Glaucoma: come si produce la degenerazione della vista?

In occasione della settimana mondiale del glaucoma l’IAPB Italia, “Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità”, ha organizzato diversi eventi in tutta Italia. A Siracusa, fino al 13 marzo, a piazza Leonardo Da Vinci, i volontari distribuiranno opuscoli per informare la cittadinanza sull’importanza della prevenzione.

Di Melania Sorbera

La settimana mondiale del glaucoma è un momento importante per la popolazione perché fa capire come la prevenzione se seguita è capace di allontanare lo spettro di malattie gravi come quella del glaucoma appunto. Questa patologia, che interessa il 3% della popolazione con più di 40 anni di età, è una malattia cronica degenerativa. Può colpire quasi sempre entrambi gli occhi e soprattutto, colpisce, il nervo ottico. Nella maggior parte dei casi il glaucoma è dovuto a un aumento della pressione interna dell’occhio che causa, nel tempo, danni permanenti alla vista che sono accompagnati da riduzione del campo visivo, quando si restringe lo spazio che l’occhio riesce a percepire senza muovere la testa oppure alterazione della “testa” del nervo ottico. Spesso una semplice visita oculistica serve a diagnosticare un glaucoma in fase iniziale o ancora non grave. È necessario, quindi, sottoporsi con regolarità a controlli oculistici, specialmente in presenza di fattori di rischio come l’età, dopo i quarant’anni e i casi di familiarità.

Come si forma il glaucoma in un occhio sano? Dentro l’occhio è presente un liquido, umore acqueo, che viene continuamente prodotto e riassorbito. Se il condotto che trasporta il liquido nel bulbo oculare è però ostruito si avrà un aumento di pressione all’interno del serbatoio e una maggiore pressione intraoculare. Se la pressione è troppo elevata, a lungo andare, la testa del nervo ottico che si trova nella zona centrale della retina si danneggia. Il nervo ottico si può paragonare a un cavo elettrico che contiene milioni di fili, con il compito di trasmettere l’immagine dalla retina al cervello. Ciascuno di essi trasporta le immagini relative a una parte del campo visivo: le traduzioni di questi segnali bioelettrici vanno a costituire l’immagine nella sua interezza. Tuttavia, l’aumento della pressione danneggia irreparabilmente i neuroni che trasportano il segnale bioelettrico. Chi è malato continua a vedere l’oggetto che fissa e progressivamente può perdere la visione laterale. Noi percepiamo un oggetto che fissiamo insieme a tutto ciò che lo circonda: l’area complessivamente percepita costituisce il campo visivo.

Se si ledono anche i “fili” che provengono da quella zona della retina con cui si fissano gli oggetti, detti macula, si riduce l’acuità visiva fino alla cecità completa. Dato che si tratta di danni irreversibili, è fondamentale evitare il glaucoma attraverso un’opportuna terapia.

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