Farmacisti tra diritti e tutele della professione. Al via il corso di formazione online

Cristiano Bonelli, UGL del settore Terziario: “Il corso si rivolge a tutti i farmacisti che rientrano in due contratti riconosciuti, sia Assofarm che Federfarma”

Roma, 15 Febbraio 2021

Un corso di formazione online rivolto ai farmacisti, il prossimo 21 febbraio, che ha l’obiettivo di affrontare una serie di temi che sono stati spesso evitati in passato, come i diritti e le tutele di questa professione“. A dirlo è Cristiano Bonelli, dirigente Ugl del settore Terziario, nel presentare la formazione in programma domenica prossima, alle ore 17, tramite la piattaforma Webex, organizzata dal sindacato Unione generale del Lavoro.

Il corso si rivolge a tutti i farmacisti che rientrano in due contratti riconosciuti, sia Assofarm che Federfarma. Quella che abbiamo organizzato e’ un’occasione di conoscenza e anche un modo per instaurare un rapporto con i farmacisti, che sono sempre meno seguiti dal punto di vista formativo: molti non conoscono le proprie tutele e i propri diritti. Com’è stato giusto, in questo anno di pandemia, infermieri e medici in prima linea sono stati immediatamente riconosciuti per il loro lavoro e sacrificio, e anzi li ringrazio moltissimo – spiega Bonellima non è stato riconosciuto affatto ai farmacisti, che pure hanno svolto un ruolo di lavoratori essenziali e presidi sul territorio. Sappiamo anche che molti di loro si sono ammalati e che soprattutto nei primi mesi dell’emergenza hanno fatto fronte alla richiesta di informazioni e certezze dei cittadini“.

I farmacisti però non sono equiparati ai sanitari e infatti, risponde Bonelli, “non è possibile che queste persone abbiano contratti così lontani dalle loro attività, è arrivato il momento, a partire da questo corso, per fare proposte concrete per il cambiamento di questi contratti“.

Quale sarà quindi uno dei principali aspetti che affronterete nel corso?Il riconoscimento di un ruolo sanitario: un farmacista non è un banchista, un semplice addetto al banco. Pensiamo alla domanda del cittadino che chiede un consiglio su un farmaco in ragione di un malessere. Ecco, una volta per tutte bisogna entrare nel merito del contratto e riconoscere ciò che è giusto ai farmacisti” conclude Bonelli.

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