Fumo da tabacco: quali sono i danni che provoca alla cavità orale?

La bocca è la prima parte del corpo che entra in contatto con il fumo da tabacco. Quali sono i danni che esso provoca al cavo orale? Ne parliamo con la professoressa Gianna Maria Nardi, presidente di ATASIO “Accademia Tecnologie nelle Scienze di Igiene Orale”.

Di Melania Sorbera

La bocca è una cavità delicata, il primo veicolo a contatto con l’aria, il primo veicolo a contatto con il cibo. Tra le varie patologie delle quali può essere oggetto quali sono i danni che il fumo provoca alla bocca? “Il fumo è responsabile di diverse patologie alla bocca e al cavo orale – spiega la professoressa Nardi tra queste le principali sono la parodontite, una malattia infiammatoria cronica caratterizzata dalla distruzione progressiva dei tessuti di sostegno del dente, con conseguente perdita dei denti stessi. L’altra possibile grave conseguenza è rappresentata dal cancro al cavo orale, che in Italia fa registrare circa 4 mila diagnosi ogni anno“. Quali sono, invece i danni che esso provoca ai denti? “La conseguenza principale per i denti è rappresentata dalla depigmentazione dei denti, molto più frequente nei fumatori. Il deposito sui denti e sui tessuti mucosi orali dei prodotti dalla combustione della sigaretta provoca infatti la melanosi da fumo, che colpisce circa il 20% dei fumatori, con una intensità che varia a seconda della quantità di sigarette e dall’abitudine al fumo“. La prevenzione è una delle armi più efficaci per ridurre le patologie del cavo orale, di cui soffrono circa 9 mila italiani ogni anno. Come prevenirle riducendo al minimo l’uso del tabacco?  “Sono numerosi gli strumenti di intervento possibili per ridurre il rischio derivato dal consumo di fumo – spiega la presidente di ATASIO – tra questi rientrano i percorsi pubblici rappresentati dai centri anti-fumo, le terapie cognitivo-comportamentali e anche quelle farmacologiche. Per chi non vuole smettere di fumare un aiuto arriva dai prodotti come la sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato che, operando in assenza di combustione, permettono la produzione di un vapore, con o senza nicotina, che soddisfa il consumatore abituale, e che, potenzialmente, comporta una minore esposizione a sostanze dannose. È anche compito dei professionisti che si occupano di odontoiatria aiutare e incoraggiare i pazienti nella loro battaglia contro il fumo, indicando le strategie possibili per migliorare la propria salute“.

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