Con l’emergenza Covid-19, diagnosi e continuità terapeutica a rischio per chi soffre di malattie infiammatorie croniche, come psoriasi, artrite psoriasica e artrite reumatoide.
La piattaforma di telemedicina messa a disposizione da Amgen, ricca di funzionalità innovative, può integrare le prestazioni di specialistica ambulatoriale, con vere e proprie visite e consulti a distanza. Il punto di vista delle associazioni di pazienti ANMAR e APIAFCO.

Milano, 11 Febbraio 2021

Tra diagnosi mancate, interruzioni forzate delle cure, contatti problematici con il medico curante, i pazienti italiani affetti da malattie infiammatorie croniche stanno pagando un prezzo molto alto per l’emergenza Covid-19. L’impossibilità di spostarsi o la difficoltà di recarsi nelle strutture sanitarie mettono a rischio la salute di questi pazienti, rallentando l’accesso alle prime cure o pregiudicando la continuità terapeutica.

È una condizione che in Italia riguarda milioni di cittadini con patologie infiammatorie croniche, tra questi, quasi 2.500.000 le persone affette da psoriasi, il 30% dei quali anche con artrite psoriasica, e circa 350.000 pazienti con artrite reumatoide.1

L’urgenza di riequilibrare questa situazione, comune a gran parte delle malattie croniche, è ormai ampiamente riconosciuta e un grosso contributo in questo senso lo può dare la telemedicina: come la piattaforma ‘Ci vediamo da te’, sviluppata da Welmed in collaborazione con Amgen Italia e rivolta a medici e pazienti nell’area delle malattie infiammatorie.

La piattaforma è in grado di integrare a distanza le prestazioni di specialistica ambulatoriale ed è dotata di funzionalità di televisita e teleconsulto innovative, che consentono di far ‘spostare’ solo i dati clinici, non le persone, garantendo a queste ultime gli standard di assistenza, sicurezza e continuità terapeutica necessari.

“Con la difficoltà di accesso a visite e trattamenti dovuta alla pandemia, questo periodo è stato duro per i pazienti reumatici, ma almeno ha avuto il merito di stimolare la messa a punto di nuove soluzioni terapeutico-organizzative”, dichiara Silvia Tonolo, Presidente ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici. “Le piattaforme di telemedicina sono oggi indispensabili per garantire, in periodi di emergenza come quello attuale, la cura a pazienti impossibilitati a spostarsi e  prefigurano anche un modello assistenziale innovativo e promettente nel quale paziente, medico curante e specialista reumatologo possono interagire a distanza, ma con continuità e in totale sicurezza, in modo molto efficace”.

Nell’ambito delle malattie infiammatorie, dove ‘Ci vediamo da te’ parte come progetto pilota, si sta già registrando la positiva esperienza di PsoPoint, un efficace servizio di teleconsulto che Amgen mette a disposizione delle persone affette da psoriasi, grazie al quale è possibile un dialogo costante paziente e dermatologo. 

La continuità del rapporto con il medico è un fattore decisivo per garantire al paziente cronico un percorso terapeutico efficace e la telemedicina può contribuire notevolmente a salvaguardarla” sottolinea Valeria Corazza, Presidente APIAFCO, Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza. “Nella gestione di malattie infiammatorie croniche, come la psoriasi, strumenti evoluti di medicina a distanza consentono al medico di monitorare sia l’evoluzione della patologia sia l’effettiva aderenza alla terapia da parte del paziente, e allo stesso tempo rassicurano il paziente stesso, consolidando la sua determinazione a proseguire correttamente nelle cure.”

‘Ci vediamo da te’ garantisce i controlli periodici ai pazienti affetti da patologie infiammatorie, mettendo gli operatori sanitari in condizione di scambiare prescrizioni, referti, diagnostica e piani terapeutici, nonché di pianificare in modo efficace le visite in presenza.

Uno degli aspetti più innovativi e qualificanti della piattaforma è la possibilità offerta al medico di effettuare vere e proprie televisite e consulti, nonché di avvalersi del confronto multidisciplinare tra professionisti della salute, spesso fondamentale nella cura del malato complesso.

