Obesità: una “Chiave di svolta” contro lo stigma sociale

Presentato il progetto fotografico “Chiave di svolta” – Storie e percorsi di persone con obesità”, realizzato da Stefano Barattini per Amici Obesi Onlus, con il contributo non condizionato di Novo Nordisk all’interno del progetto internazionale Changing ObesityTM.
Il libro raccoglie diverse testimonianze di persone con obesità ed è dedicato alla indimenticabile figura di Marina Biglia, presidente di Amici Obesi Onlus per 10 anni.

Milano, 11 giugno 2021

Tutti ti guardano e si permettono di giudicarti, come se fossimo dei fenomeni da circo”, “L’obesità mi aveva privato di troppe cose”, “Ho subito purtroppo tanti episodi di bullismo”, “Che senso ha avere vinto tutte le battaglie professionali e altre se poi perdi quella che è la più importante per la tua vita”, “Ho imparato a rispettare prima di tutto me stesso ma soprattutto a farmi rispettare”, “Il cibo dev’essere un compagno di vita ma non deve diventare lo scopo della nostra vita”, queste alcune delle testimonianze raccolte da Daniela Consonni per Amici Obesi Onlus nel libro fotografico “Chiave di svolta” – Storie e percorsi di persone con obesità”, che verrà presentato oggi pomeriggio in un evento live streaming, realizzato da Amici Obesi Onlus con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, all’interno del progetto internazionale Changing ObesityTM

Il progetto fotografico è stato realizzato da Stefano Barattini per Amici Obesi Onlus che spiega nell’introduzione del libro che “la capacità della fotografia di essere un ponte tra le proprie immagini interiori e gli aspetti cognitivi più razionali, permette di fare emergere anche i contenuti di cui siamo meno consapevoli e possono essere utilizzate in modo efficace per sensibilizzare e contrastare pregiudizi ed esclusione sociale”. Il libro dedicato alla figura di Marina Biglia, presidente di Amici Obesi Onlus da ottobre 2008 a dicembre 2018, raccoglie diverse testimonianze di persone con obesità che Iris Zani, Presidente di Amici Obesi Onlus, ringrazia perché “ci hanno messo la faccia e hanno raccontato frammenti della propria vita, talvolta anche intimi e profondi per aiutare altre persone con problemi di peso che si trovano nella stessa situazione, nella speranza che possano trarne conforto e stimolo per un cambiamento e una rinascita”. «Dedichiamo questo libro alla memoria di Marina Biglia, a lungo presidente di Amici Obesi Onlus, che si è sempre distinta negli anni per la sua continua ricerca del contatto umano con i pazienti e impegnata per rompere il silenzio sull’obesità e cercare di sfatare i pregiudizi sociali, mandando al contempo messaggi positivi», dice Zani.

«Uno scatto, una posa, un prima in bianco e nero e un dopo a colori. Tutti elementi che parlano del modo interiore di una persona che ha subito le maree emotive legate all’obesità», sottolinea Emanuela Paone, Psicologa e Psicoterapeuta, Sapienza Università, Roma. «Un silenzio rotto solo dalla fame prima, il desiderio di cambiamento durante e il benessere legato alla cura di questa condizione, sono rappresentati dai colori vivaci, che spiccano dalle foto, accompagnati da sorrisi e da sguardi nitidi e autentici. Un libro di rottura, che avvicina il lettore alla comprensione dell’obesità e delle storie che si celano dietro la maschera. Il supporto psicologico, spesso negato e sottostimato, aiuta nella lotta ai pregiudizi e allo stigma facilitando l’emergere dei colori che ogni obeso cela sotto una coltre di bianco e nero».

«Lo stigma sull’obesità, ovvero la disapprovazione sociale, è una delle cause, che attraverso stereotipi, linguaggi e immagini inadatte, finiscono per ritrarre l’obesità in modo impreciso e negativo. L’opinione pubblica ed anche parte del mondo medico hanno una visione superficiale del problema», spiega Andrea Lenzi, Coordinatore Italia dell’Obesity Policy Engagement Network (OPEN) e Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, «Questo progetto fotografico pone l’accento sulla chiave di (s)volta che le persone che convivono quotidianamente con l’obesità debbono avere, raccontando la loro storia attraverso la fotografia come percorso per conoscere meglio se stessi, abbattendo quei diaframmi culturali e di percezione collettiva sull’obesità», conclude.

«Le immagini più spesso riprodotte tendono a ritrarre le persone obese come persone golose, deboli, pigre, non attraenti, quasi asessuali, rinforzando l’idea diffusa che la perdita di peso e la magrezza rappresentino una via semplice e in un qualche modo indispensabile per raggiungere virtù, salute e successo. In una società votata all’efficienza apparente non c’è posto per le taglie forti, è come se nel mondo moderno non vi fosse spazio relazionale per la persona con obesità. In questo volume, invece, la foto vuole essere il mezzo per far meglio comprendere il problema a chi guarda e far capire quanto difficile sia stato il percorso della persona raccontata attraverso gli scatti; con il fine ultimo di far capire che l’obesità è una malattia e come tale va trattata, senza discriminare e colpevolizzare le persone che ne sono affette», commenta Giuseppe Fatati, Presidente Italian Obesity Network – IO-NET.

«Novo Nordisk attraverso il programma internazionale Changing ObesityTM, si impegna a rendere l’obesità una priorità sanitaria. Da diversi anni lavoriamo su diversi fronti per garantire l’accesso a cure alle persone con obesità e migliorare la loro vita cambiando il modo in cui il mondo vede e racconta questa malattia cronica, obiettivi che ci accomunano ad Amici Obesi Onlus e a questo importante progetto fotografico» conclude Federico Serra, Government Affairs & External Relations Director Novo Nordisk Italia.

Il libro “Chiave di svolta” – Storie e percorsi di persone con obesità” è scaricabile qui.

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