Lo studio pubblicato dalla rivista International Journal of Molecular Sciences identifica un gruppo di pazienti colpite dal carcinoma ovarico che possono beneficiare della terapia personalizzata con i PARP-inibitori.


Varese, 30 Dicembre 2020

Un interessante studio pubblicato in questi giorni dalla rivista International Journal of Molecular Sciences identifica un gruppo di pazienti colpite dal carcinoma ovarico che possono beneficiare della terapia personalizzata con i PARP-inibitori.

Il meccanismo della metilazione, identificato attraverso uno specifico test molecolare messo a punto nella Anatomia Patologica dell’ASST Settelaghi, altera la funzione dei geni BRCA1 e 2 in circa il 20% di pazienti affette da carcinoma ovarico non portatrici delle mutazioni germinali dei geni BRCA1 e 2.

Lo studio della metilazione si potrà affiancare quindi a quello delle mutazioni germinali dei geni BRCA come importante meccanismo per decidere le terapie personalizzate con i farmaci PARP-inibitori.

La pubblicazione su una rilevante rivista internazionale è frutto di un importante lavoro di squadra che ha coinvolto vari team: dalla Genetica Oncologica dell’Anatomia Patologica, ai Ginecologi della nostra ASST, al gruppo di Medicina Molecolare dell’Università di Salerno diretto dal Professor Alessandro Weisz ed un’Azienda farmaceutica internazionale. Il lavoro pubblicato è il primo frutto di un importante progetto di ricerca finanziato dalla multinazionale farmaceutica nel 2018 e approvato dal Comitato Etico dell’Insubria.

Questo lavoro avrà sicuramente delle ripercussioni importanti sulle scelte terapeutiche delle pazienti colpite da carcinoma ovarico che ancora oggi è una malattia considerata inguaribile.

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