Attraverso la televisita, il medico ha la possibilità di vedere direttamente il suo paziente, interagendo e conversando con lui, nonché visionare tutta la documentazione clinica, comprese le immagini radiologiche, ed emettere, al termine della visita, referti e prescrizioni firmate elettronicamente.

La nuova piattaforma di telemedicina vuole essere innanzitutto una risposta alle urgenze dei pazienti affetti da patologie infiammatorie, e delinea anche un tipo di approccio alla gestione delle terapie che è destinato senz’altro a svilupparsi in futuro” dichiara Soren Giese, Presidente e Amministratore Delegato Amgen Italia. “L’emergenza Covid ha anche accelerato la ricerca e la sperimentazione di modalità nuove di assistenza e di cura sostenibili e ‘a prova di emergenza’ che, soprattutto nell’area delle cronicità, possono fare affidamento sulle grandi potenzialità del digitale. Amgen, col suo impegno nei confronti di pazienti e medici, vuole essere in prima linea nello sviluppo di queste nuove soluzioni, collaborando al loro sviluppo insieme a tutti gli interlocutori coinvolti, dalle associazioni di pazienti alle istituzioni sanitarie”.

‘Ci vediamo da te’ è accessibile da qualsiasi dispositivo, pc, smartphone o tablet, e non richiede nessuna installazione né integrazioni con i sistemi informatici della struttura che eroga le prestazioni sanitarie. Il medico che sceglie di aderire al servizio informa il paziente e lo invita ad accedere alla piattaforma.

La gestione di dati e informazioni in ‘Ci vediamo da te’ avviene in totale sicurezza e nel pieno rispetto della privacy: la piattaforma è accessibile esclusivamente a medici e pazienti, grazie a credenziali di autenticazione, secondo le norme della privacy e nel rispetto del regolamento GDPR.

La piattaforma di medicina a distanza “Welconnected – Ci Vediamo Da Te” realizzata da Welmed in collaborazione con Amgen Italia è valida per la gestione di pazienti affetti da diverse patologie, croniche e non solo. Tutte, sia pure in diversa misura, hanno subìto negli scorsi mesi gli effetti del distanziamento sociale e del timore del contagio e continuano a risentirne.

È del resto una situazione non solo italiana. Da una survey dell’OMS1 relativa all’impatto del Covid-19 sui sistemi sanitari nazionali di 105 Paesi (USA esclusi) risulta che in media si sono registrate interruzioni del 69% nella diagnosi e nel trattamento delle malattie non trasmissibili, e del 55% nelle diagnosi e trattamenti oncologici.

I riflessi della pandemia sull’organizzazione dei servizi sanitari e la loro capacità di erogare le normali prestazioni che dovrebbero essere garantite ai cittadini è stato dunque significativo. Ecco che piattaforme innovative come ‘Ci Vediamo da te’ possono contribuire alla presa in carico dei pazienti.


1 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=1072. Dati aggiornati al 29 maggio 2013.

https://www.who.int/publications/i/item/WHO-2019-nCoV-EHS_continuity-survey-2020.1


Amgen

Amgen è impegnata a esplorare il potenziale della biologia a beneficio di pazienti affetti da patologie gravi, ricercando, sviluppando e rendendo disponibili terapie biotecnologiche innovative, che migliorano sensibilmente la prospettiva e la qualità di vita. Questo approccio parte dall’uso di strumenti quali la genetica avanzata per indagare la complessità delle patologie e comprendere le basi della biologia umana.

Opera in aree terapeutiche dal bisogno medico fortemente insoddisfatto, quali oncologia, ematologia, cardiovascolare, malattie osteoarticolari, malattie infiammatorie e nefrologia.

Con una pipeline di farmaci dal potenziale altamente innovativo, Amgen destina alle attività di ricerca e sviluppo risorse finanziarie consistenti.

Pioniera delle biotecnologie da quarant’anni, Amgen opera in oltre cento Paesi con oltre ventimila collaboratori. In Italia, è presente dal 1990; oggi conta oltre 300 collaboratori. Per maggiori informazioni visita il sito www.amgen.it

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