Artrite psoriasica: buoni risultati per guselkumab su sintomatologia articolare e clearance cutanea completa

Artrite psoriasica: Janssen ha presentato al Congresso EULAR 2021 i dati a un anno dello studio di fase 3b COSMOS, il primo di una terapia con inibitore selettivo dell’interleuchina (IL)-23 in una popolazione di pazienti refrattari a farmaci anti-TNF-alfa.
Il 57,7 per cento dei pazienti ha ottenuto un miglioramento di almeno il 20 per cento dei sintomi articolari (ACR20) ed il 53,4 per cento ha raggiunto la clearance cutanea completa (PASI 100).

Cologno Monzese, 8 giugno 2021

Janssen, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, ha presentato al Congresso European League Against Rheumatism (EULAR), appena conclusosi, nuovi dati di efficacia e sicurezza di guselkumab. In particolare, sono stati presentati i dati dello studio di fase 3b COSMOS, il primo con inibitore selettivo dell’interleuchina (IL)-23 in pazienti adulti con artrite psoriasica attiva e risposta inadeguata o intolleranza ai farmaci anti-TNF-alfa1  (TNFi-IRa), spesso i pazienti più difficili da trattare1,2. Nello studio, alla settimana 24, i pazienti TNFi-IR trattati con guselkumab hanno mostrato un miglioramento dei sintomi articolari e una clearance cutanea completa in percentuali significativamente più alte rispetto al placebo. Guselkumab è l’unica terapia con inibitore selettivo dell’IL-23 approvata per il trattamento di adulti con psoriasi a placche (Pso) da moderata a grave che siano candidati ad una terapia sistemica, nonché di adulti con artrite psoriasica attiva (PsA) che hanno avuto una risposta inadeguata o che hanno mostrato intolleranza a una precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD).3

L’artrite psoriasica è una malattia immuno-mediata, cronica e progressiva, caratterizzata da dolore, rigidità e gonfiore sia delle articolazioni periferiche che assiali, nonché da prurito e fastidio per le lesioni cutanee.4 Le persone che convivono con la PsA possono anche soffrire di disturbi del sonno, affaticamento, stress e depressione.5 Altri dati presentati da Janssen all’EULAR mostrano che la gravità dei sintomi cutanei e articolari della PsA è significativamente associata a una maggiore perdita di produttività lavorativa e a un maggiore impatto sulle attività quotidiane extra lavorative.6,7

Le diverse manifestazioni e la potenziale gravità dell’artrite psoriasica rendono impegnativo, ma fondamentale, offrire trattamenti sicuri e durevoli nel tempo. Un certo numero di pazienti, infatti, non raggiunge i target terapeutici di remissione/ridotta infiammazione con i farmaci ad oggi disponibili. In particolare, alcuni non rispondono bene alle terapie TNFi, altri lo fanno, ma hanno una perdita di risposta nel tempo,” afferma uno degli sperimentatori dello studio, Laure Gossec, M.D., Ph.D., Professor of Rheumatology, Pitie-Salpetriere Hospital e Pierre & Marie Curie University, Parigi, Francia.b “Questi risultati dello studio COSMOS confermano che guselkumab è un’opzione terapeutica importante per i pazienti adulti affetti da artrite psoriasica, con un meccanismo d’azione innovativo, che permette di gestire la malattia anche in pazienti complessi, refrattari ad una o più terapie precedenti“.

