Il singhiozzo: cause, durata e rimedi

Un disturbo che compare all’improvviso e sembra durare all’infinito. Almeno una volta nella vita colpisce tutti. Perché compare, quali sono le cause e soprattutto, come liberarsene?

di Melania Sorbera

Cos’è il singhiozzo? Un disturbo irritante che a volte sembra non finire mai. Eppure non è così banale perché la sua comparsa si deve ad un mal funzionamento meccanico. Un fenomeno involontario che avviene in seguito all’irritazione del nervo frenico, di quella parte del nervo frenico che si trova dentro il diaframma.

Ricordiamo che il diaframma è il muscolo che divide l’addome dal torace e che contraendosi è in grado di controllare la respirazione, si contrae durante l’inspirazione e si distende durante l’espirazione. Il nervo frenico ha proprio lo scopo di controllare le contrazioni del diaframma. Il suono fastidioso caratterizzato dal singhiozzo è dato dalla brusca chiusura della glottide, la valvola che si chiude ad ogni contrazione del diaframma. La glottide, inoltre, separa l’apparato respiratorio da quello digerente.

Oltre al nervo frenico, il singhiozzo coinvolge altri due centri del sistema nervoso, quelli che controllano la respirazione e l’ipotalamo, una parte del cervello non controllabile dalla volontà. Questo è il motivo per cui il singhiozzo si manifesta all’improvviso. Purtroppo però le cause per cui si verifica il singhiozzo sono sconosciute, tuttavia, vi sono alcune situazioni che possono facilitare la sua comparsa in qualsiasi momento della giornata. Queste sono: i fenomeni di emotività che possono compromettere la quantità di aria ingoiata. Se superiore al normale l’aria, infatti, può irritare il diaframma e quindi facilitare la comparsa del singhiozzo; un eccessivo consumo di alcolici, che possono danneggiare la mucosa gastrica, il tessuto di rivestimento dello stomaco, provocandone l’infiammazione e, indirettamente, irritare il diaframma; una veloce dilatazione dello stomaco dovuta alla rapida ingestione di cibo e bevande; dei bruschi sbalzi di temperatura che coinvolgono l’intero corpo oppure l’ingestione di una bevanda troppo calda o troppo fredda.

Nel caso in cui il singhiozzo non dovesse passare dopo qualche minuto ma essere particolarmente persistente, ore o giorni, questo potrebbe costituire un campanello di allarme per la diagnosi di patologie vere e proprie come, ad esempio: la pericardite, l’infiammazione del pericardio, la guina che riveste il cuore; la presenza di reflusso gastroesofageo o problemi di gastrite, l’infiammazione della mucosa gastrica che riveste le pareti interne dello stomaco; vi può essere infine, tra le cause, anche l’occlusione di un vaso sanguigno che nutre i centri nervosi.

Tra i rimedi consigliati, ve ne sono alcuni di tradizione popolare, oggi sempre validi: ad esempio rilassare il diaframma e trattenere l’aria per 10-25 secondi oppure ingerire velocemente acqua a piccoli sorsi o ingerire un cucchiaino d’aceto o di succo di limone. Negli attacchi gravi e persistenti oltre a rivolgersi al proprio medico o ad un Pronto soccorso si possono somministrare antispasmodici, rilassanti e sedativi.

Nei casi più gravi è necessario ricorrere a un intervento chirurgico per devitalizzare i nervi frenici. Qualche accortezza per prevenire il singhiozzo esiste. Non bisogna ingerire rapidamente né alimenti, né liquidi, occorre masticare bene il cibo prima di deglutire ed evitare alcolici o bevande troppo fredde o troppo calde.

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