Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 13 e il 19 dicembre 2021, presentati dal Prof. Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

Roma, 24 dicembre 2021

Continua a crescere il tasso di incidenza dei casi di Covid-19 nel nostro Paese che si fissa intorno a 351 casi per 100.000 abitanti. L’Rt rimane invece stabile, intorno a 1,13, quindi ancora ben al di sopra dell’unità. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva siamo, rispettivamente, al 13,9 e al 10,7% e molte regioni hanno ormai superato la soglia critica di occupazione di posti letto. Data la circolazione della variante Omicron, che è molto trasmissibile insieme alla variante Delta, è bene, soprattutto in questo periodo festivo, mantenere tutte le misure di precauzione individuale, oltre ad accelerare la dose vaccinale di richiamo“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

Punti chiave:

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 13 dicembre – 19 dicembre 2021. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione a inizio dicembre 2021.

Continua ad aumentare rapidamente l’incidenza settimanale a livello nazionale: 266 per 100.000 abitanti (13/12/2021 – 19/12/2021) vs 195 per 100.000 abitanti (6/12/2021 – 12/12/2021), dati flusso ISS. Questa tendenza trova conferma anche nel periodo più recente sulla base dei dati aggregati raccolti dal Ministero della Salute (351 per 100.000 abitanti nel periodo 17-23/12, dati flusso dati aggregati Ministero della Salute).

Le fasce di età che registrano i più alti tassi di incidenza settimanali per 100.000 abitanti sono quelle pediatriche (393 nella fascia di età 0-9 anni e 404 nella fascia di età 10-19 anni). L’incidenza più bassa si rileva nelle fasce di età superiori agli 80 anni (101 nella fascia di età 80-89 e 116 nei soggetti di età più avanzata) che presentano anche una maggiore copertura vaccinale sia con ciclo completo che con dose di richiamo.

Nel periodo 30 novembre – 13 dicembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,13 (range 1,11 – 1,15), stabile rispetto alla settimana precedente ma al di sopra della soglia epidemica. É stabile, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,11 (1,07-1,14) al 23/12/2021 vs Rt = 1,09 (1,06-1,14) al 7/12/2021. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 10,9% e in continuo e costante aumento rispetto alle settimane precedenti (rilevazione giornaliera Ministero della Salute del 20/12/2021); il numero di persone ricoverate passa da 863 (14/12/2021) a 987 (20/12/2021). Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta ed è pari al 12,9%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 7.163 (14/12/2021) a 8.101 (20/12/2021).

2 Regioni/PPAA sono classificate a rischio alto, 18 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato secondo il DM del 30 aprile 2020. Tra queste, cinque Regioni/PPAA sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo il DM del 30 aprile 2020. Una Regione/PA è classificata a rischio basso.

13 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza. Due Regioni/PPAA riportano molteplici allerte di resilienza.

In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (62.669 vs 42.675 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (27% vs 31% la scorsa settimana). È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 43%) e aumenta anche la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (28% vs 26%). 

La diminuita percentuale di casi identificati a livello nazionale attraverso l’attività di tracciamento dei contatti e i segnali di criticità nel tracciamento registrati in diverse Regioni Italiane dal sistema di monitoraggio nelle ultime settimane sono segnali da non trascurare in quanto il tracciamento dei contatti è una delle azioni con cui limitare l’aumento della circolazione virale.

Alla luce del rapido aumento nella circolazione in Europa della variante omicron di SARS-CoV-2, si raccomanda il rigoroso rispetto delle misure comportamentali, ed in particolare distanziamento, uso della mascherina, aereazione dei locali ed igiene delle mani, sia a livello individuale che collettivo, evitando in particolare situazioni di assembramento.

Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti.

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