Giovani e psichiatria: difficile prevedere quanto il Covid segnerà la loro vita

Covid e giovani: il trauma genera dissociazioni e compulsività. A luglio il corso dell'Associazione Viaggi Junghiani Analitici - Istituto di Ortofonologia

Roma, 25 maggio 2021

Covid e giovani. Sono due i fenomeni contrapposti emersi negli adolescenti di fronte allo stress e agli stimoli che ha provocano il cambio delle abitudini dettate dalla pandemia: “Da un lato una spinta verso la direzione psicologica del ‘puer’, cioè della ribellione, per cui le persone infrangono le regole con assembramenti e feste illegali, l’uso improprio o il rifiuto di mascherine e igienizzanti insieme al consumo spinto di alcolici, anche in una modalità esagerata superiore rispetto alle abitudini pre-Covid. Dall’altro, persone dominate dal complesso del ‘senex’, che si fanno iper prudenti, si isolano tra le loro quattro mura, che non escono nemmeno per una passeggiata. Sono estremi psicologici e di stili di comportamento presenti in ogni epoca ed è difficile, al momento, prevedere in quanto tempo potranno essere assorbite in un funzionamento rinormalizzato, o quanto diventeranno eventi che segneranno la vita e lo psichismo delle persone“. Parte da qui Carlo Melodia, psichiatra, psicoanalista e presidente dell’Associazione Viaggi Junghiani Analitici (Vja) di Padova, che ha promosso insieme all’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma il corso biennale dedicato proprio al riconoscimento e alla cura degli stati dissociativi su base traumatica. Il corso è partito lo scorso anno per tutti gli operatori della Salute, ma a luglio apre le porte alla seconda annualità indirizzata esclusivamente agli psicoterapeuti.

Qual è stata la richiesta dei corsisti della prima annualità?Il master cerca di strutturare un metodo di riconoscimento e di terapia quale elemento fondamentale di un lavoro fruttuoso con i pazienti. Vengono presentate anche metodiche corporee di rilassamento, di riflessione e integrazione psicocorporea – spiega Melodia utili per comprendere meglio il meccanismo con cui un trauma determina una dissociazione psichica e come si aiutano i pazienti a re-integrare le parti dissociate”. Nell’uso popolare la dissociazione psichica si confonde spesso con la schizofrenia, ma quest’ultima è invece una diagnosi che richiede criteri che spesso non si ritrovano. “La dissociazione indica una parte della psiche che lavora in background, completamente staccata dalle funzioni coscienti“.

Si parla di riduzione dello stato di coscienza, numbing o obnubilamento: “Dal punto vista emotivo c’è un raffreddamento generalizzato, i fenomeni emotivi vengono isolati in una parte nascosta del vissuto psichico (congelamento o freezing). Poi ci sono le fasi di assenza – spiega lo psichiatra – dove la persona si sente andare in uno stato semionirico e, dall’esterno, si percepisce che il bambino o l’adulto siano assenti. Se gli si parla appaiono distratti o assorti perché una parte della psiche usualmente dissociata sta prendendo il sopravvento e funziona non più in background ma dominando la ‘coscienza’. Nel frattempo l’Io funziona a un livello di coscienza più basso. Si assiste, quindi, a un fenomeno che può somigliare a quello del disturbo di personalità multipla, che è molto raro, ma negli stati dissociativi i fenomeni sono meno marcati“. Poi emergono i sintomi compulsivi: abuso di alcol, di droghe, di gioco d’azzardo, di sesso compulsivo e cibo. “Stiamo assistendo all’incremento dei disturbi alimentari – conferma Melodia – si stanno acutizzando molti fenomeni di anoressia, bulimia, obesità, quest’ultima esacerbata dall’idea che una nutrizione più frequente, ricca di grassi, abbondante, possa in qualche modo irrobustire e proteggere dall’infezione. Questa non è un’idea espressa apertamente – conclude l’esperto – lavora come sottofondo, a livello semi-conscio“.

I partecipanti del primo e del secondo anno del corso si incontreranno in due iniziative accreditate Ecm: due fine settimana intensivi a luglio e settembre sulle tecniche immaginative rivolte a entrambe le annualità. Il primo anno si concluderà a settembre e il secondo anno si aprirà a luglio. I 50 crediti che garantiranno la copertura di quelli richiesti dai regolamenti degli ordini professionali verranno garantiti dai due seminari di luglio e settembre, che verranno realizzati con modalità residenziali, qualora la pandemia, e le misure del suo contenimento dovessero permetterlo. Per informazioni:
https://www.ortofonologia.it/corso-biennale-ad-indirizzo-junghiano-riconoscimento-e-cura-degli-stati-dissociativi-nei-traumi-precoci/

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