I risultati dello studio COSMOS mostrano:

significativo miglioramento dei sintomi articolari: il 44,4 per cento dei pazienti trattati con  guselkumab, contro il 19,8 per cento dei pazienti che hanno ricevuto il placebo, ha ottenuto un miglioramento di almeno il 20 per cento nei criteri dell’American College of Rheumatology (ACR20)c alla settimana 24, l’endpoint primario dello studio.1 I tassi di risposta ACR20 sono aumentati a un anno (57,7 per cento dei pazienti trattati con guselkumab alla settimana 48, utilizzando l’imputazione dei non rispondenti [NRI]; con questo metodo di analisi, i pazienti con dati mancanti sono stati considerati non rispondenti).1 Guselkumab si è mostrato superiore al placebo anche nella percentuale di pazienti che hanno raggiunto l’ACR50, nel miglioramento della funzionalità fisica (Health Assessment Questionnaire Disability Index [HAQ-DI])d e negli esiti di salute generale (Short Form [SF]-36 e Physical Component Summary [PCS]).1,e Il miglioramento medio della funzionalità fisica è aumentato a un anno, così come si sono osservati tassi di risoluzione più elevati per entesite e dattilite (infiammazioni dei tessuti molli misurata rispettivamente dal Leeds Enthesitis Index [LEI]f e dal Dactylitis Severity Score [DSS]).1

clearance cutanea completa: alla settimana 24, la proporzione di pazienti, con al basale un coinvolgimento psoriasico ≥3 per cento della superficie corporea e un punteggio Investigator’s Global Assessment (IGA)g ≥2, che raggiungeva la clearance cutanea completa (100 per cento di miglioramento nel Psoriasis Area Severity Index [PASI]),h era significativamente più alta tra quelli che ricevevano guselkumab rispetto al placebo (30,8 per cento vs 3,8 per cento).1 Ad un anno (settimana 48), i tassi di risposta PASI 100 sono aumentati al 53,4 per cento dei pazienti trattati con guselkumab (utilizzando NRI).1

consistente profilo di sicurezza: guselkumab ha mostrato un profilo di sicurezza coerente, con basse percentuali di eventi avversi (AE) che hanno portato all’interruzione del trattamento e di AE gravi (SAE).1 Fino alla settimana 56, per i pazienti randomizzati a guselkumab che avevano ricevuto almeno una somministrazione del farmaco, sono stati rilevati 149,3 AE, 6,2 SAE e 3,6 AE che hanno portato all’interruzione del trattamento per 100 pazienti-anno.1 Inoltre, si sono avute 39,7 infezioni e 0,5 infezioni gravi per 100 pazienti-anno.1

Al congresso EULAR, oltre allo studio COSMOS, sono stati presentati anche altri dati sull’efficacia e la sicurezza di guselkumab, che hanno evidenziato:

miglioramento rapido e duraturo dei sintomi articolari e clearance cutanea completa:
> nello studio DISCOVER-2 in artrite psoriasica attiva, i solidi tassi di risposta osservati alla settimana 24 per i sintomi articolari (ACR20/50/70), la clearance cutanea (PASI 90/100), il miglioramento della funzionalità fisica (HAQ-DI) e la risoluzione di entesite e dattilite sono persistiti per due anni, anche quando i tassi di risposta a lungo termine sono stati valutati in modo conservativo usando l’NRI.9  L’88 per cento  dei pazienti trattati con guselkumab (652/739) ha completato la settimana 100 dello studio, con bassi tassi di progressione radiografica del danno strutturale articolare osservati nelle settimane 52-100 (POS1027);9
> negli studi DISCOVER-1 e DISCOVER-2, guselkumab ha dimostrato miglioramenti significativi nelle singole componenti dei criteri ACR già alla settimana 4. Nelle prime fasi di entrambi gli studi, sia i pazienti sia i medici sono stati in grado di individuare miglioramenti nei segni e nei sintomi dell’artrite che hanno rapidamente seguito (entro una valutazione) le riduzioni dell’infiammazione sistemica basata sui livelli di proteina C-reattiva (AB0525);10
> in un’analisi post hoc congiunta dei dati degli studi DISCOVER-1 e -2 nei pazienti con sintomi assiali e sacroileite confermata dall’imaging, guselkumab ha portato a punteggi medi numericamente più bassi per tutti e sei i componenti del Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index (BASDAI)i rispetto al placebo già alla settimana 8 e fino alla settimana 24, con punteggi medi mantenuti alla settimana 52 utilizzando l’NRI (AB0524);11

