Da venerdì 8 gennaio apre il centro vaccinale territoriale di viale Borri, portando l'ASST Sette Laghi a quasi 600 vaccinazioni al giorno

Varese, 7 Gennaio 2021

La chiamiamo per fissare l’appuntamento per la vaccinazione anti Covid“.

Una frase apparentemente asettica, ripetuta centinaia di volte ogni giorno dagli infermieri della centrale di Case management dell’ASST Sette Laghi, che, alle consuete e non certo marginali attività legate innanzitutto alla gestione dei pazienti cronici, ha ora aggiunto anche questa.

Quattro persone dedicate a programmare le vaccinazioni, più altre quattro a rotazione provenienti da altri settori della Direzione Assistenziale delle Professioni Sanitarie e Sociali (DAPSS), struttura diretta dalla Dott.ssa Rita Patrizia Tomasin, ma anche volontari della Croce Rossa disposti a dare supporto. 

Dodici ore al giorno, da ormai dieci giorni a questa parte, attaccati alla cornetta ripetendo quella frase. 

All’altro capo del filo, però, quelle poche parole suscitano un ventaglio di emozioni. Denominatore comune è l’entusiasmo di chi dichiara che non vedeva l’ora di riceverla, quella telefonata, da quando la notizia della disponibilità del vaccino era stata annunciata. 

Ditemi dove, che arrivo subito!” si sentono spesso dire le infermiere che scorrono l’elenco composto da migliaia di nomi.

Dal 24 dicembre scorso, l’ASST Sette Laghi ha messo a disposizione una piattaforma online a cui accedere per esprimere la propria volontà di vaccinarsi per tutto il personale in servizio nelle sue oltre cinquanta sedi sparse sul territorio, ma anche per tutti gli operatori sanitari esterni all’Azienda e in servizio su quello stesso territorio che va dal confine svizzero a Sesto Calende, dal lago Maggiore al Ceresio

In pochi giorni, in tantissimi hanno risposto presente. E in altrettanti pochi giorni una straordinaria macchina si è organizzata e messa in moto per soddisfare tale intenzione. E’ partita così anche nel Varesotto la più grande campagna vaccinale della Storia.

Qualcuno risponde alla telefonata con incredulità, temendo che si tratti di uno scherzo, o peggio di un tentativo di truffa. E gli infermieri del Case Management con pazienza devono rassicurare e spiegare che è l’ASST Sette Laghi che chiama e che il vaccino è davvero disponibile già l’indomani nella sede ospedaliera che corrisponde quasi sempre a quella preferenziale indicata da ciascuno sulla piattaforma elettronica.

Ci sono poi alcuni – e non sono pochi – che a quella telefonata rispondono commossi, fino alle lacrime: “Ricordo un’operatrice delle rianimazioni che non è riuscita a trattenere i singhiozzi – racconta Irene Banfi, referente della Centrale di Case Management – Non credeva che quel momento fosse davvero arrivato e mi ringraziava per l’opportunità che le veniva offerta!“. 

Non la vivono come un diritto, un’opportunità meritata: accolgono quella chiamata come un dono che arriva a segnare l’inizio della fine di un incubo condiviso dal mondo, ma che certamente qui a Varese, nell’Ospedale che è arrivato ad accogliere più di 640 pazienti covid e che ancora ne ospita più di 300,  ha picchiato più duro che altrove. Non è ancora finita la terribile seconda ondata, che dal 12 ottobre scorso ha portato nelle sedi ospedaliere dell’ASST Sette Laghi 2.400 persone colpite da questa nuova e terribile malattia.

Solo pochi giorni fa, la Dott.ssa Cinzia Gambarini, Direttore della Pneumologia, uno dei reparti più coinvolti nella gestione di questa emergenza, chiamata a ricevere il vaccino, ha voluto sottolineare l’importanza che quel momento rappresentava per lei e per i suoi: “Non vedevamo l’ora che giungesse questo momento! Iniziamo a vedere la luce, ora, dopo tutta la sofferenza con cui abbiamo dovuto convivere in questi mesi!“.

