Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 16 e il 22 novembre 2020.

Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. 


Roma, 27 Novembre 2020

Dopo molte settimane diminuisce leggermente per la prima volta l’incidenza di casi di Covid-19 nel nostro Paese anche se si mantiene molto elevata, superiore a 700 casi per 100.000 abitanti. L’Rt  questa settimana si fissa a 1,1 quindi si nota un primo effetto delle misure di contenimento fino ad ora adottate. Purtroppo aumentano i ricoveri ospedalieri e soprattutto quelli in Terapia Intensiva. Data la situazione è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e tutte quelle misure che siano adeguate rispetto all’evoluzione dell’epidemia“. 

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

Punti chiave:

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 16 – 22 novembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella terza decade di ottobre.

L’epidemia in Italia seppur mantenendosi grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali, mostra una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente e questo è un segnale di impatto importante delle misure di mitigazione introdotte. Nella maggior parte del territorio la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 1, in miglioramento rispetto a quello della settimana precedente ma con Rt puntuale ancora >1 nel suo valore medio in diverse Regioni/PA.

Nella settimana di monitoraggio, quasi tutte le Regioni/PA sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane.

In particolare, 10 Regioni/PA sono classificate a rischio Alto di una trasmissione di SARS-­CoV-­2. Di queste, una è considerata a rischio alto a titolo precauzionale in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente al momento della valutazione anche per la stima dell’Rt. Di queste 10, 9 sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive, questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a Covid-­19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-­invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732. Delle 10 Regioni/PA a rischio Alto o ad esso equiparate, 5 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2
e le 5 restanti hanno uno scenario di tipo 1 tranne in un caso in cui tale classificazione non è considerata affidabile per incompletezza dei dati.

Le rimanenti Regioni/PA sono classificate a rischio moderato di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese e presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 in due di queste e con uno scenario di tipo 1 per la rimanente. Data la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto si raccomanda alle autorità sanitarie delle 7 Regioni/PPAA con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese di valutare la opportunità di adottare, anche a livello sub-­regionale, ulteriori misure di mitigazione previste per il proprio livello di rischio nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-­19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-­invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

17 regioni al giorno 24/11/2020 avevano superato almeno una soglia critica in area medica o TI. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 3.612 (17/11) a 3.816 (24/11/2020); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 33.074 (17/11) a 34.577 (24/11/2020).

Questa settimana si osserva per la prima volta in varie settimane una diminuzione nell’incidenza a livello nazionale (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg (706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 09/11/2020-­22/11/2020 vs 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 02/11/2020-­15/11/2020), sebbene questa rimanga a livelli molto alti. In diverse Regioni, tuttavia, si continua a segnalare una incidenza in aumento.

Nel periodo 04 – 17 novembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,08 (95%CI: 0,91 – 1,25). Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane, in 4 Regioni/PA l’RT puntuale è inferiore a 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Si segnala che sono state riportate allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali in quasi tutte le Regioni/PA.

1.  Sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 16-­22 novembre 2020 che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Come conseguenza questo può portare ad una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.

2.  Di per sé, questo costituisce una conferma della generale criticità di resilienza diffusa causata dalla gravità della situazione epidemiologica che, per quanto in miglioramento, è caratterizzata da una incidenza elevata che determina un carico ancora eccessivo sui servizi sanitari.

3.  Il dato relativo alla occupazione dei PL utilizzato per il calcolo degli indicatori 3.8 e 3.9 questa settimana è aggiornato al 24 novembre 2020, ed è il dato più aggiornato disponibile.

Si osserva una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (77.541 vs 87.202 della settimana precedente), che potrebbe suggerire un miglioramento nelle attività di tracciamento.

 

Conclusioni:

La velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia sta rallentando ed ha raggiunto livelli di Rt prossimi a 1 in molte Regioni/PA. Inoltre, per la prima volta da molte settimane, l’incidenza (dati flusso ISS) calcolata negli ultimi 14 gg è diminuita a livello nazionale. Questi dati sono incoraggianti e segnalano l’impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane, tuttavia si accompagnano ad un lieve aumento nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva con pressione ancora molto elevata sui servizi ospedalieri che complessivamente non è in regressione.

L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto sarà necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori di 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri.

Rimane inoltre elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive, questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a COVID-­19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-­invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

Per questo motivo questo andamento non deve portare ad un rilassamento prematuro delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti.

Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-­sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

Si invitano le Regioni/PA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-­regionale. É necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-­19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-­invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

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