Pressione arteriosa, attenzione a non trascurare i valori borderline. Integrazione alimentare per contrastare l’ipertensione

Un Documento di consenso della Società Europea dell’Ipertensione (ESH) conferma i benefici di un’integrazione a base di nutrienti/componenti di origine naturale dall’efficacia clinica dimostrata per tenere sotto controllo dislivelli pressori moderati (pressione normale-alta), senza ricorrere a un approccio di tipo farmacologico [1].
Per ogni 2mm di riduzione della pressione sistolica nella popolazione generale è possibile ottenere una riduzione del 7% dell’incidenza di cardiopatia ischemica e del 10% dell’incidenza di ictus [2].

Milano, 1 luglio 2020

In Italia una persona su 3 ha livelli di pressione non ottimale che mettono in pericolo la salute del cuore e delle arterie. L’ipertensione arteriosa è infatti tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus, scompenso cardiaco), che costituiscono la prima causa si morte nel nostro Paese con 240mila decessi ogni anno. Quello che però spesso si sottovaluta è l’esistenza di un’anticamera dell’ipertensione, la cosiddetta pressione normale-alta o pre-ipertensione, che si manifesta con valori a ridosso di quelli patologici, sulla quale è opportuno intervenire tempestivamente per evitare che negli anni si trasformi in ‘vera’ ipertensione. La buona notizia è questa condizione può essere tenuta sotto controllo con strategie di intervento non farmacologiche, grazie alla recente disponibilità di nuovi integratori alimentari specifici, da utilizzare sempre in abbinamento a modifiche dello stile di vita.

Un recente Documento di consenso della Società Europea dell’Ipertensione (ESH), pubblicato sul Journal of Hypertension [2], ha infatti confermato che nei soggetti con livelli pressori borderline (compresi tra 130/139 mmHg per la massima e 85/89 mmHg per la minima), è raccomandato l’utilizzo di alimenti funzionali, prodotti nutraceutici e componenti di origine naturale che si sono dimostrati efficaci nel controllo della pressione arteriosa in studi clinici randomizzati e controllati. Il paper ribadisce quanto già affermato dalle Linee Guida ESH/ESC [3] circa la possibilità di ricorrere a un approccio non farmacologico in presenza di dislivelli pressori moderati (valori normali di pressione arteriosa sono considerati sistolica < 140 mmHg e diastolica < 90 mmHg).

Su questi temi si è confrontato un board di esperti in cardiologia e nutraceutica durante il webinar “FIRST, un primo approccio naturale contro i primi segnali di ipertensione”, organizzato da Neopharmed Gentili, azienda farmaceutica italiana specializzata nel trattamento delle principali patologie cardio-metaboliche.

Gli esperti hanno sottolineato l’importanza di non trascurare i primi segnali dell’ipertensione, ricordando che il rischio di morte per malattia cardiovascolare è direttamente proporzionale all’aumento dei livelli di pressione arteriosa, già a partire da valori di 115 mmHg sistolici e 75 mmHg diastolici.

Gli integratori alimentari sono prodotti efficaci e sicuri, in particolare nelle condizioni di cosiddetta pressione normale-alta. Esiste un’ampia letteratura scientifica a supporto dell’efficacia clinica di formulazioni naturali che combinano elementi in grado di modulare i livelli di pressione arteriosa”, spiega il Prof. Arrigo Cicero, Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINut) – Magnesio, ortosifon, biancospino e ibisco sono tra i principali componenti con efficacia dimostrata nel contrastare i primi segnali dell’ipertensione. I meccanismi d’azione di queste sostanze sono per lo più correlati al ripristino dell’omeostasi vascolare (miglioramento della funzionalità endoteliale), con il vantaggio di non avere effetti collaterali ipotensivanti e risultando sicuri anche se utilizzati in soggetti fragili”.

Questi nutrienti hanno dimostrato di ridurre i valori di pressione arteriosa in media dai 2 ai 5 mm, con un impatto diretto sulla prevenzione del rischio cardiovascolare associato all’ipertensione. “È stato osservato – continua il Prof. Cicero – che per ogni 2mm di riduzione della pressione sistolica nella popolazione generale è possibile ottenere una riduzione del 7% dell’incidenza di cardiopatia ischemica e del 10% dell’incidenza di ictus”.

Ognuno dei nutrienti attivi sulla pressione arteriosa ha un meccanismo d’azione principale e almeno uno ancillare additivo: il biancospino è un ACE-inibitore e presenta proprietà rilassanti, il magnesio ha un effetto rilassante e in parte anche vasodilatatore, l’ortosifon è diuretico ed ha un’azione secondaria ACE-inibitore, l’ibisco è infine un antiossidante, cui si associa anche un’azione additiva vasodilatatrice.

Come già ampiamente dimostrato nel caso dell’ipercolesterolemia, oggi gli integratori alimentari rappresentano un’arma in più a disposizione degli specialisti anche per la riduzione del rischio cardiovascolare correlato alle prime manifestazioni di ipertensione arteriosa”, conclude il Prof. Cicero.


Riferimenti bibliografici

1 Nutraceuticals and blood pressure control: a European Society of Hypertension position document. J Hypertens. 2020 May;38(5):799-812. doi: 10.1097/HJH.0000000000002353.

2 Lewington et al. Lancet. 2002;360:1903-1913.

3 2018 Practice Guidelines for the management of arterial hypertension of the European Society of Hypertension and the European Society of Cardiology: ESH/ESC Task Force for the Management of Arterial Hypertension. J Hypertens 2018; 36:2284–2309.

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