Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 23 e il 29 novembre 2020.

Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. 


Roma, 4 Dicembre 2020

Anche questa settimana è ancora alto il tasso di occupazione delle Terapie Intensive che si trova al di sopra della soglia critica  a livello nazionale anche se si nota un iniziale, lieve decremento dei ricoveri ospedalieri e dei ricoveri in Terapia Intensiva. L’incidenza è ancora elevata, è intorno a 570 casi per 100.000 abitanti. Grazie all’effetto delle misure di contenimento, scende di poco al di sotto di 1 l’Rt. Per questi motivi è necessario continuare a tenere comportamenti prudenti, evitare le aggregazioni, usare distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani e tenere sempre la mascherina anche in previsione delle prossime feste“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

Punti chiave:

Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 23 – 29 novembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella prima metà di novembre.

L’epidemia in Italia seppur mantenendosi grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali, continua a mostrare una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente e questo è un segnale di efficacia delle misure di mitigazione introdotte. Nella maggior parte del territorio la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 1, con tutte le Regioni/PPAA, tranne 5, con un Rt puntuale nel suo valore medio minore di uno.

Nella settimana di monitoraggio si osserva una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni/PPAA a rischio Moderato e, per la prima volta dopo sette settimane, due a rischio Basso.

1. In particolare, 16 Regioni/PPAA sono classificate a rischio Moderato di una trasmissione di SARS-CoV-2. Di queste, 5 hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Due Regioni sono classificate a rischio Basso e 3 a rischio Alto (una Regione è considerata a rischio Alto a titolo precauzionale in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente al momento della valutazione anche per la stima dell’Rt).

2. Le tre Regioni classificate a rischio Alto sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive; questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

3. Tutte le Regioni/PPAA, tranne 3, hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo 1. Le rimanenti Regioni hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2. Nelle Regioni/PPAA con un’alta probabilità di passaggio alla classificazione di rischio alto si suggerisce di valutare attentamente l’opportunità di adottare, anche a livello subregionale, ulteriori misure di mitigazione previste per il proprio livello di rischio nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732

L’impatto della epidemia sui servizi sanitari assistenziali rimane alto. 18 Regioni/PPAA, al giorno 01/12/2020, avevano superato almeno una soglia critica in area medica o TI. Il tasso di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.816 (24/11/2020) a 3.663 (01/12/2020); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 34.577 (24/11) a 32.811 (01/12/2020).

Questa settimana si osserva una diminuzione significativa dell’incidenza a livello nazionale (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg (590.65 per 100,000 abitanti nel periodo 23/11/2020-29/11/2020 vs 706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 09/11/2020-22/11/2020), sebbene questa rimanga a livelli molto alti.

Nel periodo 11 – 24 novembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,91 (range 0,79 – 1,08). Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni/PPAA. Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

In 14 Regioni/PPAA non sono state riportate allerte di resilienza dei servizi sanitari assistenziali, un calo significativo rispetto alle ultime settimane. Nelle rimanenti 7 Regioni/PPAA, due riportano molteplici allerte di resilienza.

1.  Sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 23-29 novembre 2020 che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Come conseguenza questo può portare a una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.

2. Di per sé, questo costituisce una conferma della generale criticità causata dalla gravità della situazione epidemiologica che, per quanto in miglioramento, è caratterizzata da un’incidenza elevata che determina un carico ancora eccessivo sui servizi sanitari.

3. Il dato relativo all’occupazione dei PL utilizzato per il calcolo degli indicatori 3.8 e 3.9 questa settimana è aggiornato al 01 dicembre 2020, ed è il dato più aggiornato disponibile.

Si continua a osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (62.617 vs 77.541 della settimana precedente), questo dato, insieme all’aumento osservato nella percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (24,7% vs 17,1% la settimana precedente), suggerisce un miglioramento dell’attività di tracciamento stessa. Questa settimana si osserva anche un calo nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (30,2% vs 34,9% la settimana precedente).

 

Conclusioni:

La velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia ha raggiunto livelli di Rt inferiori a 1 in molte Regioni/PPAA. Inoltre, per la seconda settimana consecutiva, l’incidenza (dati flusso ISS) calcolata negli ultimi 14 gg è diminuita a livello nazionale. Questi dati sono incoraggianti e confermano l’impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane; queste si accompagnano con una diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva; tuttavia, la pressione sui servizi ospedalieri è ancora molto elevata.

L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri.

Gran parte delle Regioni/PPAA sono classificate a rischio Moderato di una trasmissione di SARS-CoV-2 ma l’elevata incidenza e l’attuale forte impatto sui servizi ospedalieri richiede cautela mantenendo elevata l’attenzione nei comportamenti.

Per questo motivo questo andamento deve portare alla massima attenzione nella adozione e rispetto delle misure, evitarne un rilassamento prematuro e mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti.

Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

Si invitano le Regioni/PPAA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. É necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

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