La macchina delle vaccinazioni, dopo la giornata simbolo del 27 dicembre scorso, si è messa in moto immediatamente a Varese: il 30 dicembre alle 9.00 sono arrivate le prime dosi e alle 15.00 nei tre ambulatori al secondo piano del Padiglione Centrale si è iniziato a somministrarle, grazie al lavoro di una task force dedicata, coordinata dal Dott. Ivan Sternativo, che ha permesso in pochi giorni di comporre il complessissimo puzzle.

Complessissimo, perché non si tratta solo di inoculare il prezioso farmaco, ma di pianificare nel dettaglio la somministrazione per evitare che anche solo una dose, scongelata, diluita, approntata  e utilizzabile solo per le sei ore successive, vada sprecata. Bisogna raccogliere le adesioni, gestire le agende, chiamare i vaccinandi e comporre le liste di ogni giorno. Bisogna garantire il perfetto funzionamento della catena del freddo, grazie ai superfreezer presenti nella Farmacia ospedaliera, appositamente approntati nei giorni immediatamente precedenti il Natale, e organizzare i trasporti. Ogni giorno la Dott.ssa Raffaella Cavi, Responsabile della Farmacia, riceve le indicazioni dall’équipe medica dedicata ai vaccini, coordinata dalla Dott.ssa Augusta Diani, Responsabile della struttura Vaccinazioni aziendale, e prepara i flaconcini per le vaccinazioni dell’indomani: ogni flaconcino, sei dosi. E quindi ogni giorno, Epifania e domeniche comprese, in ognuna delle sedi vaccinali attivate ad  hoc bisogna somministrare il vaccino in un numero che sia sempre multiplo di sei: 102 vaccinazioni al giorno a Tradate, altrettante sul Verbano, dove si vaccina a rotazione a Cittiglio, Luino e Angera. Almeno 250 a Varese, fino a domani, venerdì 8 gennaio, quando sarà attivo anche il Punto vaccinale territoriale nella sede affacciata su viale Borri che, da solo, con 5 équipe in servizio, vaccinerà più di 250 persone in più al giorno, prevalentemente operatori sanitari esterni all’Azienda, come i Medici di base, i Pediatri di Libera Scelta e i Volontari delle Associazioni assistenziali.

In questo modo, da venerdì – spiega il Direttore SocioSanitario dell’ASST Sette Laghi, Ivan Mazzoleni – riusciremo a somministrare più di 550 vaccinazioni al giorno. Un numero importante, che ci permetterà di completare in fretta la copertura del personale sanitario, tenendo conto dei tempi di consegna delle prossime dosi nella nostra Farmacia e della necessità di pianificare il richiamo a 21 giorni dalla somministrazione della prima dose. Contemporaneamente, stiamo partendo con la vaccinazione anche nelle RSA: la prima è il Molina e, da settimana prossima, tutte le altre“.

Entusiasti di ricevere la telefonata che fissa l’appuntamento per la vaccinazione sono anche i Medici di Medicina generale: “Molti dicono che non si aspettavano di essere convocati così presto – racconta Antonio Maria Staffa, Responsabile DAPSS per i Percorsi dei pazienti cronici – E tutti si dichiarano immediatamente disponibili. Ad oggi non abbiamo avuto problemi nel fissare gli appuntamenti: la data proposta, che è quasi sempre molto ravvicinata rispetto alla telefonata, viene accettata senza problemi. Ovviamente cerchiamo di proporre appuntamenti compatibili con i turni di servizio. Questa disponibilità è importantissima, anzi fondamentale, visto che ogni giorno dobbiamo riempire tutti i posti in agenda per non sprecare il farmaco che, come noto, dopo sei ore dallo scongelamento non è più utilizzabile“.

L’anno appena concluso è stato un anno di sofferenza e tensione. Ma per me è stato anche segnato in modo altrettanto marcato dall’orgoglio per la grande dimostrazione di professionalità ed efficienza offerta dalla nostra Azienda – tiene a sottolineare il Direttore Generale, Gianni Bonelli – Solo chi è dentro a questa straordinaria macchina in effetti riesce a cogliere fino in fondo la complessità delle sfide che ci siamo trovati ad affrontare, ma vorrei che tutti ne avessero una percezione almeno parziale: sarebbe comunque sufficiente per rassicurare i cittadini sulle capacità e la dedizione che trovano nei loro ospedali e alimentare la loro stima nei confronti dei grandissimi professionisti che vi operano“. 

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità
nome-foto
Pubblicità