Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità i dati del monitoraggio delle Regioni, a cura della Cabina di Regia, relativi alla settimana tra il 4 e il 10 luglio 2022. Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

Roma, 15 luglio 2022

Anche questa settimana continua a crescere il tasso di incidenza di casi di Covid-19 nel nostro Paese, anche se è ad un ritmo un po’ più lento, e l’incidenza si fissa a 1.158 casi per 100.000 abitanti. Notiamo, invece, una lieve inversione di tendenza nell’Rt, che diminuisce leggermente, siamo ora intorno a 1,34, però ancora ben al di sopra dell’unità, che rappresenta un po’ una soglia epidemica. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di area medica e di Terapia Intensiva siamo, rispettivamente, al 15,8 e al 3,9%, quindi c’è un bell’aumento per quanto riguarda i ricoveri in area medica mentre fortunatamente non assistiamo a una congestione nei posti di Terapia Intensiva. Quindi, nonostante qualche piccolo segnale di miglioramento, la velocità di circolazione virale è ancora molto elevata. È quindi importante effettuare la quarta dose, soprattutto ciò riguarda gli ultra sessantenni e le persone più vulnerabili di qualsiasi età, perché con la quarta dose possiamo proteggere queste persone dalle forme più gravi di malattia“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio Covid-19 sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.


Punti chiave:

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 4–10 luglio 2022 ai sensi del DM Salute 30 aprile 2020 e del periodo 8-14 luglio 2022 sulla base dei dati aggregati raccolti dal Ministero della Salute. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati nella settimana 4–10 luglio 2022, hanno contratto l’infezione nella seconda metà di giugno 2022.

Aumenta ancora l’incidenza: I dati del flusso ISS nel periodo 04/07/2022-10/07/2022 evidenziano una incidenza ancora in aumento e pari a 1.089 per 100.000 abitanti, rispetto alla settimana precedente che era 879 per 100.000 abitanti nel periodo 27/06/2022-03/07/2022). Lo stesso trend si osserva nel periodo più recente censito nei dati aggregati raccolti dal Ministero della Salute (1.158 per 100.000 abitanti nel periodo 8/7/2022-14/7/2022 vs 1.071 per 100.000 abitanti nel periodo 1/7/2022-7/7/2022).

La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti è la fascia d’età 30-39 anni con un’incidenza pari a 1.262 casi per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Al momento, l’incidenza più bassa si rileva nella fascia di età >90 anni con un’incidenza di 720 casi per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente.

Nel periodo 22 giugno – 5 luglio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,34 (range 1,30-1,40), in diminuzione rispetto alla settimana precedente, ma oltre la soglia epidemica. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è anch’esso in diminuzione, anche se ancora sopra la soglia epidemica: Rt=1,15 (1,12-1,17) al 05/07/2022 vs Rt=1,24 (1,21-1,28) al 28/06/2022. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Aumenta il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva calcolato ai sensi del DM 30 aprile 2020 che si situa al 4,1% (375/9.208) il giorno 12/07/2022, rispetto al 3,5% (323/9.194) il giorno 05/07/2022. Il numero assoluto di persone ricoverate in terapia intensiva aumenta, passando da 323 (05/07/2022) a 375 (12/07/2022), con un aumento relativo del 16%.

Aumenta il tasso di occupazione in aree mediche COVID-19 a livello nazionale: era al 15,1% (9.724 /64.236) il giorno 12/07/2022, rispetto al 12,5% (8.003/64.182) il giorno 05/07/2022. Il numero di persone ricoverate in queste aree è aumentato a 9.724 (12/07/2022) da 8.003 (05/07/2022) con un aumento relativo di circa il 21%.

Nessuna Regione/PA è classificata a rischio basso. Tredici Regioni/PPAA sono classificate a rischio moderato ai sensi del DM del 30 aprile 2020 (cinque di queste ad alta probabilità di progressione), mentre 8 Regioni/PPAA sono
classificate a rischio alto per la presenza di molteplici allerte di resilienza e una per non aver raggiunto la soglia minima di qualità dei dati trasmessi all’ISS.

Diciannove Regioni/PPAA riportano almeno una allerta di resilienza. Sette Regioni/PPAA riportano molteplici allerte di resilienza.

La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (11% vs 10% la scorsa settimana). In diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39% vs 41%), e in lieve aumento la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (50% vs 49%). L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento.

Si conferma una fase epidemica acuta caratterizzata da una incidenza molto elevata, da una velocità di trasmissione (sia calcolata su casi sintomatici che su casi ricoverati in ospedale) in lieve diminuzione ma ancora al di sopra della soglia epidemica e da un aumento persistente nei tassi di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva.

In questa fase si ribadisce la necessità di continuare a rispettare le misure comportamentali individuali e collettive
previste/raccomandate, l’uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e ponendo attenzione alle situazioni di assembramento.

L’elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a mitigare l’impatto soprattutto clinico dell’epidemia.

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