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Psoriasi. Quali sono le contraddizioni sulla gestione sanitaria nazionale di questa patologia sempre più diffusa.

Quali sono le contraddizioni sulla gestione sanitaria nazionale di una patologia sempre più diffusa come la psoriasi e quali sono i bisogni dei pazienti. Ne parliamo con Valeria Corazza, presidente APIAFCO, Associazione Psoriasici Italiani Amici Fondazione Corazza.

LA “CARTA DELLE PRIORITÀ DEL MALATO PSORIASICO”

Cos’è la “Carta delle priorità del malato psoriasico”? E’ un documento messo a punto da APIAFCO negli anni passati, integrato da un ultimo punto concepito in questi ultimo anno. Un impegno corale concretizzato anche attraverso la presentazione di una mozione parlamentare ad hoc, come definito al termine di un dibattito durato mesi, avviatosi sulla base dei risultati dell’indagine DoxaIl paziente con psoriasi oggi” commissionata da APIAFCO.

PSORIASI E I BISOGNI DEI PAZIENTI

La psoriasi – ha subito inquadrato l’istituto di ricerca – è una malattia della pelle che viene in molti casi sottovalutata. È infatti troppo spesso considerata un problema estetico, piuttosto che una malattia a 360° con importanti comorbidità, tra cui diabete e problemi cardiovascolari, che colpisce oltre 2 milioni di persone e nelle forme più gravi è fortemente invalidante. Nel corso degli ultimi anni, l’atteggiamento sia dell’opinione pubblica che della classe medica si è modificato ma non sufficientemente.

Nel documento, messo a punto, per i pazienti, si parla di un maggiore supporto per favorire l’aderenza alla terapia; della presa in carico del paziente da parte di strutture multidisciplinari; del diritto all’accesso alle cure innovative su tutti i livelli; della possibilità di dare maggiori informazioni sulle terapie ed eventuali switch; del supporto psicologico per migliorare la convivenza con la patologia; dei trattamenti coadiuvanti; di promuovere la corretta informazione rispetto alle cure scientifiche, in modo da avere un paziente consapevole e capace di riconoscere proposte ingannevoli o dannose. E’ poi fondamentale incentivare l’assistenza a distanza, nei casi meno gravi, grazie alla telemedicina, questo per favorire la presa in carico dei casi più gravi.

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