Disturbi alimentari: dalle “guerriere” di Instagram un aiuto alla guarigione

Il gruppo Neomesia organizza venerdì 7 giugno a Pietrasanta (LU) il convegno ‘La trama relazionale nei disturbi dell’alimentazione’ che riunisce esperti sul tema della riabilitazione per chi soffre di disturbi dell’alimentazione

Pietrasanta (LU), 4 Giugno 2019

La community di Instagram delle ED warriors (Eating Disorder), ‘guerriere’ che lottano contro i disturbi dell’alimentazione, è divenuta oggi uno strumento di aiuto contro queste patologie: questo è uno dei temi affrontati nel convegno ‘La trama relazionale nei disturbi dell’alimentazione’ organizzato dal gruppo specializzato nella diagnosi e nella cura delle principali patologie psichiatriche Neomesia a Pietrasanta (LU) venerdì 7 giugno. Nel corso dell’evento scientifico i maggiori esperti italiani si confronteranno sulla genesi di queste patologie: anoressia, bulimia e binge eating disorder (disturbo da abbuffate compulsive), che colpiscono in Italia circa 2 milioni di ragazzi e ragazze. I nuovi casi sono 850.000 ogni anno e l’età dei nuovi ammalati è sempre più bassa, con esordio principalmente tra i 12 e i 25 anni.[1]

Quando si parla di disturbi dell’alimentazione – afferma Luca Maggi, Direttore sanitario della comunità terapeutico-riabilitativa Villamare – l’attenzione deve ricadere anche sul ruolo delle relazioni interpersonali: la genesi di questi disturbi è intimamente collegata all’ambito delle relazioni sociali, familiari e lavorative. Quelli del comportamento alimentare sono disturbi che tipicamente incorrono durante la fase di fisiologica transizione verso l’età adulta, gli anni dell’adolescenza, e la cui insorgenza appare condizionata da difficoltà di interazione con gli altri, da difficili dinamiche familiari, ma anche da traumi dovuti alla rottura di legami di attaccamento significativi. Ristabilire un rapporto sano con gli altri rappresenta uno dei passi necessari per il recupero e la guarigione”.

Il contatto con la realtà e con gli altri spesso può avvenire anche in modo indiretto, attraverso l’utilizzo dei social network. La loro capacità in termini di audience, visibilità e velocità di divulgazione può infatti da un lato stimolare comportamenti di imitazione che possono indurre lo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione ma, dall’altro, il giovane affetto da disturbi dell’alimentazione può trovare proprio nella “condivisione in rete” un aiuto da chi vive o ha vissuto le stesse difficoltà e trarne forza per la guarigione.

Su Instagram, ad esempio, grazie all’hashtag “recovery”, che significa ‘recupero’ e ‘guarigione’, gli utenti escono dalla solitudine in cui il disturbo li ha trascinati chiedendo e ricevendo aiuto da gruppi di “seguaci virtuali” che, pur non conoscendosi, offrono supporto attraverso commenti positivi e incoraggianti. Condividere la propria storia e utilizzare i social network come strumento per divulgare la possibilità di guarigione è una forma di sensibilizzazione e prevenzione al passo con i tempi, fatta dai giovani per i giovani, che si auto genera e auto mantiene.

Oltre ai social network, si parlerà dell’insoddisfazione dell’immagine del corpo, dell’impiego della terapia interpersonale, degli interventi in ambito familiare, del legame tra sessualità e disturbi dell’alimentazione, infine, delle esperienze traumatiche come fattori di rischio nell’insorgenza e nel mantenimento dei disturbi della condotta alimentare.

Parteciperanno al tavolo di discussione le Senatrici Caterina Bini e Maria Rizzotti, per dare un quadro sui recenti disegni di legge in materia di prevenzione e cura delle patologie e dei disturbi del comportamento alimentare: da ottobre 2018 in Commissione Igiene e Sanità del Senato si lavora alla stesura di un Disegno di Legge (DDL) finalizzato alla prevenzione e alla cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Sono all’esame della commissione il DDL 189 ed il DDL 903 volti in particolare a:

  • garantire livelli adeguati di omogeneità nei trattamenti erogati sul territorio nazionale, superando le difformità regionali e dove questo non sia possibile consentire trattamenti extraregione sostenuti dal SSN;
  • introdurre l’articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione al ricorso di pratiche alimentari idonee a provocare anoressia o bulimia in modo da contrastare l’influenza dei siti web sul comportamento alimentare dei giovani.

Stato di avanzamento: al momento il lavoro della commissione in senato è terminato con l’accordo di tutte le forze politiche e passerà a breve alla camera.

‘La trama relazionale nei disturbi dell’alimentazione
venerdì 7 giugno 2019
Sala dell’Annunziata, Chiostro di S. Agostino
Viale Sant’Agostino, 1
Pietrasanta (LU)

Neomesia è un gruppo specializzato nella diagnosi e nella cura delle principali patologie psichiatriche con un approccio multidisciplinare per pazienti di ogni età, e in ogni fase della malattia, dalla manifestazione acuta alla fase riabilitativa. Parte del Gruppo Kos, Neomesia riunisce 7 cliniche specialistiche psichiatriche, 10 comunità terapeutiche riabilitative psichiatriche e 3 comunità terapeutiche riabilitative per minori, per un totale di 720 posti letto accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale e distribuiti in otto regioni italiane, e conta su 496 operatori.


[1] Fonte: Quaderni del Ministero della Salute, settembre 2017

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