Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 7 e il 13 dicembre 2020.

Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. 


Roma, 18 Dicembre 2020

In Italia per la prima volta dopo diverse settimane torna a salire l’Rt e si fissa intorno a 0,86. In alcune regioni come Lazio, Lombardia Veneto addirittura supera significativamente l’unità. L’incidenza di Covid-19 tende leggermente a scendere ma è ancora molto elevata, intorno a 375 per 100.000 abitanti. Supera la soglia critica sia il tasso di occupazione in terapia intensiva che in area medica. Data la situazione epidemiologica bisogna continuare a mantenere comportamenti prudenti, soprattutto evitare aggregazioni, proteggere i più anziani ed osservare le tre famose regole: distanziamento fisico, uso della mascherina e lavaggio delle mani“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

 

Punti chiave:

Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 7 – 13 dicembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella terza decade di novembre.

L’epidemia in Italia si mantiene grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali e con segnali di controtendenza nell’indice di trasmissione rispetto alla settimana precedente nell’intero Paese, con ritorno di tre Regioni a una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto). Nella maggior parte delle Regioni/PPAA la trasmissibilità è ancora compatibile con uno scenario tipo 1.

Nella settimana di monitoraggio si continua a osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto con cinque Regioni/PA a rischio Basso di un’epidemia non controllata e non gestibile.

1. In particolare, 3 Regioni (Lazio, Liguria e Veneto) sono classificate a rischio Alto. Nessuna di queste è stata classificata a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive.

2. Tredici Regioni/PA sono classificate a rischio Moderato, di cui 2 (Marche e PA Trento) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità.

3. Cinque Regioni sono classificate a rischio Basso.

4. Tutte le Regioni/PPAA, tranne 3, hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo 1. Le rimanenti Regioni hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto).

Si osserva ancora nella maggior parte delle Regioni/PPAA un impatto elevato della epidemia. Al giorno 15/12/2020, 16 Regioni/PPAA avevano superato almeno una soglia critica in area medica o TI (vs 18 Regioni/PPAA la settimana precedente). Il tasso di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva ed Aree Mediche supera ancora le soglie critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.345 (08/12/2020) a 3.003 (15/12/2020); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 30.081 (08/12/2020) a 27.342 (15/12/2020).

Sebbene si osservi una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (374,81 per 100.000 abitanti nel periodo 30/11/2020-13/12/2020 vs 454,70 per 100,000 abitanti nel periodo 23/11/2020-06/12/2020, dati flusso ISS), il valore è ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni.

Nel periodo 25 novembre – 8 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86 (range 0,79 – 0,94). Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni/PPAA. Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

In 16 Regioni/PPAA non sono state riportate allerte di resilienza dei servizi sanitari assistenziali. Nelle rimanenti 5 Regioni/PPAA, due riportano molteplici allerte di resilienza.

1. Sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 7-13 dicembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Come conseguenza questo può portare a una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.

2. Di per sé, questo costituisce una conferma della generale criticità causata dalla gravità della situazione epidemiologica che, per quanto in miglioramento, è caratterizzata da un’incidenza significativamente elevata che determina un carico ancora eccessivo sui servizi sanitari.

3. Il dato relativo all’occupazione dei PL utilizzato per il calcolo degli indicatori 3.8 e 3.9 questa settimana è aggiornato al 15 dicembre 2020, ed è il dato più aggiornato disponibile.

Si continua ad osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (38.276 vs 49.967 la settimana precedente), con la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti stabile al 24,6%. Si osserva, invece, un lieve aumento nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (34,7% vs 32,3% la settimana precedente). Infine, il 30,4% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 10,4% non è stato riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

 

Conclusioni:

Si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione rispetto alla settimana precedente nell’intero Paese, con ritorno di tre Regioni ad una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto). Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni paesi Europei (es. nel Regno Unito, in Olanda e in Germania) e una mancata diminuzione dei casi con stabilizzazione della curva epidemica in altri (es. in Francia e Spagna).

L’incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del Paese.

Nella settimana di monitoraggio si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto con solo cinque Regioni/PA a rischio Basso di un’epidemia non controllata e non gestibile. Questo andamento richiede rigore nell’adozione e rispetto delle misure evitando un rilassamento nei comportamenti.

É complesso prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora molto elevato.

Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

Si invitano le Regioni/PPAA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. É necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

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