Omicron e medici di famiglia, stilato un documento guida: “Visite a studio o a casa solo se necessario”

Le indicazioni sono contenute in un documento stilato dalla Simg pubblicato nel sito web della società

Bisogna frequentare gli studi medicisolo per reali necessità non differibili e evitando affollamenti in sala di attesa“.

Lo segnala la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) che ha stilato un documento e composto un’utile infografica – entrambi pubblicati sul sito web ufficiale della società – contenente alcune indicazioni utili, come quella, in caso di sintomi anche lievi che possano far pensare al Covid, di “isolarsi e contattare tempestivamente il proprio medico, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa personale“.

A fronte dei dati di contagio in aumento, anche grazie alla forza infettiva della variante Omicron, secondo la Simg, “vi è una corsa al tampone in tutte le regioni, senza che vi sia sempre un’offerta corrispondente; il tracciamento è saltato; chi ha avuto l’infezione da variante delta può essere reinfettato da omicron, i cui tempi di incubazione sono ancora incerti, forse inferiori alle varianti precedenti. I vaccini restano la migliore arma di difesa, purché con tre dosi“.

Permanenza in sala d’attesa non oltre il quarto d’ora

L’accesso agli studi dei medici generici deve essere programmato, la distanza in sala d’attesa tra ogni individuo deve essere superiore a 2 metri e la permanenza non deve superare i 15 minuti. Ogni paziente che accede allo studio deve essere trattato sempre come caso sospetto e si dovrà effettuare un’indagine sui contatti degli ultimi giorni. I medici devono gestire i pazienti con sintomi sospetti da Covid-19 “a distanza nei limiti del possibile“. In attesa di approvazione da parte delle autorità competenti di nuovi antivirali, i medici di famiglia, conclude la Simg, “hanno un ruolo fondamentale “anche nell’indirizzare i pazienti vulnerabili alla somministrazione degli anticorpi monoclonali, unico strumento terapeutico oggi a disposizione“.

Come gestire le visite domestiche dei medici di famiglia

Nel documento si legge che la visita a domicilio del medico di famiglia ai pazienti sospetti o confermati di essere stati infettati da COVID-19, dovrebbe  essere “gestita a distanza (telefono, videochiamata) ai pazienti con sintomi sospetti (febbre anche lieve, raffreddore, sintomi simil-influenzali, tosse, malessere generale, mancanza d’aria, dolori muscolari, cefalea, faringodinia, alterazione di gusto e olfatto, sintomi gastroenterici) indipendentemente dalla anamnesi positiva per contatto stretto”.

In caso di necessità, si legge ancora nel documento, in base al protrarsi dei sintomi, ai dati derivanti dalla rilevazione in remoto dei parametri, alla situazione generale del paziente per età e/o comorbidità, e alla indisponibilità di servizio USCA dedicato, l’invito della Simg ai medici, è di “eseguire visita domiciliare adottando scrupolosamente le misure precauzionali: indossare tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherina FFP2/FFP3, guanti, occhialini, camice monouso)”.

RMDN

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