Dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 relativi alla settimana tra il 26 aprile e il 2 maggio 2021.
Il commento del Prof. Giovanni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

Roma, 7 Maggio 2021

Questa settimana tende ancora a migliorare, seppure gradualmente, la situazione epidemiologica nel nostro Paese. Il tasso di incidenza è di poco superiore a 120 casi di Covid-19 per 100.000 abitanti, ma soprattutto l’incidenza decresce negli ultra ottantenni, come primo segnale dell’impatto positivo delle campagne di vaccinazione. Sale di poco l’Rt, è a 0,89, ma è ancora ben al di sotto dell’unità. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di area medica e di Terapia Intensiva, si è al di sotto della soglia critica. Dato che siamo di fronte ad un periodo di graduali e parziali riaperture, ma soprattutto dal fatto che c’è ancora circolazione di diverse varianti virali, è bene mantenere comportamenti prudenti“.

Lo afferma il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio sullo stato epidemiologico nelle regioni d’Italia.

 

Punti chiave:

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 26 aprile – 02 maggio 2021. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella prima metà di aprile.

Questa settimana continua il calo nell’incidenza settimanale (127 per 100.000 abitanti (26/04/2021-02/05/2021)1  vs 146 per 100.000 abitanti (19/04/2021-25/04/2021), dati flusso ISS). Sebbene la campagna vaccinale progredisca sempre più velocemente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi.

Nel periodo 14 – 27 aprile 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,89 (range 0,85– 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, ma sotto l’uno anche nel limite superiore. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020 per seconda settimana consecutiva. Sei Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 15 Regioni/PPAA che hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l’uno. Tutte le Regioni/PPAA hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno.

Scende il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (5 Regioni/PPAA vs 8 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 20.312 (27/04/2021) a 18.176 (04/05/2021).

Soltanto una Regione (Calabria) riporta una allerta di resilienza, nessuna riporta molteplici allerte.

Si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (24.397 vs 27.561 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (38,6% vs 38,3% la scorsa settimana). Scende, invece, la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38,3% vs 38,7%). Infine, il 23,1% è stato diagnosticato attraverso attività di screening.


1 Da questa settimana tutte le stime di incidenza sono calcolate sulla base delle stime di popolazione rilasciate il 3 maggio 2021 da ISTAT relative al primo gennaio 2021. Con l’approssimazione decimale riportata, se avessimo calcolato l’incidenza della settimana 26/04-02/05/2021 usando i denominatori relativi alla popolazione al primo gennaio 2020, il valore sarebbe rimasto invariato (127 casi/100,000 abitanti). Popolazione residente al primo gennaio 2021 pubblicata dall’Istat il 3 maggio 2021: 59.257.566 (http://demo.istat.it/popres/index.php?anno=2021&lingua=ita); Popolazione residente al primo gennaio 2020 utilizzata nelle scorse settimane di monitoraggio: 59.641.488.


Conclusioni:

L’incidenza è in lenta diminuzione ma ancora elevata per consentire sull’intero territorio nazionale una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. E’ necessario continuare a ridurre il numero di nuovi casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale.

La pressione sui servizi ospedalieri è in diminuzione sebbene rimanga ancora oltre la soglia critica in alcune Regioni/PA.

Si osserva per la seconda settimana consecutiva un lieve aumento della stima dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici, che tuttavia rimane al di sotto della soglia epidemica.

La ormai prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7 (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti che possono eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia.

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