consistente profilo di sicurezza:
> i dati congiunti degli studi in PsA, DISCOVER-1 e DISCOVER-2, e degli studi in Pso, VOYAGE 1 e VOYAGE 2, hanno mostrato che il profilo di sicurezza di guselkumab è coerente tra i pazienti con PsA e Pso, fino ad un anno. La diminuzione nella conta dei neutrofili e l’incremento delle transaminasi epatiche – generalmente lieve, transitorio e senza conseguenze – sono state in un certo qual modo più comuni nei pazienti con PsA rispetto a Pso (AB0528).12 In un anno di follow-up, i tassi di eventi avversi gravi (SAE) a carico dell’apparato gastrointestinale sono stati bassi. Non sono stati riportati casi di uveite, infezioni opportunistiche o nuova insorgenza/esacerbazione di malattie infiammatorie intestinali nei pazienti trattati con guselkumab. Non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza ad un anno (POS1031);13

attività fisica, sociale e lavorativa:
> in una valutazione dello studio DISCOVER-2, i T-score medi osservati hanno mostrato un miglioramento dal basale alla settimana 24 nei pazienti trattati con guselkumab rispetto al placebo in tutti i sette domini dello strumento Patient-Reported Outcomes Measurement Information System-29 (PROMIS-29)j: ansia, depressione, affaticamento, interferenza del dolore, funzionalità fisica, disturbi del sonno e partecipazione sociale. Tali miglioramenti sono stati mantenuti fino alla settimana 52 (POS1029);14
> nei pazienti con PsA attiva che al basale lavoravano, i miglioramenti della produttività lavorativa e dell’attività non lavorativa sono risultati maggiori con guselkumab rispetto al placebo alla settimana 24 e si sono mantenuti fino alla settimana 52. I miglioramenti dimostrati possono produrre un risparmio sui costi indiretti associati alla produttività lavorativa (POS1026).7

Questi risultati migliorano la nostra comprensione dell’efficacia di guselkumab nel trattamento delle varie manifestazioni dell’artrite psoriasica attiva“, ha dichiarato Alyssa Johnsen, M.D., Ph.D., Vice President e Rheumatology Disease Area Leader, Janssen Research & Development, LLC. “Le persone con artrite psoriasica attiva convivono con disturbi delle articolazioni, della cute e dei tessuti molli, ma sperimentano anche un impatto sulla funzionalità fisica e sul benessere sociale e psicologico. Siamo impegnati a proseguire la nostra ricerca nell’artrite psoriasica per far progredire le terapie ed aiutare più pazienti a raggiungere i loro obiettivi di trattamento”.

Quest’anno è previsto il trattamento del primo paziente arruolato nel nuovo studio di fase 3b APEX (NCT04882098), con estensione a lungo termine di tre anni, per valutare ulteriormente l’efficacia di guselkumab sull’inibizione della progressione radiografica del danno strutturale articolare nei pazienti con PsA attiva.15


