Pneumologia neonatale: gruppo di studio SIN – Fondazione MBBM

Corso per formatori in tecniche e tecnologie per l’assistenza respiratoria neonatale

Milano, 28 Maggio 2019

Al via il corso per formatori in tecniche e tecnologie per l’assistenza respiratoria neonatale organizzato dal gruppo di studio di Pneumologia neonatale della Società Italiana di Neonatologia (SIN) in collaborazione con il Laboratorio di tecnologie biomediche per la respirazione del Politecnico di Milano. Il primo appuntamento si terrà dal 28 al 30 maggio.

Il progetto è stato proposto alla Società Italiana di Neonatologia (SIN) dal reparto di Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM) che da anni collabora con il dipartimento di biotecnologie del Politecnico di Milano per attività di ricerca e formazione.

L’obiettivo è formare medici neonatologi su tutto il territorio nazionale, nel comprendere come funzionano, sul piano hardware e software, le macchine che si usano per trattare i neonati con problemi respiratori, che costituiscono la maggioranza dei pazienti che vengono ricoverati nelle terapie intensive neonatali.

Gli incontri si svolgono nelle aule del Politecnico dove verranno analizzate le diverse componenti delle macchine e attraverso modelli semplici verranno simulate le caratteristiche del sistema respiratorio.

 

NEONATOLOGIA E TERAPIA INTENSIVA NEONATALE

La Neonatologia-Terapia Intensiva Neonatale, con la Clinica pediatrica e la Clinica ostetrica, fa parte dell’area materno-infantile gestita dalla Fondazione Monza Brianza per il Bambino e la sua Mamma all’interno dell’Ospedale San Gerardo di Monza.

Inaugurata nel 1972, è stata una delle prime neonatologie italiane e, sin dalla nascita si è caratterizzata per una particolare sensibilità nei confronti della umanizzazione delle cure: particolare attenzione è stata rivolta alla cura del neonato con l’obiettivo di assisterlo all’interno del contesto familiare.

Nel 1982 grazie ad una convenzione con l’Università Milano Bicocca, l’Ospedale di Monza diventa ospedale di insegnamento. La prima struttura universitaria ad insediarsi, la Clinica ostetrica – ginecologica, cambia radicalmente la vita della Neonatologia. La stretta interazione tra le due strutture e la loro crescita contemporanea, sia per quantità che per qualità delle prestazioni, le ha trasformate in centri di riferimento per la cura della gravidanza patologica e del neonato critico per una vasta zona della Lombardia.

Oggi è l’unico centro nascita della città ed è centro di riferimento per il neonato a rischio per l’intera Brianza. Ogni anno, infatti, nascono presso l’unità operativa mediamente 3.000 bambini. Di questi, circa il 10% necessita il trasferimento presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale per ricevere cure o monitoraggio intensivo. I grandi prematuri, nati con un peso inferiore ai 1.500 grammi, sono circa 80 ogni anno, di cui 30 pesano meno di un chilo.

La Neonatologia della Fondazione MBBM si è sempre caratterizzata per possedere una dotazione tecnologica di eccellenza, dove vengono erogate la quasi totalità delle tecniche di life-support neonatali.

Dal 2002 la documentazione clinica e radiologica è digitale: la cartella clinica cartacea è stata sostituita da quella elettronica che gestisce completamente la storia clinica dei piccoli pazienti dall’ingresso alla dimissione ed oltre. Questo sistema digitale ha permesso alla TIN di Monza di essere la prima in Italia ad essere paperless e filmless. Recentemente, con la ristrutturazione del reparto (marzo 2017) la trasmissione degli allarmi dei monitor e degli strumenti medicali (pompe di infusione, ventilatori per la respirazione) avviene via web e arriva direttamente agli smartphone del personale in servizio.

La Terapia Intensiva Neonatale è inserita nel database internazionale Vermont Oxford Network, che comprende le più importanti neonatologie europee e mondiali e che mette a confronto la qualità e gli esiti delle cure ai piccoli sotto i 1.500 grammi, consentendo un continuo aggiornamento e un livello massimo di eccellenza.

La Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) è composta da:

  • Terapia Intensiva Neonatale: 12 stanze unifamiliari (single family rooms) di circa 24 mq, oltre a una stanza per l’isolamento dei pazienti con patologia infettiva. La struttura si completa con una stanza tecnologica per la cura dei pazienti ipercritici e dove vengono svolte procedure diagnostiche e terapeutiche delicate fino agli interventi chirurgici in caso di pazienti non trasportabili
  • Neonatologia: 14 stanze unifamiliari per un totale di 16 posti letto in quanto due stanze doppie possono accogliere due gemelli
  • Nido: dove soggiornano i neonati fisiologici o con minima patologia. Questo reparto è gestito in stretta collaborazione con il personale ostetrico, applicando la tecnica del rooming-in 24 ore al giorno (il neonato soggiorna accanto al letto della mamma per tutta la giornata se la madre lo desidera)
  • Isola neonatale: situata in prossimità della sala parto
  • Pronto soccorso pediatrico
  • Ambulatorio di sostegno per l’allattamento al seno
  • Laboratorio di fisiopatologia respiratoria

LE SINGLE FAMILY ROOMS

La struttura della Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione MBBM è organizzata in single family rooms: un modello innovativo, unico in Italia, con 16 posti letto per le cure intermedie e 12 posti letto di terapia intensiva neonatale. All’interno di ciascuna stanza, oltre alla postazione per il neonato è presente un letto per consentire ad uno dei genitori di rimanere con il bambino. L’intento è quello di coinvolgere nelle cure la famiglia e non separare il neonato dalla mamma o dal papà anche nei momenti di maggiore gravità della malattia.

In sintonia con la single family room, il reparto ha adottato il sistema del rooming-in: si applica al Nido e consiste nella possibilità per la mamma di stare con il neonato 24 ore su 24. Ne trae beneficio l’allattamento ed il bonding, termine che identifica l’attaccamento affettivo tra madre e bambino. La percentuale di donne che allattano al seno al momento delle dimissioni è pari al 95%.

L’ISOLA NEONATALE

L’isola neonatale è un’area di circa 15mq dedicata all’assistenza speciale e l’eventuale rianimazione del neonato, situata tra l’area del parto e il blocco operatorio. Dispone di tutte le apparecchiature necessarie al primo soccorso, al controllo più intensivo e alla stabilizzazione del bambino appena nato. Le tre postazioni sono sempre pronte ad accogliere i neonati in difficoltà e con bisogni assistenziali maggiori e complessi.

L’isola neonatale è l’ambiente idoneo per favorire l’adattamento feto-neonatale, la stabilità termica, respiratoria, cardiocircolatoria e metabolica, così come fornire il monitoraggio e l’osservazione continuativa del neonato in difficoltà o con fattori di rischio rilevanti. È attrezzata di apparecchiature necessarie per:

  • riscaldare e posizionare il neonato: lettino di rianimazione ben illuminato, con sorgente di calore regolabile, sonda termica e timer
  • aspirare le prime vie respiratorie: cateteri raccordabili ad un aspiratore a pressione negativa regolabile
  • sostenere la respirazione: erogatori di gas medicali centralizzati, umidificati e riscaldati, dispositivi per la ventilazione manuale o automatica con mascherine, cannule nasali e cannule tracheali, laringoscopi ed altro materiale utile per la esecuzione della intubazione tracheale
  • stabilizzare l’attività cardio-circolatoria e metabolica mediante farmaci e soluzioni infusionali, previa cateterizzazione di vasi venosi profondi e arteriosi
  • monitorare le cure: monitor cardiorespiratorio, rilevatore della pressione arteriosa e saturimetro per misurare il grado di ossigenazione; ‘Point of Care’, un apparecchio di laboratorio per l’esecuzione di esami urgenti.

IL SISTEMA DI TRASPORTO NEONATALE (STEN)

Il Sistema di Trasporto in Emergenza Neonatale (STEN) è un servizio che la Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione svolge dagli anni ‘90. Analogo al sistema di pronto intervento, interviene nell’evenienza di un parto potenzialmente problematico (ad esempio parto prematuro) in un ospedale periferico. Viene inviato un centro mobile di rianimazione appositamente attrezzato, con a bordo medico ed infermiera addestrati alle emergenze neonatali.

IL LABORATORIO DI FISIOPATOLOGIA RESPIRATORIA

Il laboratorio di fisiopatologia respiratoria è gestito assieme al Politecnico di Milano, Dipartimento di Bioingegneria, ed ha consentito di approfondire i temi ventilatori che tanto sono importanti nella vita di un Neonatologo.

La ricerca in campo della pneumologia neonatale è un fiore all’occhiello della Neonatologia e l’attività di ricerca è documentata da un’ampia produzione scientifica pubblicata su riviste nazionali e internazionali di elevato impatto.

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