La giornata mondiale sul tumore ovarico accende i riflettori sulla patologia: come prevenirla?

Anche Siracusa, attraverso la sede comunale colorata di verde ottanio, ha celebrato la “Giornata mondiale sul tumore ovarico”. Un’occasione per ricordare l’importanza della prevenzione.

Di Melania Sorbera

Secondo i dati riportati nel rapporto “I Numeri del Cancro in Italia, 2020” nel nostra Paese il tumore dell’ovaio colpisce circa 5 mila donne ogni anno. Quest’anno in Sicilia la  “Giornata mondiale sul tumore ovarico”, realizzata a cura dell’associazione ACTO SiciliaAlleanza Contro il Tumore Ovarico ONLUS, è stata celebrata in molte città. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia: “Aderiamo con convinzione alle iniziative che riguardano la salute perché siamo certi che la conoscenza delle malattie alimenta una vera cultura della prevenzione“. La prevenzione è importante ma da cosa ha origine questa patologia così poco conosciuta?

Il tumore dell’ovaio si sviluppa quando cambia la proliferazione delle cellule delle ovaie, il più delle volte si tratta delle cellule epiteliali, in altri casi sono coinvolte le cellule germinali e quelle stromali. Ricordiamo che le funzioni dell’ovaio sono due: produrre ormoni sessuali femminili, estrogeni e progesterone e produrre ovociti, le cellule riproduttive femminili. Tra i fattori di rischio per il cancro dell’ovaio, nella maggior parte dei casi c’è l’età, questo tumore, infatti, viene identificato tra i 50 e i 69 anni. Un buon modo per prevenire l’insorgenza della patologia è quello di prenotare una visita ginecologica, soprattutto a partire dai 50 anni. Non esistendo un programma di screening, il tumore all’ovaio può essere prevenuto tenendo in stretta considerazione anche i fattori di rischio.

Oltre all’età, è bene controllare: l’obesità, la lunghezza del periodo ovulatorio, la comparsa precoce del ciclo, una menopausa tardiva e in ultimo il fatto di non aver avuto figli. Di contro, l’aver avuto più figli, l’allattamento al seno e l’uso a lungo termine di contraccettivi estroprogestinici diminuiscono il rischio d’insorgenza del tumore rappresentando, quindi, fattori di protezione.

Esiste però un altro fattore di rischio importante: le mutazioni ereditarie nei geni BRCA1 e BRCA2. Secondo i dati dell’Esmo, la Società europea di oncologia medica, una percentuale compresa tra il 6 e il 25% circa dei tumori maligni dell’ovaio presenta una mutazione in questi geni.

Sono tre i potenziali campanelli d’allarme di cui tutte le donne dovrebbero tenere conto in quanto possibili indicatori, precoci della presenza del cancro alle ovaie: l’addome gonfio, il meteorismo, il bisogno frequente di urinare, il dolore addominale o pelvico, il sanguinamento vaginale, la stipsi o la diarrea e anche una sensazione di estrema stanchezza. E’ anche vero che si tratta di sintomi molto diffusi nella popolazione femminile per cui è importante non allarmarsi e ricordarsi che una visita ginecologica andrebbe fatta almeno ogni anno.

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