Note:
a. TNFi-IR è definito dalla presenza di PsA attiva nonostante il precedente trattamento con uno o due farmaci anti-TNF alfa o dal mancato beneficio di una terapia anti-TNF alfa. Ciò veniva documentato dal medico curante nell’anamnesi del paziente, dopo almeno 12 settimane di terapia con etanercept, adalimumab, golimumab, o certolizumab pegol (o biosimilari) e/o almeno un regime di dosaggio di 14 settimane (cioè, almeno quattro dosi) di infliximab (o biosimilari)).16
b. La dottoressa Gossec è una consulente remunerata da Janssen. Non è stata ricompensata per alcun lavoro con i media.
c. La risposta ACR20/50/70 è definita come miglioramento di almeno il 20/50/70 per cento rispetto al basale nel numero di articolazioni dolenti e tumefatte, associato al miglioramento di almeno il 20/50/70 per cento rispetto al basale in tre dei seguenti cinque criteri: valutazione globale del paziente, valutazione globale del medico, valutazione della capacità funzionale (HAQ-DI), scala analogica visiva del dolore e velocità di eritrosedimentazione o proteina C-reattiva.17
d. HAQ-DI è un questionario per il paziente che valuta la funzionalità fisica e la disabilità nelle malattie reumatiche.18
e. L’SF-36 è un insieme di misure di qualità della vita, coerenti e facilmente somministrabili che si basano sull’autodichiarazione del paziente.19
f. LEI è una valutazione della dolorabilità dei tessuti molli periarticolari nei pazienti20, e DSS è una valutazione composita che misura la dolorabilità e la circonferenza delle dita.21
g. IGA è un sistema di punteggio a cinque punti usato per definire la gravità della Pso. I punteggi vanno da 0 a 5 e rappresentano cute integra (0), quasi integra (1), malattia lieve (2), malattia moderata (3), malattia grave (4) e malattia molto grave (5). La risposta IGA nella psoriasi è stata definita come un punteggio IGA di 0 (cute integra) o 1 (cute quasi integra) con una riduzione ≥2 del punteggio IGA dal basale.22
h. PASI 75/90/100 è definito come: un miglioramento di almeno il 75/90/100 per cento rispetto al basale nel punteggio PASI – Il punteggio PASI valuta la quantità di superficie, su ciascuna regione del corpo che è coperta dalle placche di Pso, e la gravità dell’arrossamento, dello spessore e della desquamazione della placca.23
i. Il BASDAI consiste in una scala da 0 a 10 che viene usata per rispondere a sei domande relative ai principali sintomi della spondilite anchilosante. Una risposta clinica importante (BASDAI 50) è definita come un miglioramento ≥50 per cento dei sintomi.24
j. Il PROMIS-29 contiene quattro indicatori per ciascuno dei sette domini e un indicatore sull’intensità del dolore; 28 indicatori sono valutati su una scala di tipo Likert a 5 punti e l’intensità del dolore è valutata da 0 a 10.14 Il punteggio grezzo di ciascun dominio è convertito in un T-score standardizzato, con norme basate su un punteggio medio della popolazione generale =50 e una deviazione standard (SD)=10. Punteggi più alti in ansia, depressione, affaticamento, interferenza del dolore e disturbi del sonno indicano sintomi più gravi; punteggi più alti per la funzionalità fisica e la partecipazione sociale indicano migliori risultati di salute.14 I cambiamenti ≥5 punti (1/2 SD del T-score) sono considerati clinicamente significativi. Le analisi sono state eseguite utilizzando sia le risposte clinicamente significative osservate (punteggi/cambiamenti medi, dimensioni dell’effetto) sia quelle imputate (per cui il cambiamento dal basale è stato considerato pari a 0 alla settimana 24/52 per i pazienti che avevano dati mancanti e alla settimana 24 per i pazienti che avevano soddisfatto i criteri di fallimento del trattamento – TFR prima della settimana 24).14

 

Artrite psoriasica

L’artrite psoriasica (PsA) è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata caratterizzata da infiammazione delle articolazioni periferiche, entesite (dolore che coinvolge l’osso, il tendine ed il legamento), dattilite (grave infiammazione delle articolazioni delle dita delle mani e dei piedi), malattia assiale e lesioni cutanee associate alla psoriasi.4,25,26 Inoltre, nei pazienti affetti da artrite psoriasica attiva, sono spesso presenti comorbidità come obesità, malattie cardiovascolari, ansia e depressione.5,6 Gli studi dimostrano che fino al 30 per cento delle persone con Pso può sviluppare artrite psoriasica attiva.5,27 La malattia provoca dolore, rigidità e gonfiore all’interno ed intorno alle articolazioni; insorge comunemente tra i 30 e i 50 anni, ma può svilupparsi in qualsiasi momento.5 Quasi la metà dei pazienti con PsA soffre di affaticamento moderato e circa il 30 per cento soffre di affaticamento grave, misurato con una scala di gravità della fatica appositamente modificata.28 Nonostante la causa della artrite psoriasica attiva sia sconosciuta, si ritiene che la predisposizione genetica, il sistema immunitario e i fattori ambientali abbiano un ruolo nell’insorgenza della malattia.4

