.098 (16/03/2021) a 28.428 (23/03/2021).

Tutte le Regioni/PPAA, tranne sei, hanno riportato allerte di resilienza. Una di queste (Puglia) riporta molteplici allerte di resilienza.

In leggera diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (53.837 vs 54.964 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è 33,8%. Invece, il 42,2% dei casi sono stati rilevati attraverso la comparsa dei sintomi. Infine, il 24,0% attraverso attività di screening.

 

Conclusioni:

Si osserva una lieve diminuzione dell’incidenza a livello nazionale che non consente comunque di ridurre le attuali misure di restrizione.

Nel periodo 3 – 16 marzo 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93– 1,21), in diminuzione rispetto alla settimana precedente, anche se ancora sopra uno. Tredici Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno.Tra queste, una Regione (Valle d’Aosta) ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 4, un’altra (Calabria) ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Otto Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2.

Il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica. Si osserva un analogo andamento per le aree mediche.

I dati di incidenza, trasmissibilità ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione.

Si ribadisce, anche alla luce del sostenuto aumento della prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità.

È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *