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Parte la Sicilian Cardiovascular Academy: il nuovo modello di Cardiologia

Nasce un nuovo progetto di rete tra le unità operative di cardiologia della Sicilia. Dal 9 all’11 maggio ad Aci Castello (Catania) si tiene  il primo appuntamento con oltre 300 specialisti. Al centro dell’analisi innovazione, sostenibilità e accesso alle cure verranno affrontati con il contributo di clinici, economisti e giuristi.

Parte dalla Sicilia orientale un nuovo progetto di messa in rete delle competenze e delle risorse disponibili. La “Sicilian Cardiovascular Academy” vuole offrire a ogni paziente la migliore prestazione possibile con la tecnologia esistente e le risorse disponibili, e allo stesso tempo intende favorire la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario (clinico, chirurgico, inferimieristico) sulle rapide evoluzioni del sistema. Questi risultati saranno raggiungibili solo con la messa in rete delle diverse realtà ospedaliere e con l’uniformità dei servizi sul territorio siciliano: questi processi sono stati avviati dalle quattro Unità Operative di Cardiologia della Sicilia orientale (Ragusa, Siracusa, Catania, Messina), che puntano a interagire anche con tutto il territorio regionale. La presentazione dell’Academy si terrà dal 9 all’11 maggio ad Aci Castello (Catania) presso il Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center.

LA CARDIOLOGIA OGGI, TRA NUOVE TECNOLOGIE E RISORSE LIMITATE

In questi mesi, la cardiologia sta attraversando una fase di cambiamento rivoluzionario con lo sviluppo della tecnologia e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, che stanno cambiando i paradigmi di diagnosi e trattamento del paziente; parallelamente, però, non sempre l’assistenza sanitaria è ben strutturata, mentre le risorse, sia in termini economici che di personale, restano limitate. In questo contesto inedito, i benefici per il paziente scaturiscono dal corretto e armonico utilizzo delle risorse a disposizione del cardiologo.

Antonino Nicosia

Per poter erogare la prestazione sanitaria opportuna, nel luogo e nei tempi corretti, dobbiamo realizzare un nuovo sistema di cura – spiega Antonino Nicosia, Direttore Dipartimento Cardio-Neuro-Vascolare, ASP Ragusa –. Ciò non significa edificare in ogni località un centro ospedaliero completo di ogni strumento, ma servono percorsi interconnessi che offrano al paziente il trattamento adatto, indipendentemente da dove questi si trova e considerando l’attuale limitatezza di risorse: se manca uno strumento in una cardiologia, si procede a un teleconsulto tra tutte le unità e il paziente viene analizzato dai vari specialisti coinvolti. Per questo è necessario un dialogo costante che generi una rete di assistenza. L’Academy si propone proprio di coinvolgere in un network tutti i cardiologi dell’Isola, di fare rete per crescere insieme, per poi formare anche i pazienti”.

“SICILIAN CARDIOVASCULAR ACADEMY”: DUE APPUNTAMENTI IN PRESENZA E DUE ONLINE

Responsabili Scientifici della Sicilian Cardiovascular Academy sono i Direttori delle quattro Unità di Cardiologia della Sicilia orientale: Marco Contarini, Direttore del Dipartimento di Emergenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa e Direttore della Cardiologia del PO Umberto I di Siracusa; Antonio Micari, Professore Ordinario di Cardiologia presso Università di Messina, Direttore Cardiologia Invasiva; Antonino Nicosia, Direttore Dipartimento Cardio-Neuro-Vascolare, Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa; Corrado Tamburino, Professore Ordinario di Cardiologia Università di Catania, Direttore U.O.C. Cardiologia AOU Policlinico “G. Rodolico – S. Marco”.

Corrado Tamburino

Il primo appuntamento del 9-11 maggio, intitolato “Sfide e prospettive”, vedrà la partecipazione di 300 fra clinici e infermieri di tutta la regione. Alla cerimonia inaugurale, organizzata con l’associazione “Amici dell’Università di Catania”, parteciperanno anche gli economisti Massimo Ponzellini ed Elita Schillaci e costituzionalisti come la Prof.ssa Ida Nicotra, che daranno il proprio contributo sui temi dell’innovazione, della sostenibilità e dell’accesso alle cure. “Il confronto tra la prospettiva “clinica”, le reali esigenze socio-economiche e gli interlocutori politico-istituzionali regionali e nazionali – spiega Corrado Tamburino, Direttore Dipartimento di Cardiologia, Università di Catania – è il punto di partenza per costruire un modello di Sanità che risponda con efficacia ai bisogni clinico-assistenziali”.  Ad aprire i lavori vi sarà il Rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo; saranno presenti anche i rappresentanti delle istituzioni regionali. A moderare il giornalista scientifico Daniel Della Seta.

Il secondo incontro si terrà a giugno nel siracusano e affronterà la problematica della gestione “sicura” dei farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, mentre il terzo, a ottobre, si occuperà dell’efficacia delle nuovi potenti armi farmacologiche per ridurre il rischio cardiovascolare residuo. Si svolgeranno poi due eventi in streaming dalle diverse sale operatorie, durante le quali verranno eseguiti interventi di elettrostimolazione, di interventistica strutturale, di elettrofisiologica, che saranno discussi in collegamento con gli specialisti competenti.

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