 

COSMOS (NCT03796858; EudraCT 2018-003214-41)16,29

COSMOS è uno studio di fase 3b, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, controllato con placebo, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di guselkumab in 285 pazienti con artrite psoriasica attiva intolleranti o refrattari (IR) alle terapie TNFi. L’endpoint primario era la risposta ACR20 alla settimana 24. I partecipanti sono stati randomizzati (2:1) a ricevere guselkumab 100mg alle settimane 0, 4 e successivamente ogni 8 settimane o placebo. Lo studio ha previsto un periodo di 24 settimane in doppio cieco, controllato con placebo per l’analisi primaria di efficacia e sicurezza di guselkumab rispetto al placebo a cui seguiva un periodo di 32 settimane di trattamento attivo ed un follow-up per ulteriori analisi di efficacia e sicurezza di guselkumab. Fino alla settimana 48 sono state usate le regole NRI per i dati mancanti (dopo l’applicazione del TFR). La sicurezza è stata monitorata fino alla settimana 56.

 

DISCOVER-1 (NCT03162796; EudraCT 2016-001163-37)30,31

DISCOVER-1 è uno studio di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, controllato con placebo che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di guselkumab, somministrato per iniezione sottocutanea (SC) in pazienti con artrite psoriasica attiva, inclusi i pazienti già precedentemente trattati con 1 o 2 farmaci biologici anti-TNF-alfa. Lo studio DISCOVER-1 ha incluso 381 partecipanti ed è durato circa un anno.
L’endpoint primario era la risposta ACR20 a 24 settimane. Oltre all’ACR20, sono stati valutati altri esiti clinici, come ACR50/70; risoluzione dell’infiammazione dei tessuti molli, cioè entesite e dattilite; miglioramenti della funzionalità fisica; clearance cutanea (IGA); affaticamento (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue Scale); attività di malattia (Disease Activity Index for PsA, Minimal Disease Activity, Very Low Disease Activity e remissione determinata con Disease Activity Index for PsA) e alcuni risultati riguardanti la salute generale (SF-36, PCS e MCS). Fino alla settimana 48, sono state usate le regole NRI per i dati mancanti (dopo l’applicazione del TFR).
Lo studio ha previsto una fase di screening fino a sei settimane ed una fase di trattamento in cieco di 52 settimane, che comprendeva un periodo controllato con placebo sino alla settimana 24 a cui seguiva un periodo di trattamento attivo dalla settimana 24 alla settimana 52. Lo studio includeva anche una fase di follow-up per la valutazione della sicurezza fino alla settimana 60 (cioè 12 settimane dall’ultima somministrazione di farmaco avvenuta alla settimana 48). Nello studio sono state eseguite valutazioni di efficacia, sicurezza, farmacocinetica, immunogenicità e biomarcatori secondo un programma definito.

 

DISCOVER-2 (NCT03158285; EudraCT 2016-001224-63)32,33

DISCOVER-2 è uno studio di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, controllato con placebo che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di guselkumab, somministrato per iniezione sottocutanea (SC), in pazienti bio-naïve con artrite psoriasica attiva. Lo studio DISCOVER-2 ha coinvolto 739 partecipanti, per circa due anni.
L’endpoint primario di DISCOVER-1 e -2 era la risposta all’ACR20 alla settimana 24 e questi dati sono stati precedentemente presentati a congressi scientifici e pubblicati in The Lancet.33  Oltre all’ACR20, sono stati valutati altri esiti clinici, come ACR50/70; risoluzione dell’infiammazione dei tessuti molli, cioè entesite e dattilite; miglioramenti della funzionalità fisica; clearance cutanea (IGA); affaticamento (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue Scale); attività di malattia (Disease Activity Index for PsA, Minimal Disease Activity, Very Low Disease Activity e remissione determinata con Disease Activity Index for PsA) e alcuni risultati riguardanti la salute generale (SF-36, PCS e MCS). DISCOVER-2 ha anche valutato, come endpoint secondario chiave, i cambiamenti del danno strutturale (usando il van der Heijde-Sharp score modificato per la PsA). Fino alla settimana 48 sono state usate le regole NRI per i dati mancanti (dopo l’applicazione del TFR).
Lo studio ha previsto una fase di screening fino a sei settimane ed una fase di trattamento in cieco per circa 100 settimane, che comprendeva un periodo controllato con placebo sino alla settimana 24 a cui seguiva un periodo di trattamento attivo dalla settimana 24 alla settimana 100. Comprendeva anche una fase di follow-up per la valutazione della sicurezza fino alla settimana 112 (cioè 12 settimane dall’ultima somministrazione di farmaco avvenuta alla settimana 100).
Le valutazioni di efficacia, efficacia radiografica, economia sanitaria, sicurezza, farmacocinetica, immunogenicità, biomarker e farmacogenomica sono state eseguite secondo un programma definito.
Una network meta-analisi, pubblicata su Rheumatology, di tutte le terapie mirate e avanzate approvate per la PsA, ha incluso i dati di DISCOVER-1 e -2 e ha mostrato che guselkumab ha un’efficacia favorevole sui sintomi articolari paragonabile agli inibitori di IL-17 e agli inibitori del TNF per via sottocutanea, offrendo al contempo una migliore risposta PASI rispetto a molti altri trattamenti.35

 

VOYAGE 1 (NCT02207231; EudraCT 2014-000719-15)36,37

VOYAGE 1 è uno studio di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con comparatore attivo che ha incluso 837 pazienti. Questo studio è stato progettato per valutare l’efficacia e la sicurezza di guselkumab rispetto al placebo e ad adalimumab in adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere il placebo alle settimane 0, 4 e 12 seguito da crossover a guselkumab alle settimane 16 e 20 e successivamente ogni 8 settimane; guselkumab 100 mg alle settimane 0, 4, 12 e successivamente ogni 8 settimane; oppure adalimumab 80 mg (n=334) alla settimana 0, 40 mg alla settimana 1 e successivamente ogni 2 settimane fino alla settimana 47 seguito da crossover a guselkumab ogni 8 settimane alla settimana 52.
Gli endpoint co-primari dello studio erano la proporzione di pazienti che hanno ricevuto guselkumab vs. i pazienti che hanno ricevuto il placebo che hanno raggiunto IGA 0/1 (clear/almost clear skin) e PASI 90 alla settimana 16. Gli endpoint secondari sono stati valutati alle settimane 16, 24 e 48 e le valutazioni sulla sicurezza sono state eseguite durante tutto lo studio. Sono state usate le regole NRI per i dati mancanti fino alla settimana 48 (dopo l’applicazione del TFR).
Durante il periodo open-label, che è cominciato alla settimana 52, tutti i pazienti hanno continuato a ricevere guselkumab fino alla settimana 252. Altre valutazioni dell’efficacia includevano la proporzione di pazienti con un punteggio PASI 90, PASI 100, IGA 0/1 e IGA 0 (clear skin). L’efficacia è stata analizzata utilizzando TFR pre-specificate per l’analisi primaria, mentre per le analisi secondarie sono state utilizzate NRI e metodologia OBS.

 

VOYAGE 2 (NCT02207244; EudraCT 2014-000720-18)38,39

VOYAGE 2 è uno studio di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con comparatore attivo che è stato progettato per valutare l’efficacia e la sicurezza di guselkumab rispetto al placebo e ad adalimumab in adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. I pazienti (N=992) sono stati randomizzati a ricevere iniezioni sottocutanee (SC) di guselkumab 100 mg alle settimane 0, 4 e successivamente ogni 8 settimane; placebo alle settimane 0, 4 e 12 seguito da crossover a guselkumab 100 mg alla settimana 16; oppure adalimumab 80 mg alla settimana 0, 40 mg alla settimana 1, poi 40 mg ogni 2 settimane (q2w) fino alla settimana 23. Le settimane dalla 28 alla 72 hanno incorporato un disegno di studio di sospensione randomizzata. Durante il periodo open-label (settimane dalla 76 alla 252), tutti i pazienti hanno ricevuto guselkumab 100 mg ogni 8 settimane. Sono stati valutati i risultati raccolti dai medici e dai pazienti. Sono state usate le regole NRI per i dati mancanti fino alla settimana 48 (dopo l’applicazione del TFR). Sono stati combinati i dati dei pazienti randomizzati a guselkumab e dei pazienti originariamente randomizzati a placebo e passati a guselkumab alla settimana 16. I pazienti sono stati trattati e seguiti fino a 264 settimane.
Gli endpoint co-primari dello studio erano la proporzione di pazienti che hanno ricevuto guselkumab vs. i pazienti che hanno ricevuto il placebo che hanno raggiunto IGA 0/1 (clear/almost clear) e PASI 90 alla settimana 16. Altre valutazioni dell’efficacia includevano la proporzione di pazienti con un punteggio PASI di 75 e 100, punteggio IGA di 0 (clear skin), punteggio Dermatology Life Quality Index di 0/1, punteggio di 0 nel Psoriasis Signs and Symptoms Diary e cambiamenti dal basale nei punteggi SF-36, Hospital Anxiety and Depression scale e Work Limitations Questionnaire. L’efficacia è stata analizzata utilizzando TFR pre-specificate, NRI e metodologia OBS.

 

Guselkumab

Sviluppato da Janssen, guselkumab è il primo anticorpo monoclonale interamente umano approvato e indicato sia in PsO che PsA che si lega selettivamente alla subunità p19 dell’IL-23 e inibisce la sua interazione con il recettore.3 Guselkumab è approvato come farmaco soggetto a prescrizione medica in Unione Europea, Stati Uniti, Canada, Giappone e in numerosi altri paesi per il trattamento di pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave che siano candidati a una terapia sistemica.3 Guselkumab, da solo o in combinazione a metotrexato, è anche approvato nell’Unione Europea, negli Stati Uniti, Canada, Giappone e numerosi altri paesi in tutto il mondo, per il trattamento della PsA attiva in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata o che hanno mostrato intolleranza a una precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD).3 L’IL-23 è un importante fattore patogenetico delle malattie infiammatorie immuno-mediate come la psoriasi a placche e l’artrite psoriasica attiva.40 Nell’Unione Europea, la dose raccomandata di guselkumab è di 100 mg da somministrare mediante iniezione sottocutanea alla settimana 0 e alla settimana 4, seguita da una dose di mantenimento ogni 8 settimane sia per la psoriasi a placche sia per l’artrite psoriasica attiva. Per i pazienti con artrite psoriasica attiva ad alto rischio di danno articolare, secondo il giudizio clinico, si può prendere in considerazione la somministrazione di una dose di 100 mg ogni 4 settimane.3

 

Informazioni importanti sulla sicurezza

Reazioni avverse molto comuni (≥10 per cento) e comuni (≥1 per cento) nei periodi controllati degli studi clinici con guselkumab sono state infezioni delle vie respiratorie, innalzamento del valore delle transaminasi, mal di testa, diarrea, artralgia e reazioni nel sito di iniezione.3 Reazioni avverse non comuni (≥0,1 per cento) sono state infezioni da herpes simplex, infezioni da tinea, gastroenterite, diminuzione della conta dei neutrofili, ipersensibilità, anafilassi, orticaria ed eruzione cutanea.3
Per informazioni complete su guselkumab fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto: https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/tremfya-epar-product-information_it.pdf
Il farmaco è sottoposto a monitoraggio addizionale ed è perciò particolarmente importante segnalare ogni potenziale effetto collaterale.

