Tutto quello che bisogna sapere sulla protezione solare

Tra creme solari, gel, lozioni spray per pelli chiare, scure, a base di minerali, negli scaffali c’è l’imbarazzo della scelta. Come leggere le etichette e applicare il prodotto in modo corretto? Vediamo in dettaglio.

di Melania Sorbera

Prima di parlare di creme solari occorre conoscere il motivo per il quale queste sono state create: ossia le radiazioni. Quelle visibili all’occhio umano si distinguono in raggi infrarossi IR e ultravioletti UV. Questi ultimi si suddividono in 3 categorie di radiazioni: UVA, UVB e UVC.

I raggi UVA, anche conosciuti dagli amanti delle tintarelle artificiali, penetrano in profondità nel derma e rappresentano il 95% dei raggi ultravioletti che arrivano sulla superficie terrestre. Sono responsabili di arrossamenti, di intolleranze, rughe, invecchiamento cutaneo, macchie e prurito. Il loro impatto può manifestarsi anche dopo anni causando lo sviluppo di patologie più serie come, ad esempio, i tumori della pelle. Il loro effetto è stato a lungo sottovalutato dagli esperti, da circa 15 anni, però, le aziende che producono creme solari hanno dato spazio anche alla protezione anti-UVA.

I raggi UVB sono potenzialmente più dannosi e cancerogeni degli UVA, ma producono un’azione stimolante sulla neosintesi della melanina e attivano il metabolismo della vitamina D.

I raggi UVC sono le radiazioni più pericolose in assoluto, fortunatamente schermate dallo strato di ozono dell’atmosfera terrestre, non arrivano sulla nostra pelle. Purtroppo nessuna crema può proteggere la pelle dal sole in modo assoluto per cui è sempre importante stare all’ombra nelle ore più calde delle giornate estive.

In Europa da qualche anno la normativa che regola la composizione delle etichette è cambiata: sono state abolite le scritta “schermo totale“, e “waterproof“, quest’ultima sostituita dalla scritta “water resistant“; è stato introdotto l’indicatore SPF o fattore di protezione solare. Questo indicatore esprime l’efficacia dello schermo solare, è un indicatore internazionale ed è suddiviso in categorie. Si va dalla categoria di protezione bassa da 6 a 10, a quella media da 15 a 25, a quella alta da 30 a 50, a quella molto alta 50+. Negli Stati Uniti le creme con SPF inferiore a 15 non hanno la dicitura “protegge dai raggi UV” e questo la dice lunga. In generale, una buona crema solare deve contenere una protezione ad ampio spettro contro UVA e UVB.

In Europa la normativa prevede che un buon filtro solare debba offrire una protezione anti UVA pari ad un terzo di quella UVB. Quindi se una crema ha un SPF uguale a 30, deve avere una protezione anti UVA almeno pari a 10. La crema va applicata ogni 2 o 3 ore e dopo ogni bagno, senza dimenticare che i raggi ultravioletti sono sempre presenti anche con il cielo nuvoloso.

Oltre alle creme solari anti UVA e anti UVB esistono anche quelle a base di filtri fisici o inorganici, sono sostanze che riflettono i raggi solari, piccoli specchi che impediscono il contatto diretto dei raggi solari con la cute, a base di particelle minerali.

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Canali 15 e 81 del DGTV in Sicilia

Pubblicità