Psichiatria, depressione: in arrivo il farmaco salva-vita

Il farmaco salva-vita è stato approvato dalla FDA ed è in attesa dell’approvazione dell’EMA. Arriverà a breve anche in Italia con il via libera anche dall’AIFA.
Si tratta un derivato della Ketamina che, modificato e formulato appositamente, induce effetti antidepressivi in tempi rapidi: al contrario degli antidepressivi che necessitano di una finestra di circa due settimane per dare i primi riscontri.
La formulazione endovenosa e quella intranasale hanno effetto nel giro di poche ore: ecco perché, se usato tempestivamente, dal momento che previene idee suicidarie, lo possiamo definire un farmaco salva-vita per chi soffre di depressione.

Milano, 3 Dicembre 2019

Le malattie del sistema nervoso sono tradizionalmente le più complesse da trattare, forse perché sono generate dall’organo più misterioso, del quale sappiamo meno, da sempre come scienziati e filosofi: il cervello. E così la malattia mentale, ha assunto con il tempo molteplici rappresentazioni, soprattutto soffrendo di un forte stigma: la “pazzia” come elemento di devianza, addirittura delinquenza, oppure la depressione, come incapacità e pigrizia ad adattarsi alle norme e alle convenzioni che regolano la società.

La farmacologia del sistema nervoso, certamente per via della complessità della fisiologia e della biochimica del cervello, è una scienza che procede lentamente. Tanto che molte delle molecole attualmente in commercio per trattare i maggiori disturbi della mente, principalmente, e in primis, depressione e schizofrenia, sono ormai le stesse da molto tempo. Ma una novità è, in realtà, molto vicina per affrontare, mai come era stato proposto sino ad oggi, gli episodi depressivi gravi.

Parliamo di un farmaco derivato dalla Ketamina, tradizionalmente utilizzato a scopo anestetico, ma che a basse dosi ha mostrato effetti antidepressivi. Questo farmaco, opportunamente modificato e formulato, con il nome Esketamina ha dato prova di essere efficace in tempi molto rapidi sull’umore, a differenza dei classici antidepressivi, in circolazione sino ad ora, i quali necessitano da due a tre settimane, per sortire effetti positivi sul paziente. È stato già approvato a marzo dalla Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo USA che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ed è in attesa dell’approvazione dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), dopo il positive opinion del Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP). Dovrebbe quindi arrivare anche in Italia, il prossimo anno, se avremo il via libera anche dal nostro organismo regolatorio, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Il Presidente della Società Italiana di Farmacologia (SIF) Giorgio Racagni, farmacologo esperto in farmaci del sistema nervoso centrale, durante l’ultimo Congresso nazionale della Società, ha spiegato le caratteristiche di questa molecola: «Parliamo dell’enantiomero S della Ketamina, vale a dire la stessa molecola, ma speculare, come le nostre due mani: molti farmaci, infatti, esistono in forma di due enantiomeri. Ciò significa che hanno medesima formula chimica, ma che nello spazio non sono sovrapponibili, bensì speculari tra di loro». L’enantiomero Esketamina è la forma più attiva.

Esketamina, già approvata negli Stati Uniti, è uscita dalla sperimentazione con ottimi risultati e ora abbiamo sufficienti dati per il via libera in Italia. «Per quanto riguarda la via di somministrazione – spiega Racagni la via intranasale, non invasiva, determina un effetto che si esprime già in 10-15 ore e dura una settimana». La somministrazione può essere ripetuta per diverse settimane, per avere un effetto praticamente immediato e un beneficio prolungato per diverso tempo.

«Riteniamo – prosegue il Professore – che per via della velocità della risposta questo farmaco possa prevenire idee suicidarie in pazienti gravi e resistenti, e per il suo effetto immediato possa essere considerato un farmaco anti-suicidio, un farmaco salva-vita». Il meccanismo d’azione del farmaco risulta diverso rispetto a quello dei predecessori: «Non si tratta di una molecola che agisce sui tradizionali neurotrasmettitori come serotonina, dopamina o noradrenalina, che “eccitano” il tono del nostro umore, ma su un altro neurotrasmettitore, vale a dire l’acido glutammico». Potrebbe essere l’inizio di una nuova generazione di antidepressivi che agiscano su questo sistema.

Esketamina non esente da effetti collaterali, e deve essere utilizzato sotto controllo medico: «Anche a dosi basse, per via intranasale – continua Racagnideve essere somministrato in ambiente protetto, cioè presso un centro di cura, dal momento che nell’immediato provoca un effetto dissociativo, per cui il paziente sperimenta una reazione psicomotoria, ma che nel giro di un’ora si esaurisce». L’ultima parola aspetta ad AIFA, entro metà 2020 o al più tardi entro il 2021.

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