 

Janssen

In Janssen stiamo lavorando ad un futuro in cui le malattie siano un ricordo del passato. Siamo l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson e lavoriamo instancabilmente per rendere quel futuro una realtà per i pazienti di tutto il mondo, combattendo la malattia con la scienza, migliorando l’accesso con l’ingegno e curando la sofferenza. Ci concentriamo su sei aree chiave della salute globale dove possiamo fare la differenza: immunologia, malattie infettive e vaccini, neuroscienze, oncologia-ematologia, malattie cardiovascolari e metaboliche, e ipertensione arteriosa polmonare.
Per saperne di più visitate il sito www.janssen.com/italy e seguiteci su @JanssenITA.
Janssen Research & Development, LLC fa parte di Janssen Pharmaceutical Companies di Johnson & Johnson.


Riferimenti Bibliografici:
1. Coates L, et al. Efficacy and Safety of Guselkumab in Patients with Active Psoriatic Arthritis Who Demonstrated Inadequate Response to Tumor Necrosis Factor Inhibition: Week 24 Results of a Phase 3b, Randomized, Controlled Study. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. OP0230.
2. Ogdie A and Coates L. The Changing Face of Clinical Trials in Psoriatic Arthritis. Curr Rheumatol Rep 2017;19(4):21.
3. European Medicines Agency. TREMFYA Summary of Product Characteristics. Available at: https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/tremfya-epar-product-information_en.pdf. Accessed June 2021.
4. Belasco J and Wei N. Psoriatic Arthritis: What is Happening at the Joint? Rheumatol Ther 2019;6:305-315.
5. National Psoriasis Foundation. About Psoriatic Arthritis. Available at: https://www.psoriasis.org/about-psoriatic-arthritis/. Accessed June 2021.
6. Haddad A and Zisman D. Comorbidities in Patients with Psoriatic Arthritis. Rambam Maimonides Med J 2017;8(1):e0004.
7. Curtis J, et al. Guselkumab Provides Sustained Improvements in Work Productivity and Non-work Activity in Patients With Psoriatic Arthritis: Results Through 1 Year of a Phase 3 Trial. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. POS1026.
8. Curtis J, et al. Clinical Characteristics & Outcomes Associate With Work Productivity in Bio-naïve Patients With Active Psoriatic Arthritis Through Week 24 of the DISCOVER-2 Study. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. POS0200.
9. McInnes I, et al. Efficacy and Safety of Guselkumab, a Monoclonal Antibody Specific to the p19-Subunit of Interleukin-23, Through Two Years: Results from a Phase 3, Randomized, Double-blind, Placebo-controlled Study Conducted in Biologic-naïve Patients with Psoriatic Arthritis. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. POS1027.
10. Nash P, et al. Guselkumab Treatment Shows Rapid Onset of Effect on Components of American College of Rheumatology Response Criteria: Results of 2 Randomized Phase 3 Trials. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. AB0525.
11. Behrens F, et al. Efficacy of Guselkumab Across BASDAI Components in Treating Axial-Related Symptoms of Psoriatic Arthritis: Results from Two Phase 3, Randomized Placebo-Controlled Studies. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. AB0524.
12. Rahman P, et al. Comparable Safety Profile of Guselkumab in Psoriatic Arthritis and Psoriasis: Results from Phase 3 Trials Through 1- Year. Presented at EULAR Virtual Congress June 2-5, 2021. AB0528.
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